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L'AQUILA: ''SIAMO SFINITI'', LA PROTESTA DEI COMMERCIANTI DEL CENTRO STORICO

Pubblicazione: 20 marzo 2019 alle ore 15:55

L'AQUILA - In un clima di incertezza dettato dal caos politico nella maggioranza di centrodestra che ha portato alle dimissioni del sindaco Pierluigi Biondi, e a pochi giorni dal decennale del terremoto, si alza il grido di protesta dei commercianti aquilani che chiedono nuove strategie al fine di evitare un'ulteriore paralisi amministrativa che renda ancora più difficile la vita di negozi e attività commerciali del centro storico.

"La città è senza guida e senza nessun tipo di programmazione che ci faccia sperare in un cambiamento concreto, non ci sono più le condizioni per poter andare avanti", spiega in una nota Francesca Manzi, titolare insieme alla sua famiglia dell'omonimo negozio di abbigliamento situato da sempre nel centro storico dell'Aquila, che annuncia una manifestazione di protesta, indetta per domani 21 marzo, dalle 11, in via Verdi.

Una situazione di incertezza e di "paura" che ha portato il fotografo Roberto Grillo a dimettersi dalla Presidenza dell'associazione "L'Aquila centro storico", nata a fine maggio dello scorso anno, per motivi di "incompatibilità, una differenza di vedute tra commercianti e residenti", e ha aggiunto "ci sono dei problemi di fondo se un gruppo di commercianti non si sente più rappresentato dalla nostra associazione".

Intanto, il consigliere comunale Giorgio De Matteis (FdI), invita i commercianti del centro storico ad un incontro, da tenersi in Comune, "ai fini di avviare un confronto circa l’aggiornamento del Piano del Commercio, anche attraverso proposte derivanti dagli operatori economici, affinché si individuino delle linee di azione strategiche per risollevare il settore, per poi legare tale pianificazione alla richiesta di utilizzo delle risorse del 4 per cento".

Un clima non più sostenibile, spiega Manzi: "Noi, e con 'noi' credo di poter parlare a nome di tanti miei colleghi, siamo sfiniti. Ci abbiamo creduto, abbiamo investito in questa città tutto quello che potevamo, per noi, per i nostri collaboratori e, spero, per la città intera. Ma alla luce dei fatti, perché sono i fatti che contano, non vediamo altre soluzioni".

"Chiediamo quindi - aggiunge Manzi - che vengano immediatamente attuate delle strategie, come: istituzione immediata della zona franca; regolamentazione dei cantieri del centro, con regole che obblighino ad operare nel rispetto di chi ci lavora e di chi lo vive; controllo e regolamentazione del traffico dei mezzi pesanti durante l’ora di apertura dei negozi; istituzione di parcheggi e zone di carico e scarico; decoro, ripeto 'decoro' e pulizia del nostro centro (giardini, piazze, strade), ridiamo dignità a questa città ed ai suoi abitanti; piano commerciale e strategico; operarsi per riportare i cosiddetti 'attrattori' in centro (uffici pubblici, scuole, ufficio postale, banche)".

"Amiamo la nostra città, non l’abbiamo mai abbandonata, neanche all’indomani del 6 aprile. Ma ora basta! Più di questo non possiamo fare! Abbiamo bisogno di fatti e risposte concrete e veloci. Non proclami".

"Il nostro appello - conclude Manzi - va anche a voi aquilani, perché ognuno di voi, con piccoli gesti quotidiani può contribuire a far si che L’Aquila non si trasformi in una 'bellissima scatola vuota'. A 10 anni dal terremoto non mancano i palazzi, mancano i cuori".

Proprio per portare avanti queste strategie era nata l'associazione "L'Aquila centro storico", con l'obiettivo di promuovere "qualsiasi attività che porti alla rivitalizzazione e alla vivibilità del centro storico", in uno spirito di collaborazione e cooperazione con l'amministrazione comunale e con tutti gli altri enti, pubblici e privati.

Ma poco meno di un anno dopo Grillo ha deciso di rassegnare le sue dimissioni. "Giorni fa - ha spiegato a Newstown -, alcuni commercianti - nel loro pieno diritto - hanno deciso di costituire un gruppo informale spinti, evidentemente, da un profondo malessere, dal timore e dalla paura per il destino del centro storico".

Tra i referenti del gruppo Ugo Mastropietro. "Ho provato a parlare con loro; giovedì ho partecipato ad un incontro, propedeutico al confronto che il gruppo avrebbe avuto l'indomani con il deputato Luigi D'Eramo che, in sostanza, si è fatto garante di un confronto con l'amministrazione, riportando le ragioni dei commercianti; ho tentato di spingerli ad entrare nell'associazione per dargli ancora più forza, stante anche il fatto che alcuni degli animatori del gruppo, già molto numeroso con circa 100 persone coinvolte, sono già iscritti e hanno proposto e sostenuto la mia candidatura a presidente. Ci ho provato, ma la richiesta è caduta nel vuoto".

"Non abbiamo ottenuto i risultati sperati, diciamo che non sono stato bravo - e aggiunge - tra l'altro, è emersa una differenza di vedute tra commercianti e residenti, una sorta di incompatibilità: dal momento che ho voluto fortissimamente che si viaggiasse insieme, mi assumo anche questa responsabilità. E per questi motivi, essendomi sentito di fatto sfiduciato, ho ritenuto un dovere morale rassegnare coerentemente le mie dimissioni".

Purtroppo, "paure e timori per il rischio concreto che molte delle attività del centro storico possano ritrovarsi costrette a chiudere ha portato ad una reazione di rabbia, con alcuni commercianti che hanno voluto alzare il tiro: è assolutamente legittimo, lo ripeto, ma non mi ci ritrovo. Rivendico la mia anima di artista che tenta di capire senza giudicare; per questo, ho sentito di assumermi la piena responsabilità di un insuccesso che ha portato alcuni colleghi commercianti a costituire un altro gruppo". 

La speranza è che l'associazione e il gruppo possano ritrovarsi su un terreno comune: "il rischio è che ci si ritrovi con due gruppo che viaggiano verso la stessa direzione ma non viaggiano insieme: d'altra parte, è la genetica dell'Aquila. Per questo mi faccio da parte, senza alcuna polemica, sperando che il mio gesto possa aiutare in questo senso. Il primo aprile è stata fissata una assemblea che mi auguro possa eleggere un presidente, o una presidente, che sappia guidare l'associazione meglio di me".

In giornata, dopo l'annuncio della minifestazione di protesta, è arrivata la nota di De Matteis: "Condivido pienamente le legittime preoccupazioni espresse, anche a nome dell’intera categoria dei commercianti del centro storico, dalla signora Francesca Manzi".

"Sono mesi, infatti - spiega De Matteis -, che sostengo la necessità di intervenire con soluzioni strategiche e strutturali sul comparto, nevralgico per il futuro della città. In particolare, ho proposto da tempo la destinazione alle attività produttive di una quota parte dei fondi del 4 per cento delle risorse da destinare allo sviluppo economico e ritengo che tale proposta debba essere supportata da un aggiornamento del Piano del Commercio, la cui ultima stesura risale ai tempi in cui era assessore al ramo Corrado Ruggeri".

"Si tratta di uno strumento fondamentale - aggiunge - ai fini della programmazione di una seria e concreta attività di sostegno alla categoria, dal quale, pertanto, non si può prescindere. Bisogna intervenire in maniera rapida ed efficace. Invito, dunque, i commercianti del centro storico ad un incontro, da tenersi in Comune, ai fini di avviare un confronto circa l’aggiornamento del Piano del Commercio, anche attraverso proposte derivanti dagli operatori economici, affinché si individuino delle linee di azione strategiche per risollevare il settore, per poi legare tale pianificazione alla richiesta di utilizzo delle risorse del 4 per cento".

"Lo ripeto da mesi (laddove altri dovrebbero intervenire): occorre una visione strategica per il futuro della città, nella quale, indubbiamente, il commercio ha un ruolo determinante", conclude De Matteis.



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