Notice: Use of undefined constant HTTP_X_REAL_IP - assumed 'HTTP_X_REAL_IP' in /var/www/abruzzoweb.it/app/controllers/notizie/notizia.php on line 25 LA MASSONERIA NELLA STORIA D'ABRUZZO IN UN LIBRO SVELATO ARGOMENTO TABU' Abruzzo Web Quotidiano on line per l'Abruzzo. Notizie, politica, sport, attualitá.
  • Abruzzoweb sponsor

VIAGGIO NEI SEGRETI DELLE LOGGE NELLA RICERCA DI SERPENTINI E DI GIOVANNI

LA MASSONERIA NELLA STORIA D'ABRUZZO
IN UN LIBRO SVELATO ARGOMENTO TABU'

Pubblicazione: 07 maggio 2019 alle ore 06:15

di

TERAMO - C’è sempre stata una stranissima assenza, nei manuali didattici, del fenomeno massonico, anche dove il riferimento sarebbe stato sacrosanto, anche per un'adeguata comprensione della storia del nostro Paese e della nostra regione".

Nelle parole di Elso Simone Serpentini, ex docente di filosofia e apprezzato saggista teramano, l'intento sotteso a “Storia della Massoneria in Abruzzo”, scritto assieme all'avocato pescarese Loris Di Giovanni, grande appassionato di arte e di storia.

Il libro, pubblicato da Artemia Nova editrice, è stato presentato sabato 27 aprile presso la sala conferenze del Museo Barbella di Chieti, e promette di diventare un caso letterario. Non fosse altro perché i due autori l'argomento lo conoscono in modo approfondito: Serpentini ha gia dedicato importanti studi sulla massoneria in provincia di Teramo, mentre Di Giovanni, dopo una tesi di laurea in Giurisprudenza sulle associazioni segrete e la Loggia P2, ha firmato saggi sulla massoneria a Chieti e in provincia, in particolare nel periodo napoleonico e nel ventennio fascista.

Ora, nella nuova e corposa opera, che abbraccia il periodo storico che va dal 1750 fino al 1950, i due autori ripercorrono le vicende della Libera Muratoria abruzzese, prendendo le mosse dalla notevole ripresa culturale della Napoli settecentesca, dove con l'incremento degli scambi economici e culturali con altri paesi, la Francia innanzitutto, fiori' la strepitosa stagione dell'illuminismo napoletano, dando vita successivamente al grande impulso del fenomeno massonico.

E proprio nell'ambiente napoletano mosse i primi passi la massoneria abruzzese, con i “fratelli” del reggimento “Abruzzo Ultra”, che costituirono la Loggia militare di Capua, e con quegli illuminati intellettuali abruzzesi che trasferirono le idee della “fratellanza” nella loro regione, quando vi fecero ritorno.

"Ci si è chiesti molte volte del perché di questa mancanza di approfondimento storico - spiega ancora Serpentini - , e si possono ipotizzare quattro possibili motivi, già descritti dallo storico Aldo Alessandro Mola: la povertà di adeguate ricerche, la carenza di documentazione, la diffusa timidezza degli storici nei confronti di un argomento così complesso e per molti versi misterioso; ed infine la difficoltà di definire la massoneria in un contesto unitario, essendo ormai acclarato che essa non si presenta come un corpo organico, ma variegata nelle varie obbedienze”.

Passaggi particolarmente significativo del libro, è poi l'analisi della ripresa dell'attività massonica dopo l'Unità d'Italia, e delle vicende relative al complesso quadro della Massoneria abruzzese del secondo Ottocento e dei primi anni del Novecento. Un riferimento importante viene poi tratteggiato con il dualismo tra il Grande Oriente d'Italia e la nuova Obbedienza di Piazza del Gesù, sorta con lo scisma ferano del 1908, per poi passare al dibattito tra neutralismo ed interventismo alla vigilia della Grande guerra e ai rapporti con il fascismo, fino alle elezioni del 1924 con il successivo scioglimento come conseguenza dell’atteggiamento antimassonico del regime, che nel 1925 varò un’apposita legge contro le associazioni segrete.

"Numerosi sono i personaggi che hanno fatto la storia della Massoneria in Abruzzo - ricorda poi Serpentini - da Melchiorre Delfico, a cui è intitolata la biblioteca di Teramo con molti componenti della sua famiglia al filosofo, patriota e politico Camillo De Meis, di Bucchianico. Tra le figure di spicco troviamo Floraspe Renzetti gran maestro della Carboneria e massone di alto grado. Renzetti, attraverso un testamento, aveva donato tutti i suoi beni per far erigere a Lanciano un ricovero per i poveri, e un ospedale che ad oggi porta ancora il suo nome".



© RIPRODUZIONE RISERVATA


ALTRE NOTIZIE

 CONTATTA LA REDAZIONE 2003- 2019 Enfasi srl
INFORMAZIONI COMMERCIALI .
Enfasi srl - Quotidiano digitale registrato presso il Tribunale dell'Aquila con decreto n°501 del 2 settembre 2003
Iscrizione al ROC n. 26362 - P.IVA 01812420667
Direttore responsabile Berardo Santilli

La redazione può essere contattata al


Politica d'uso dei Cookies su AbruzzoWeb

Alcune foto potrebbero essere prese dal Web e ritenute di dominio pubblico; i proprietari contrari alla pubblicazione potranno segnalarcelo contattando la redazione.
Powered by Digital Communication  -  Developed by MA-NO
 
X

Questo sito utilizza dei cookie per monitorare e personalizzare l'esperienza di navigazione degli utenti. Continuando a navigare si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito.
Per avere più informazioni o modificare le impostazioni sui cookie clicca qui