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L'AQUILA: SI PERFEZIONA LA GRANDE AGORA', ECCO LA SCALA MOBILE PER IL CENTRO STORICO

Pubblicazione: 14 luglio 2019 alle ore 09:39

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L’AQUILA - Palazzo dell’Emiciclo, storica sede del Consiglio regionale abruzzese all’Aquila, tornato alla luce in tempi record, con tecniche di ricostruzione all’avanguardia europea in particolare per la sicurezza sismica, il palazzo dell’ex Gil “donato” alla scuola di alta formazione del Gran Sasso Science Institute, la pedonalizzazione di via Michele Iacobucci, l'abbattimento delle barriere architettoniche e adesso anche il collegamento con il terminal di Collemaggio, che risolverebbe in parte il problema dei parcheggi.

Manca solo un passaggio per la realizzazione del progetto di una grande agorà nella zona della Villa comunale aquilana, spazio che ha cambiato volto dopo il sisma del 6 aprile del 2009 e che, oggi, si propone come un nuovo grande centro politico-amministrativo e scientifico, oltre ad un non meno importante e godibile punto di aggregazione e socialità.

Con la pedonalizzazione di via Iacobucci, una scommessa che alla fine ha convinto la comunità, si è accentuato però il problema del parcheggio in centro storico, una delle maggiori difficoltà che l’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Pierluigi Biondi, si trova a dover affrontare.

Proprio per far fronte a questa problematica il Consiglio regionale aveva pubblicato un bando per un concorso di progettazione, con una commissione ad hoc per valutare le idee progettuali pervenute, 4 in totale, di cui 3 bocciate immediatamente e una “non fattibile, perché vi era un errore tecnico”.

Il 23 luglio si riunirà un tavolo tecnico, a cui parteciperanno anche alcune rappresentanze dell’esecutivo comunale, certe le presenze degli assessori Vittorio Fabrizi e Carla Mannetti, per tutte le valutazioni del caso, con lo scopo di dare il via all’iter per la realizzazione dell’opera.

Nei giorni scorsi, nella sede comunale di Villa Gioia, la discussione sul collegamento, dopo due anni di stallo, è tornata sul tavolo della seconda Commissione, presieduta dal consigliere Luca Rocci.

Tutti d’accordo sul fatto che bisogna cercare una soluzione al problema dei parcheggi e sull’idea di collegare le due zone della città con una visione strategica, ma l’opposizione ha puntato il dito sui ritardi accumulati.

In particolare Paolo Romano, capogruppo de Il Passo Possibile, ha spiegato che la discussione sull’idea progettuale era già stata avviata due fa, che ad oggi ancora non c’è un progetto da sottoporre alla Soprintendenza, in sostanza tutto è stato chiuso in un cassetto del Comun per 24 mesi.

Lo stesso Rocci, in un’intervista ad AbruzzoWeb, aveva ammesso che “dopo due anni in cui il dialogo si era sostanzialmente fermato, questa mattina la Commissione è tornata a discutere di questo importante collegamento, che risolverebbe non solo il problema dei parcheggi in centro, ma contribuirebbe a rivalorizzare un'area che al momento versa nell'abbandono”.

Nulla di particolarmente allarmante in una città ancora alle prese con la Ricostruzione post-sisma, abituata alle lungaggini burocratiche e ai ritardi, tuttavia, come annunciato dal direttore del Consiglio regionale, Paolo Costanzi, nel corso della Commissione, e confermato a questo giornale, i tempi per la realizzazione della scala mobile non dovrebbero superare un anno e mezzo.

Dunque, se l’iter fosse stato avviato due anni fa, probabilmente oggi i lavori sarebbero terminati ed è su questo punto che l’opposizione ha storto il naso nella seduta.

In realtà, da quanto appreso da fonti interne a palazzo Fibbioni, anche alcuni consiglieri della maggioranza di centrodestra non sarebbero totalmente convinti dall’idea progettuale, che, proprio perché considerata “irrealizzabile”, è stata “accantonata” per due anni.

In tutto questo tempo, però, il Comune ha lavorato a un altro progetto, sposato dall’amministrazione Biondi: quello di un ascensore verticale che passasse sotto l’ex palazzo dell’Inps. Una ipotesi suggerita dal Comune stesso, ma che è “costosissima e non fattibile”, come dichiarato in Commissione dall’assessore Vittorio Fabrizi, che tra l’altro aveva seguito la vicenda come dirigente.

A credere fortemente in questa idea, il presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, tanto che il direttore Costanzi lo ha ringraziato durante il suo intervento.

C’è poi la questione dei vincoli della Soprintendenza, che sulla prima idea presentata, quella di un collegamento che passasse sopra le mura cittadine, in una riunione informale aveva espresso un parere negativo, perché sarebbe stata un’infrastruttura “troppo impattante”, ma mai nessun niet ufficiale.

Al momento, però, la scala mobile resta soltanto un’idea e soltanto quando vi sarà un progetto nero su bianco, la Soprintendenza potrà esprimersi, tanto che nella seduta dei giorni scorsi, a cui erano presenti gli architetti Antonio Di Stefano e Corrado Marsili, non è stato posto alcun veto.

La scala mobile, dunque, rientra nel più ampio progetto di riqualificazione della zona della Villa comunale nato da un bando pubblico gestito dal Consiglio regionale, stazione appaltante, e dalla visione di un Masterplan, frutto di un accordo tra Regione e Comune capoluogo.

Per l'opera, come ricordato in Commissione, è disponibile un milione e 68 mila euro, fondi stanziati con una delibera del Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica), proprio nell'ambito del masterplan della Villa.

L’idea progettuale della scala mobile esterna, ancora tutta da studiare, prevede che l’opera si fermi 13-14 metri prima delle mura, dove è prevista la realizzazione di una trincea, un sottopassaggio che non impatti con l’ambiente e con le mura stesse, che porti fino a viale Rendina.

Come spiegato da Costanzi, poi, “quando si arriva in questa piazzola, si potrà accedere al camminamento sulle mura sulla sinistra e per Porta Tione a destra, ma in questo caso bisognerà fare il camminamento che al momento non c’è”.

L’iter ora prevede una prima verifica di fattibilità tecnica, a cui seguirà la gara per la progettazione, poi la valutazione della Soprintendenza e infine l’appalto dei lavori.



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