Notice: Use of undefined constant HTTP_X_REAL_IP - assumed 'HTTP_X_REAL_IP' in /var/www/abruzzoweb.it/app/controllers/notizie/notizia.php on line 25 L'AQUILA: PALAZZO DRAGONETTI TORNA A RISPLENDERE, 'UN ALTRO TASSELLO DELLA RICONQUISTA DEL TERRITORIO' Abruzzo Web Quotidiano on line per l'Abruzzo. Notizie, politica, sport, attualitá.
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L'AQUILA: PALAZZO DRAGONETTI TORNA A RISPLENDERE, 'UN ALTRO TASSELLO DELLA RICONQUISTA DEL TERRITORIO'

Pubblicazione: 02 dicembre 2019 alle ore 18:49

L’AQUILA – È tornato a risplendere nel cuore del centro storico dell'Aquila, a 10 anni dal sisma del 6 aprile, il palazzo rinascimentale Dragonetti-De Torres, incastonato tra via Santa Giusta, via Grifo e via Rosso Guelfaglione.

Tante le autorità e i cittadini che hanno partecipato questa mattina alla cerimonia del taglio del nastro nel chiostro monumentale del palazzo, appartenente ad una delle famiglie nobili del capoluogo abruzzese.

Una struttura ferita gravemente dal terremoto del 2009, rinata grazie a un delicato intervento di restauro e consolidamento.

Presenti il sindaco Pierluigi Biondi, l'assessore regionale al Bilancio Guido Liris, il consigliere regionale Americo Di Benedetto (Il Passo Possibile), gli assessori comunali Fabrizia Aquilio e Carla Mannetti, il questore dell'Aquila Orazio D'Anna, in rappresentanza della famiglia proprietaria del palazzo Fabrizio De Agostini Dragonetti De Torres e l'ex sentarice Elena Marinucci.

“È sempre una gioia quando si riconquistano pezzi di città, perché credo che sia anche un’operazione di rieducazione al bello; dobbiamo riappropriarci del gusto estetico, dell’amore per la nostra città storica – ha dichiarato Biondi – Tra l’altro ci troviamo in un luogo simbolo, vicino a una chiesa ‘capoquarto’ che ha ancora bisogno di interventi di restauro, così come molti altri edifici religiosi”.

“Poi c’è un altro elemento importante: il fatto che questi vuoti ridiventano pieni, perché al di là del restauro, qui ci torneranno a vivere delle persone, che sono la ‘carne viva della città’, il cuore pulsante”, ha aggiunto il primo cittadino.

Biondi ha poi annunciato che il chiostro del palazzo diventerà lo spazio in cui, nel periodo di Natale, si svolgeranno alcuni concerti e spettacoli per la città.

Anche il noto cantautore e attore teatrale Simone Cristicchi, direttore artistico del Teatro Stabile d'Abruzzo, ormai "perfettamente integrato nel tessuto sociale cittadino, come ha precisato il sindaco, ha partecipato al taglio del nastro.

“Un altro tassello per la riconquista del territorio è stato messo – ha detto l’assessore regionale Liris -  ricostruzione significa anche riappropriarci di quelle caratteristiche identitarie che facevano parte della nostra città, L’Aquila è arte, cultura ma anche aggregazione. Questo vuol dire anche riappropriarci della qualità di vita del centro storico, che gradualmente sta rinascendo. Riappropriarci di tutto quello che era la nostra vita prima del 6 aprile 2009. Oggi essere qui da assessore regionale per me è una doppia, un tripla gioia, perché eventi come questo danno l’idea di quanto L’Aquila sia una parte centrale del tutto e soprattutto di quale contributo la regione Abruzzo può ricevere da una rinascita di questo tipo”.

I lavori, per un totale di 8.003.410,26 euro, sono stati eseguiti dalla ditta edile Marcozzi Costruzioni di Teramo, presente alla riconsegna simbolica del palazzo alla città.

Durante l'intervento, come annunciato dall'ingegnere Ennio Marcozzi, della ditta che ha effettuato i lavori di restauro e ricostruzione, sono stati ritrovati una nicchia con un affresco raffigurante San Francesco e un antico portone montato nell'ingresso principale.

"L’emozione c’era e c’è ancora – ha spiegato Marcozzi – L’intervento è stato molto interessante e gratificante per l’impresa e credo che lo sia stato anche per i proprietari che hanno pubblicamente manifestato la loro la loro benevolenza nei miei confronti e nelle maestranze impegnate in questo cantiere”.

I lavori, iniziati nell’estate del 2014, si sono conclusi a settembre del 2018, ma solo oggi, dopo l’allaccio delle utenze e gli ultimi lavori necessari, il palazzo è tornato a splendere in tutta la sua bellezza.

Scendendo nel dettaglio “abbiamo fatto molti tipi di lavori: consolidamenti strutturali, siamo interventi su tutte le volte, sui solai, abbiamo utilizzato materiai compositi, abbiamo consolidato le murature con malte di calce idraulica, abbiamo rifatto completamente le coperture che erano state particolarmente compromesse dal terremoto, abbiamo fatto delle capriate in ferro, innestate con legno lamellare”, sottolinea Ennio Marcozzi.

STORIA E LAVORI

La prima edificazione di palazzo Dragonetti molto probabilmente risale alle origini della città. Probabile autore del Palazzo nella sua forma matura è Silvestro dell'Aquila, forse il maggiore artista aquilano che lavorò quasi sempre nella sua bottega di via Santa Giusta, a poca distanza dal luogo dove sorse il Palazzo Dragonetti e ciò rafforza l'attribuzione dell'opera a questo insigne architetto. 

L'edificio come si presenta ora è uno dei più imponenti ed unitari palazzi aquilani del Rinascimento. È di tre piani più una piccola altana (castellina) e copre una superficie pseudo rettangolare di circa metri 34x43. 

All'interno ha due cortili, uno principale ed uno secondario, collegati tra loro; il prospetto principale è rivolto su Via Santa Giusta, dove si apre un portale di grande valore artistico. Il cortile principale, al quale si accede attraverso un androne coperto con volte a crociera, è di forma allungata ed è contornato da portico su tre lati. 

Il portico ha tre piani ed è ritmato, al piano terreno e al piano primo, da una successione di archi poggiati su colonne con capitello composito.

Al piano secondo, invece, sopra le colonne corre un architrave. Nel secondo cortile la distribuzione ai piani avviene attraverso una scala a giorno. 

Le fasi di lavoro che hanno interessato il restauro conservativo del Palazzo sono state eseguite sotto il controllo della Soprintendenza con gli architetti Antonello Garofalo e Antonio Di Stefano, mentre per i restauri pittorici e lapidei vi è stata la sorveglianza di Biancamaria Colasacco. 

La struttura portante in muratura mista di pietrame e mattoni è stata oggetto combinato di interventi di scuci-cuci, iniezioni di malta di calce idraulica e fibre composite in carbonio e diatoni in acciaio; le volte sono state rinforzate con fasce di carbonio ed altre con reti in fibra di vetro; importanti sono state le cerchiature in acciaio sulle aperture dei vani e per ammorsare le murature interne con la facciata esterna; si è provveduto al totale rifacimento delle coperture, con legno lamellare e con nuove capriate in acciaio, al rifacimento di tutte le facciate esterne previa ricerca della colorazione originaria sotto la sorveglianza della Soprintendenza unitamente al recupero dei lapidei dei marcapiani, degli stemmi, delle cornici, dei portali e delle finestre.

Gli impianti idrici, termici, sanitari ed elettrici sono stati eseguiti nel rispetto delle specifiche normative del settore. 

Tutti gli interventi eseguiti hanno portato all'adeguamento sismico del palazzo permettendone la sua agibilità. 



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