Notice: Use of undefined constant HTTP_X_REAL_IP - assumed 'HTTP_X_REAL_IP' in /var/www/abruzzoweb.it/app/controllers/notizie/notizia.php on line 25 L'AQUILA: SI ACCENDONO LE LUCI DEL LUNA PARK, ''SIAMO QUI PER CREARE SANA SOCIALITA''' Abruzzo Web Quotidiano on line per l'Abruzzo. Notizie, politica, sport, attualitá.
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L'AQUILA: SI ACCENDONO LE LUCI DEL LUNA PARK, ''SIAMO QUI PER CREARE SANA SOCIALITA'''

Pubblicazione: 21 marzo 2019 alle ore 06:30

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L’AQUILA - Sono tornate le giostre all'Aquila, consuetudine che si rinnova da più di 30 anni nel mese che precede la Pasqua per la gioia di grandi e piccini; prima stazionavano dietro la piscina Verdeaqua, poi dietro Piazza D'Armi, adesso invece, già da qualche anno, si trovano nel parcheggio dietro l'ex Italtel in via Ulisse Nurzia.

Tra musica assordante,con le ultime hit del momento a fare da sottofondo, il profumo dello zucchero filato e i colori accesi delle luci anche quest'anno ci sono delle belle novità: dai gonfiabili sospesi nell’acqua per i più piccini, al classico Extreme, con i suoi 5 minuti di pura adrenalina. 

E ancora il leggendario Tagadà che ha fatto divertire generazioni di ragazzi, con un deejay che fa anche da intrattenimento e poi le macchine da scontro, di due tipi, il tiro al bersaglio, il leggendario bruco mela e il crazy dance degli ovetti che girano velocissimi in cerchio.

Rimarranno in città fino a qualche giorno prima di Pasqua, poi si sposteranno nella frazione di Paganica per la tradizionale festa.

È un’attività consolidata, quella del gruppo di giostrai originari di Pescara e Chieti che confluiscono ogni anno nel capoluogo; c'è Angelo Rossi con la sua famiglia, ci sono i fratelli Valerio, i D'Ancelli, i Rizzi, i Di Fonzo, i Lazzari, tutti nel settore da più generazioni.

Non si tratta di gruppi sinti come vuole la tradizione o il luogo comune, sono tutti abruzzesi che si spostano in tutta la regione e anche fuori durante tutto l’anno.

E per qualche ora anche AbruzzoWeb ha voluto provare "l'ebbrezza" di tornare bambini, andando a sentire proprio la voce di chi, da sempre, "lavora per far divertire".

"Le giostre ormai fanno parte del mio dna - spiega Angelo Rossi - ho iniziato che ero davvero un bambino con mio padre e mio nonno, appena presa la licenza di scuola media. È un lavoro faticoso, ci sono ore e ore dietro, c'è la manutenzione, c'è il collaudo, c'è la voglia di fare le cose come si deve per far diventare ma con serenità".

Angelo ovviamente non è solo, con lui adesso c'è la figlia, giovanissima, che sta cominciando a muovere i primi passi nel mestiere.

"Tornare all'Aquila - chiarisce - per noi ormai è una consuetudine molto cara. Abbiamo sofferto tanto quando siete stati colpiti dal terremoto nel 2009. Nel nostro piccolo cerchiamo di fare il possibile per aiutarvi a ricreare quella socialità che sappiamo esservi mancata, rinnovando un qualcosa di molto simile e a un patto d'amore".

"Anche noi ci ricordiamo del centro storico - aggiunge - della vita che scorreva allegra sotto i portici, nei vicoli e in piazza. Le giostre servono anche a questo, a far incontrare i ragazzi... Quante ne abbiamo viste qui! Amori sbocciati qualche litigio, l'amicizia che si consolida con un gettone regalato all'amico che ha finito i soldi, o quando vedi due ragazzine spaventate dal tagadà che salgono tenendosi per mano...".

E per loro, abituati a spostarsi per lavoro, anche quell'anonimo parcheggio ha l'aria di "casa".

"Non stiamo mai nello stesso posto da sempre - spiega - e anche per noi è una sofferenza. Per esempio io sto qui e mia moglie è rimasta sulla costa. Abbiamo una bambina piccola che va a scuola e sappiamo quanto sia importante lo studio soprattutto per noi che abbiamo iniziato a lavorare da bambini. Quindi per non farle perdere giorni abbiamo preferito fare così. Mi mancano tanto, ma il lavoro ci serve per avere di che vivere!".

"Sulla costa abbiamo le nostre case e la vita di tutti i giorni, ovviamente per spostarci utilizziamo i camper e le roulotte", aggiunge.

Una legge del 1968 stabilisce che i Comuni debbano avere un'area attrezzata ad hoc per i luna park e finalmente, dopo un paio di spostamenti, sembra proprio che il parcheggio dell’ex Italtel sia il posto più adatto.

"A noi questa soluzione va benissimo - spiega ancora - e davvero non sappiamo come ringraziare l’ex sindaco, Massimo Cialente, e chi, insieme a lui, si occupò anni fa della nostra allocazione. È tutto in regola, dalle carte sulle agibilità delle attrazioni ai collaudi. Abbiamo capito le motivazioni per cui ci è stato detto che non potevamo stare a piazza d’Armi. La viabilità è importante e lì potevamo dare fastidio".

Alcuni di loro, da ragazzi, hanno anche frequentato le scuole all'Aquila, in quei periodi in cui le giostre si trovavano in città.
Come sempre, l'arrivo del luna park porta felicità, ma anche qualche polemica, dal momento che le famiglie dei giostrai vengono spesso associate agli "zingari".

"Il nostro - ci tiene a precisare - è un lavoro che viene molto spesso disprezzato senza sapere quanta fatica c’è dietro. I giochi non vanno solo montati, ma devono essere anche sicuri e a norma. E poi noi siamo persone perbene, non vogliamo fare del male a nessuno. Siamo un gruppo parentale allargato che ha bisogno di lavorare e che vuole farvi divertire lavorando". 

Nei giorni feriali si chiude alle 20, il sabato invece a mezzanotte, "per consentire agli adolescenti un dopocena allegro, sperando di non essere la disperazione dei genitori che dovranno venire a prenderli", scherza in conclusione.



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