Notice: Use of undefined constant HTTP_X_REAL_IP - assumed 'HTTP_X_REAL_IP' in /var/www/abruzzoweb.it/app/controllers/notizie/notizia.php on line 25 L'AQUILA GRANDI SPERANZE: BUFERA SULLA RAI, TINARI, ''VALUTERO' ANCHE AZIONI GIUDIZIARIE'' Abruzzo Web Quotidiano on line per l'Abruzzo. Notizie, politica, sport, attualitá.
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PEZZOPANE: ''I NOSTRI FIGLI ERANO NELLE TENDOPOLI, NON IN BABY GANG''

L'AQUILA GRANDI SPERANZE: BUFERA SULLA RAI,
TINARI, ''VALUTERO' ANCHE AZIONI GIUDIZIARIE''

Pubblicazione: 18 aprile 2019 alle ore 20:03

L'AQUILA - Non si placano le polemiche sulla fiction Rai Uno, “L’Aquila grandi speranze”, considerata da molti aquilani “un’offesa alla realtà e al dolore di una comunità ferita”, “i nostri figli erano nelle tendopoli e sulla costa, altro che baby gang tra le macerie”.

E sulla vicenda sono state annunciate anche “possibili azioni giudiziarie” dal presidente del Consiglio comunale del capoluogo abruzzese e avvocato, Roberto Tinari, che si scaglia sulla propria pagina social “contro una rappresentazione irreale e offensiva della città”.

Nonostante il successo di ascolti, con 3 milioni 180 mila spettatori e il 13 per cento di share, il debutto della serie Tv in sei prime serate può essere considerato un flop, leggendo i commenti dei cittadini sui social. 

In particolare su Facebook gli aquilani hanno raccontato tutta “l'amarezza e il dispiacere di chi ha ancora le ferite aperte di quella notte”.

Tra i primi a scagliarsi contro la fiction creata da Stefano Grasso e diretta da Marco Risi, la deputata del Pd Stefania Pezzopane, che oggi in Aula alla Camera dei deputati, prendendo la parola ha ribadito che “è una cosa indecente, la Rai ci deve chiedere scusa e deve cambiare registro, sul terremoto non si possono fare questi giochi, questi escamotage insopportabili e propagandistici”.

Grazie anche alla grande promozione che la Rai ha fatto e grazie ai trailer e alle ospitate nelle trasmissioni di talk, noi aquilani abbiamo immaginato un racconto serio e che appunto facesse riferimento alle nostre grandi battaglie, alle nostre sofferenze e alle nostre grandi speranze - ha aggiunto la deputata aquilana - Ci siamo invece trovati di fronte a degli espedienti narrativi che hanno camuffato completamente la vicenda storica, sovrapponendo delle cose che nulla hanno a che fare con quella vicenda ancora viva nel dolore, a pochi giorni dal decennale”. 

“In particolare voglio segnalare come molto grave, in una fiction della Rai che è pubblica, l'uso che è stato fatto di giovani che scorrazzavano all'interno delle mura storiche e delle macerie, come bande, baby gang in lotta tra di loro, tra fumogeni e bastionate, per accaparrarsi i resti delle macerie. Ecco voglio dire al popolo italiano, ai 3 milioni di utenti che hanno guardato quella puntata, e alla Rai, che è un'immagine indecente e che nessun ragazzo ha mai rubato. Non ci sono state baby gang, i ragazzi non potevano andare in bicicletta nel centro storico dell'Aquila perché era chiuso. I nostri figli in quei giorni erano nelle tendopoli e sulla costa, con un unico desiderio, dimenticare il terremoto e tornare nella loro casa e nella loro scuola”, ha concluso nel suo intervento Pezzopane. 

Anche il presidente del Consiglio comunale dell’Aquila ha puntato il dito contro la fiction che “rappresenta un danno d’immagine per la città, che vive un momento molto profondo e significativo di commemorazione delle sue vittime a dieci anni dal terremoto del 6 aprile 2009. Intendo adottare e valutare tutte le azioni possibili, anche quelle giudiziarie, se necessario, contro una rappresentazione irreale e offensiva dell’Aquila”, ha annunciato Tinari sui social.

“La trasmissione televisiva, di ben sei puntate, è stata presentata in pompa magna con lo scopo di rappresentare un contributo alla città ferita sui temi della ricostruzione e della rinascita, proprio in occasione del decennale. Anche se non si tratta di un documentario, ma di una messa in scena in cui la città dell’Aquila fa da palcoscenico, ritengo assolutamente offensivi i contenuti della serie nei confronti di un dolore ancora troppo recente e drammatico per essere banalizzato”, ha concluso.

Il riferimento del presidente del Consiglio comunale è a un post del 2 aprile scorso in cui la Rai ha scritto: “Abbiamo messo in scena la vita, il dolore, la perdita, il bisogno di elaborare la tragedia, la speranza e la diversità dei punti di vista. Con la responsabilità e il rispetto che si devono alla realtà”.

Intanto in molti hanno chiesto “che il sindaco faccia le nostre rimostranze presso la Rai e chieda la chiusura della fiction offensiva verso il popolo”.

Il prossimo appuntamento con L’Aquila grandi speranze, intanto, è in programma per martedì 23 aprile, in prima serata su Rai 1, con la seconda puntata. (a.c.p.)



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