Notice: Use of undefined constant HTTP_X_REAL_IP - assumed 'HTTP_X_REAL_IP' in /var/www/abruzzoweb.it/app/controllers/notizie/notizia.php on line 25 L'AQUILA: LABORATORIO SISMICO ''MAI NATO'', BIZZARRI, ''SERVONO ISPETTORI MINISTERO?'' Abruzzo Web Quotidiano on line per l'Abruzzo. Notizie, politica, sport, attualitá.

VIDEO-DENUNCIA DEL PRESIDENTE DEL CUS, FRANCESCO BIZZARRI, SUI SOCIAL
NON SI SBLOCCA: ''PAGATI 100 MILA EURO PER MANUTENZIONE TAVOLA BOSCH''

L'AQUILA: LABORATORIO SISMICO ''MAI NATO'', BIZZARRI, ''SERVONO ISPETTORI MINISTERO?''

Pubblicazione: 20 gennaio 2019 alle ore 10:10

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L’AQUILA - “Un cumulo di sassi, un progetto non più valido, una parte della collina spianata, soldi pubblici spesi, un'altra struttura che grida vendetta. Ecco il laboratorio di ricerca sismica di Roio, non possiamo dire neanche ex, perché non è mai sorto”.

Così in un video-denuncia su Facebook, il presidente del Centro Universitario Sportivo (Cus) dell’Aquila e docente di Scienze motorie all'Università, Francesco Bizzarri, torna a parlare del Laboratorio “mai nato” di Ricerca per l’Ingegneria Sismica (Lis) del Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile, Architettura e Ambientale del capoluogo abruzzese e annuncia che, qualora dovesse servire per sbloccare le cose, si rivolgerà al Ministero, affinché mandi degli ispettori.

“Il dramma - prosegue Bizzarri - è che non c'è alcuna novità, nessuno parla, tutto tace e intanto sul bilancio dell’Università ci sono 100 mila euro per pagare la manutenzione della tavola vibrante alla Bosch, soldi, è bene ricordarlo, pubblici”.

La tavola vibrante, infatti, è stata già realizzata dalla multinazionale tedesca Bosch Rexroth, leader per i simulatori sismici e per le tecnologie di precisione, partner del progetto, ed è custodita a Milano in attesa di essere collocata nel laboratorio aquilano.

Si tratta di un’opera di grande importanza per il territorio, presentata nel 2013 come “il fiore all’occhiello dell’Ateneo aquilano, ma i cui lavori sono al palo ormai da anni e sulla Tavola Vibrante, sofisticata attrezzatura sperimentale per lo studio degli effetti del sisma sulle strutture edilizie, si è discusso negli anni post-terremoto, proprio per la sua rilevanza in un territorio sismico come quello dell’Aquila.

I lavori sono stati consegnati a gennaio 2018, per un importo di 1.268.349,29, di cui 59.471,68 per costi della sicurezza, come si legge sul cartello di cantiere apposto sul cancello di ingresso, si sarebbero dovuti concludere nell’ottobre scorso, ma ad oggi tutto è fermo.

Una risposta, nei mesi scorsi, è arrivata dalla rettrice dell’Univaq, Paola Inverardi, e dal direttore dell’Università degli Studi dell’Aquila, Pietro Di Benedetto, che hanno puntato il dito contro “l’iter lumaca” e ritardi dovuti ad “una variazione del progetto originale”, assicurando che i lavori “si concluderanno comunque entro il 2019”. 

“Ho fatto questo video sui social dicendo che non avrei mollato, che sarei andato avanti fino a quando qualcuno non deciderà a fare una conferenza stampa per chiarire questa situazione, visto che c’erano dei soldi pubblici in ballo e che la struttura andava riconsegnata ad ottobre 2018 - spiega ad AbruzzoWeb Bizzarri - Perché stiamo pagando per la manutenzione di un qualcosa che ancora non funziona? Allora se questa è una cosa normale che qualcuno lo dica!”.

“Si dice che il progetto sia scaduto, che debba essere rifatto addirittura, quindi tempi si allungano notevolmente con un danno eclatante per l’ateneo e per tutto quello che poteva essere l’indotto di questa struttura. Inoltre - aggiunge il presidente del Cus -, come si vede nel video è stata spianata la collina e ci sono solo pietre sul luogo dove sarebbe dovuto sorgere il Lis, per cui non si capisce per quale motivo è tutto fermo e se il luogo sarà sempre quello o se verrà spostato. Quali sono stati i problemi? Come mai prima queste criticità non sono state evidenziate? Insomma, ci sono una serie di interrogativi a cui va data una risposta e mi auguro che le autorità competenti vogliano far luce su questa situazione: serve chiedere al Ministro competente di mandare degli ispettori e valutare una serie di situazioni per sbloccare questo stallo?”, chiede infine Bizzarri.

L’intervento era stato annunciato come imminente già nel novembre di cinque anni fa, grazie alla donazione, arrivata nel lontano 2010, di 2 milioni di euro da parte dell’Associazione delle Fondazioni e delle Casse di Risparmio Spa, a cui si sono aggiunti a stretto giro 1,7 milioni di euro della Commissione paritetica nazionale per le casse edili (Cnce), ai tempi in cui era presidente il costruttore aquilano Armido Frezza. 

Le imprese appaltatrici, che si sono costituite in Ati (Associazione temporanea di imprese) sono la Cosap Consorzio stabile appalti pubblici e la Slia Sas, entrambe di Napoli, come anche le imprese esecutrici: la Principe Spa e la Cp Sas di Crescenzo Ciccarelli.

Il responsabile del procedimento è Gennaro Di Maio, il progettista Gabriele Novembri, il direttore dei lavori Federico Isola; mentre il direttore operativo è Mauro Rancitelli, l’ispettore di cantiere Antonio Venti e il direttore Tommaso Ferrillo.



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