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UNIVERSITA' PUNTA DITO CONTRO VARIAZIONE PROGETTO E AMMETTE, ''STIAMO PAGANDO MANUTENZIONE E DEPOSITO TAVOLA VIBRANTE, MA NESSUNA PENALE''

L'AQUILA: LABORATORIO RICERCA SISMICA ROIO, ''ITER LUMACA, MA PRONTO ENTRO 2019''

Pubblicazione: 18 dicembre 2018 alle ore 08:30

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L’AQUILA - L’Università dell’Aquila punta il dito contro “l’iter lumaca” e i ritardi dovuti ad “una variazione del progetto originale”, per i lavori del Laboratorio “mai nato” di Ricerca per l’Ingegneria Sismica (Lis) del Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile, Architettura e Ambientale del capoluogo abruzzese, e annuncia la possibile fine dei lavori nel corso del 2019.

Intanto, però, “stiamo pagando il deposito e manutenzione della Tavola vibrante”, sofisticata attrezzatura sperimentale per lo studio degli effetti del sisma sulle strutture edilizie, di cui tanto si è discusso negli anni post-sisma.

Il macchinario, infatti, è custodito a Milano in attesa di essere collocato nel laboratorio aquilano ed è stato realizzato dalla multinazionale tedesca Bosch Rexroth, partner del progetto e leader per i simulatori sismici e per le tecnologie di precisione.

Ad oggi, infatti, nell’area della facoltà di Ingegneria di Roio, luogo scelto per la costruzione della grande opera, presentata nel 2013 come “il fiore all’occhiello” dell’Ateneo aquilano, c’è soltanto un grosso masso posto al centro di un’area collinare “spianata”, delimitata e chiusa da un cancello.

A seguito della segnalazione ad AbruzzoWeb del presidente del Centro Universitario Sportivo (Cus) dell’Aquila e docente di Scienze motorie all'Università, Francesco Bizzarri, la rettrice, Paola Inverardi, ha precisato, dopo aver spiegato di aver inviato l’articolo al Provveditorato, per sollecitare i lavori, che “purtroppo tutto ha i suoi tempi”.

“Dal nostro punto di vista stiamo cercando di affrettare il più possibile la conclusione dell’opera, sollecitiamo continuamente il Provveditorato, che gestisce l’appalto;  abbiamo tutte le concessioni e i permessi che ci servivano per poter avviare il cantiere, adesso il percorso non è più nelle nostre mani”, ha aggiunto.

Un intervento annunciato come imminente già nel novembre di cinque anni fa, finanziato grazie alla donazione, arrivata nel lontano 2010, di 2 milioni di euro da parte dell’Associazione delle Fondazioni e delle Casse di Risparmio Spa, a cui si sono aggiunti a stretto giro 1,7 milioni di euro della Commissione paritetica nazionale per le casse edili (Cnce), ai tempi in cui era presidente il costruttore aquilano Armido Frezza.

I lavori, però, sono stati consegnati soltanto a gennaio del 2018, per un importo di 1.268.349,29, di cui 59.471,68 per costi della sicurezza, come si legge sul cartello di cantiere apposto sul cancello di ingresso, e si sarebbero dovuti concludere nell’ottobre scorso, ma ad oggi tutto è fermo “alla prima pietra”.

Inverardi, poi, ha sottolineato che è “nostro interesse velocizzare l’iter, ed è per questo che mi fa piacere che la stampa si interessi a questo progetto. Siamo noi i primi a voler utilizzare la tavola vibrante, sosteniamo questa spinta, prima si finisce e meglio è per tutti”.

Il direttore dell’Università degli Studi dell’Aquila, Pietro Di Benedetto, ha voluto precisare ad AbruzzoWeb, che “non è stata pagata nessuna penale, stiamo pagando soltanto il deposito della Tavola”, ma al momento non si conosce l’ammontare della somma, poiché né il direttore, né la rettrice, al momento dell’intervista avevano “le carte davanti”.

In ogni caso, Di Benedetto ha assicurato che “l’opera che sta andando avanti e la chiusura delle attività è prevista nel corso del 2019” e che “l’allungamento dei tempi è dovuto alla complessità dei lavori stessi: non è un semplice contenitore, la struttura che dovrà ospitare la Tavola è una ‘vasca’ di cemento con una serie di pistoni che determinano il movimento e richiede una continua interazione tra chi produce e chi realizza la struttura”.

Il tutto, “ha reso necessari alcuni cambiamenti nel progetto iniziale che hanno rallentato i lavori, che sono molto articolati. Non dimentichiamo che, una volta concluso l’iter, all’interno del laboratorio la Tavola creerà dei piccoli terremoti ed è quindi fondamentale che la ‘vasca’ contenga le onde, che ovviamente non possono propagarsi all’esterno”, ha concluso.

Le imprese appaltatrici, che si sono costituite in Ati (Associazione temporanea di imprese) sono la Cosap Consorzio stabile appalti pubblici e la Slia Sas, entrambe di Napoli, come anche le imprese esecutrici: la Principe Spa e la Cp Sas di Crescenzo Ciccarelli.

Il responsabile del procedimento è Gennaro Di Maio, il progettista Gabriele Novembri, il direttore dei lavori Federico Isola; mentre il direttore operativo è Mauro Rancitelli, l’ispettore di cantiere Antonio Venti e il direttore Tommaso Ferrillo.



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