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DA RISCUOTERE 15 MILIONI DI EURO DA INQUILINI QUARTIERI POST-SISMICI: VICESINDACO DANIELE, ''A BREVE DELIBERA GIUNTA PER ACCELERARE RISCOSSIONE. SITUAZIONE NON PIU' SOSTENIBILE''

L'AQUILA: POOL AVVOCATI O AGENZIA ENTRATE,
OFFENSIVA COMUNE CONTRO MOROSI C.A.S.E.

Pubblicazione: 26 giugno 2020 alle ore 08:00

L'AQUILA - Recuperare con le "buone", affidandosi ad un pool di avvocati aquilani, più predisposti al dialogo, o con le "cattive", passando la non invidiabile incombenza agli esattori dell’Agenzia delle Entrate, gli oltre 15 milioni di euro di bollette, affitti e canoni di compartecipazione alle spese, non pagate dagli inquilini morosi degli appartamenti del progetto C.a.s.e. e M.a.p.

A questo non facile compito sta lavorando la giunta comunale dell’Aquila,del sindaco di Fratelli d'Italia, Pierluigi Biondi, ora che è terminata la fase acuta dell’emergenza coronavirus, durante la quale anzi anzi sono prorogati i termini per effettuare i pagamenti della tassa sui rifiuti, quelli relativi alle entrate extratributarie e i canoni del C.a.s.e. e M.a.p.

A rivelarlo ad Abruzzoweb, il vicesindaco Raffaele Daniele, dell'Udc.

“A breve sarà pronta una delibera ad hoc - spiega -, stiamo ragionando sulla strategia migliore da adottare, dal punto di vista anche normativo. Ma una cosa è certa, non possiamo aspettare oltre, anche per rispetto per la maggioranza di inquilini che fanno il loro dovere, pagando quanto è dovuto”.

A riportare alla ribalta il fenomeno non certo recente della morosità di chi ha avuto assegnato, terremotato e non, uno dei 5.500 appartamenti dei quartieri post sismici realizzati all’indomani della sisma del 6 aprile 2009, è stato il consigliere di opposizione Giustino Masciocco, presidente della Commissione di Garanzia e Controllo del Comune dell'Aquila che ha scritto alla Corte dei Conti, denunciando “la quasi inconsistente l'attività di recupero di quanto dovuto dai cittadini che hanno beneficiato dell'assegnazione di un alloggio da parte del Comune dell'Aquila”, una situazione che “potrebbe portare, inevitabilmente, ad un possibile danno erariale”. 

Dai calcoli emersi dalle sedute della Commissione risulta infatti che al 31 dicembre del 2019 risultano non essere stati pagati 7 milioni e 569 mila euro di consumi di riscaldamento e acqua calda, 1 milione e mezzo circa dei quali risalenti addirittura al triennio 2010-2013, 6 milioni e 100 mila canoni di compartecipazione (spese comuni) evasi e 4 milioni e 701 mila euro, infine, canoni di locazione (affitti) mai versati. Per un totale di 15 milioni di euro di mancati introiti per le casse comunali.

Daniele conferma che i numeri, purtroppo, solo quelli, nega però con decisione che il Comune non si sia mosso per la riscossione, in qualità di proprietario di un immenso patrimonio edilizio realizzato in emergenza dalla Protezione civile di Guido Bertolaso e dal governo di Silvio Berlusconi, e poi ceduti al Comune con sindaco Massimo Cialente del Partito democratico.

“L’azione è stata per così dire congelata – spiega il vicesindaco – a causa dell’emergenza coronavirus, per una doverosa sensibilità in una fase già difficile. Ora stiamo semplicemente valutando la strategia da adottare, ovvero se affidare la riscossione ad un pool di avvocati, coinvolgendo professionisti under 35, anche per aiutare un settore in difficoltà e con meno lavoro.  Questa è la strategia 'soft'. Oppure all’Agenzia delle entrate, che è la soluzione 'strong', e che ha consentito già di recupere in breve tempo 300 mila euro di multe e 600 mila euro di tassa sui rifiuti, non pagate dai cittadini aquilani”.

Tradotto: con gli avvocati i morosi hanno più margini di trattativa, si può negoziare a seconda dei casi una rateizzazione. Gli esattori dell’Agenzia delle Entrate, che hanno preso il posto della vituperata Equitalia, hanno strumenti ben più "persuasivi", e arrivata la lettera di avviso , il rischio è che scaduto l’ultimatum scatti il pignoramento dei beni, senza troppi complimenti.

Va poi stabilito a quale assessorato competa in particolare la riscossione, ovvero se a quello della valorizzazione del Patrimonio, in capo a Fausta Bergamotto, oppure al Patrimonio, di competenza di Vittorio Fabrizi, o allo stesso Daniele, che ha la delega alle Politiche fiscali.

Daniele infine tiene a sottolineare, rivolto a Masciocco che “la responsabilità della situazione che si è generata e che si è incancrenita va riferita a chi ha amministrato questa città prima di noi. Io quando ero all’opposizione mi sono opposto con tutte le forze alla decisione di prendere in gestione il progetto C.a.s.e., e con esso i costi enormi per la manutenzione e gestione. All’epoca voglio ricordare che Masciocco era presidente della commissione Bilancio, e non ebbe nulla da obiettare. Forse gli è servita un po' di opposizione per avere un quadro delle cose più aderente alla realtà”.

 



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