Notice: Use of undefined constant HTTP_X_REAL_IP - assumed 'HTTP_X_REAL_IP' in /var/www/abruzzoweb.it/app/controllers/notizie/notizia.php on line 25 L'AQUILA: SOTTOSERVIZI E RICOSTRUZIONE, L'OPPOSIZIONE DENUNCIA I RITARDI Abruzzo Web Quotidiano on line per l'Abruzzo. Notizie, politica, sport, attualitá.
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L'AQUILA: SOTTOSERVIZI E RICOSTRUZIONE, L'OPPOSIZIONE DENUNCIA I RITARDI

Pubblicazione: 28 settembre 2018 alle ore 15:30

L'AQUILA - "Oggi la situazione dei sottoservizi appare totalmente fuori controllo: scavi lasciati aperti per mesi, cronoprogramma ancora latitante, mancanza di confronto con gli interessati, ritardi negli allacci ancorché provvisori. Sembra quasi che all’Amministrazione comunale non interessi". 

Così in una nota i consiglieri di opposizione al comune dell’Aquila, Carla Cimoroni, capogruppo in Consiglio di Coalizione Sociale, Paolo Romano, capogruppo de Il Passo Possibile, e Giustino Masciocco, capogruppo di Articolo Uno, sulla situazione dei sottoservizi, l’opera pubblica in corso di realizzazione tra polemiche e ritardi per dotare il centro storico di nuovi servizi dopo il terremoto del 6 aprile 2009. 

I tre consiglieri criticano l’amministrazione di centrodestra per aver sospeso l’azione di controllo e monitoraggio, peraltro sancita da istanze approvate in consiglio comunale, chiedendo al presidente della V Commissione, Elisabetta Vicini, di convocare una seduta "per la verifica delle azioni di monitoraggio quadrimestrale deliberate dal Consiglio comunale sullo stato dell’arte dell’opera e di farsi garante di un aggiornamento cadenzato sulla programmazione e le iniziative volte a favorire il rientro in centro storico, auspicato troppo spesso a chiacchiere, senza che seguano atti concreti". 

"Per chi vive o vorrebbe tornare a vivere quotidianamente il centro storico, l’accesso agli edifici e il riallaccio, magari provvisorio, delle utenze, sta diventando un incubo, tra rimpalli di amministrazioni, ritardi dei gestori e vincoli spesso contradditori – spiegano ancora nella nota -. Che la presenza del cantiere dei sottoservizi in centro causi disagi alle cittadine e ai cittadini che lo vivono - a cominciare da residenti e operatori - è noto a tutti, dovendosi  confrontare anche con la complessità della ricostruzione edilizia. Anche per questo il precedente Consiglio comunale aveva deliberato all’unanimità che venisse rendicontato ogni quattro mesi, in Commissione Territorio, lo stato di attuazione dei lavori, la programmazione e suoi eventuali correttivi e le criticità emerse di volta in volta. Per lo stesso motivo era stato avviato un tavolo di confronto settimanale tra i vari attori coinvolti Comune, Asse centrale Scarl, la società pubblico del ciclo idrico integrato Gran Sasso Acqua, Soprintendenza e mensile anche con associazioni di residenti e commercianti – concludono -. Disposizioni e buone pratiche che, per la quasi totalità, sono state abbandonate dall’attuale amministrazione". 

Intanto, Coalizione Sociale, denuncia i ritardi dulla ricostruzione pubblica. "Se la ricostruzione privata sta rallentando, quella pubblica non è mai partita. Un fallimento della vecchia amministrazione che abbiamo denunciato negli anni, a cui il sindaco Biondi, che detiene la delega, ha dato totale continuità".

"Del resto - si legge in una nota - ci si chiede quale priorità possa avere per l’amministrazione la ricostruzione pubblica, compresa quella delle scuole comunali, se in un anno non si è ritenuto nemmeno di dotare il settore di un dirigente. Il bando di maggio per la selezione dei nuovi dirigenti sembra essere un gran pasticcio con il rischio che molti concorrenti sarebbero pronti a mettere in discussione le modalità di selezione". 

"Intanto dal 27 luglio - viene aggiunto - scorso c’è un unico dirigente per quattro settori strategici già in condizioni 'normali', figuriamoci in un territorio da ricostruire: l’ingegner Nardis oltre alla Cuc (la centrale che gestisce gli appalti) è responsabile ad interim per le Opere pubbliche, la Ricostruzione pubblica e la Ricostruzione privata. In queste condizioni la paralisi è praticamente inevitabile".

"Ci riferiamo - si legge ancora nella nota -, tanto per citare le situazioni più eclatanti: al progetto per Piazza d’Armi per 22 milioni di euro con un teatro-auditorium di 900 posti che consentirebbe di soddisfare la perdurante carenza di spazi destinati ad eventi sociali e culturali medio-grandi; al Parco della luna nell’ex O.P. di Collemaggio finanziato nell’ambito del Masterplan per l’Abruzzo con 10 milioni di euro che rischiamo di perdere alla cosiddetta 'sede unica' la cui localizzazione è sparita dal dibattito pubblico mentre 35 milioni di euro aspettano di essere spesi e un milione all’anno va in spese di affitto alle scuole comunali, 37 milioni di euro disponibili, pochissime le gare avviate dalla passata amministrazione con ritardi clamorosi, nessuna dall’attuale, mentre le uniche due scuole rientrate in centro storico sono private".

"Si tratta in totale di oltre 100 milioni disponibili da anni e da anni praticamente fermi. Sulle scuole, poi - prosegue la nota -, Biondi in campagna elettorale e in Consiglio comunale aveva preso impegni importanti a cominciare dalla costituzione di una task force dedicata e dall’approvazione della nostra mozione di aggiornare e completare una programmazione ferma all’era Cialente e già allora disattesa. Tutte chiacchiere: ad oggi è dedicata espressamente alle scuole una persona con contratto part-time e in 15 mesi il cronoprogramma non è stato aggiornato, modificato, corretto, integrato e meno che mai attuato. Per questo torniamo a chiedere, dopo 6 mesi dall’unica commissione sull’edilizia scolastica comunale una nuova riunione".

"Infine, anche se la ricostruzione compete alla Provincia, i 13 milioni destinati alla ricostruzione del nuovo Cotugno riguardano anche il Comune nella misura in cui è l’Ente che pianifica la localizzazione. Anche qui nonostante le sollecitazione del consigliere provinciale competente, nessuna risposta dal Comune. Del resto con mezza Giunta impegnata nella corsa per le elezioni regionali, un assessore-onorevole già a mezzo servizio e addirittura il sindaco che scalpita per candidarsi alla presidenza della Regione dopo soli 15 mesi di mandato, è evidente che l’unico interesse di questi amministratori è il proprio".

"In questa situazione - conclude Coalizione Sociale - la ricostruzione pubblica non può essere che un disastro completo".



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