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FOCUS SU LEGGE APPROVATA MARTEDI' IN CONSIGLIO ATTESA DA 30 ANNI; QUAGLIERI, ''COLMATO RITARDO DI DECENNI''; A PESCARA CENTRO ANTIDOPING, ABILITATI ANCHE MEDICI DELLO SPORT PRIVATI

MEDICINA SPORT: RIVOLUZIONE IN ABRUZZO
VISITE PIU' FACILI E CERTIFICATI ON LINE

Pubblicazione: 27 maggio 2020 alle ore 19:51

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L'AQUILA - Un centro abilitato per la certificazione di idoneità sportiva ogni 10 mila abitanti, rispetto all'attuale proporzione di uno ogni 60 mila, la creazione di un registro elettronico dove possono immediatamente accedere gli ufficiali di gara, eliminando la possibilità da parte degli atleti di esibire certificati cartacei "farlocchi".

La possbilità di effettuare visite abilitanti anche da parte medici privati.  L'istituzione di un centro anti-doping a Pescara. Una complessiva semplificazione e affidabilità del processo che deve garantire che chi fa sport non corra il rischio anche di morire per un infarto, nel praticare in modo scriteriato e senza controlli un'attivita che invece dovrebbe far bene alla salute, e prevenire molte patologie.

Sono solo alcune misure previste nella legge approvata martedì scorso in consiglio regionale, dall’eloquente intestazione “Medicina dello sport e tutela sanitaria delle attività sportive e motorie”.

Norma attesa da trent’anni e che con un colpo solo mette ordine in un settore dove si registrava l’esistenza di leggi contrastanti e datate.

"Una rivoluzione" assicura ad Abruzzoweb il primo firmatario della legge, Mario Quaglieri, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, di professione cardiologo, già sindaco di Trasacco (L'Aquila), subentrato all’Emiciclo come primo dei non eletti a marzo 2019, come supplente di Guido Liris, nominato assessore a Bilancio e personale.

“Non esagero a definire rivoluzionaria questa legge – spiega Quaglieri – l’Abruzzo era da questo punto di vista una regione fanalino di coda, una delle pochissime senza una normativa organica e aggiornata. Dopo che per deceni anche per le resistenze di chi voleva mantene, non era riuscito a fare passi avanti. Grave omissione, perchè con un crescente numero di sportivi, dilettanti e amatoriali, e di tutte le età, ci trovavamo nella situazione che pochi erano i centri abilitati per certificare con visite mediche con tutti crismi, l’idoneità delle persone a praticare sport”.

Con il paradosso spiega ancora Quaglieri, "che l'attività sportiva, che è un fattore di prevenzione e salute, senza un adeguato sistema di prevenzione e controllo rischiava di trasformarsi nel suo contrario. Vorrei ricordare, parlo da medico, la tragedia toccata in sorte a Piermario Morosini, grande giocatore del Pescara, morto per arresto cardiaco durante una partita, nel 2012. Lui si sottoponeva a visite mediche frequenti, eppure non gli era stata diagnosticata una lieve alterazione del ritmo cardiaco, difficile da individuare, e che gli è stata fatele. Questo per dire quanto sia importante la facilità di accesso alle visite al maggior numero possibile di atleti, la snellezza e rapidità di procedure; la qualificazione dei centri certificatori e monitoraggio dei soggetti abilitati”

Ed è proprio questo che la legge sulla medicina dello sport si prefigge.

Focalizzando l’attenzione sui passaggi salienti di un dettato normativo che ha molti passaggi estremamente tecnici, una delle novità è l’istituzione presso l'assessorato regionale della Salute di un elenco degli specialisti in medicina dello Sport operanti presso gli ambulatori privati e gli studi privati. Questo per aumentare l’offerta sul territorio, dandogli la possibilità di affiancare gli ambulatori della sanità pubblica.

Si chiarisce poi che “le certificazioni di idoneità all'attività sportiva agonistica sono rilasciate dalle strutture pubbliche delle aziende sanitarie locali, dalle strutture private autorizzate per la medicina dello sport e dai medici specialisti in medicina dello sport, iscritti nell'elenco regionale”, e che “l'attività certificatoria comporta che la visita clinica e a valutazione globale degli accertamenti siano effettuati nelle sedi autorizzate esclusivamente e personalmente dallo specialista in medicina dello sport, ovvero dallo specialista in possesso dell'attestato”.

Le certificazioni di idoneità all'attività sportiva non agonistica sono invece “rilasciate dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta, relativamente ai propri assistiti, o dai medici specialisti in Medicina dello Sport, oppure dai medici della Federazione medico sportiva italiana del Coni”.

Infine la certificazione di idoneità per attività ludico motoria “può essere rilasciata, mediante apposito modello predefinito, da qualsiasi medico iscritto all'ordine dei medici”.

Lo specialista in Medicina dello Sport che rilascia la certificazione, si precisa “è tenuto ad effettuare personalmente la visita e la valutazione di idoneità alla pratica dell'attività agonistica, garantendo l'effettuazione di tutti gli accertamenti clinici e di diagnostica strumentale previsti dai decreti ministeriali 18 febbraio 1982, 4 marzo 1993 e 24 aprile 2013”.

Le certificazioni di idoneità “sono considerate a tutti gli effetti quali prestazioni di natura medico legale” e “il possesso del certificato, copia del quale va conservata presso la Società sportiva di appartenenza per cinque anni, è condizione indispensabile per la partecipazione all'attività agonistica.

Le strutture abilitate al rilascio della certificazione medico-sportiva agonistica vengono classificate, "sulla base del possesso dei requisiti strutturali, tecnologi e organizzativi", in centri di "primo livello", per le visite meno complesse, uno ogni 10 mila abitanti, di "secondo livello", uno ogni 60 mila abitanti" e infine un centro di "terzo livello", uno per ciascuna delle quattro Asl,  per attività diagnostiche impegnative quali i "controlli cardiovascolari non invasivi e completi"," l'attività diagnostico-terapeutica e di indirizzo all'attività fisico-motoria di soggetti portatori di patologie invalidanti o di fattori di rischio per malattie cardiovascolari", "l'attività di diagnosi, terapia e riabilitazione motoria e la valutazione fisiologica e biomeccanica del lavoro muscolare e ortopedica".

Aspetto centrale della legge è poi l'istituzione di un "libretto sanitario ad uso medico sportivo", valido dieci anni con le generalità dell'atleta, lo sport praticato, la società sportiva di appartenenza, la data della visita di idoneità, gli accertamenti eseguiti, l'esito finale della visita, le visite di controllo, la data dell'effettuazione dell'ultimo richiamo della vaccinazione antitetanica. Nessuna visita può essere effettuata se non previa esibizione del libretto sanitario.

Tutti dati che a breve si dematerializzeranno e andranno ad implementare il “Registro Informatico Regionale delle idoneità sportive”, ad accesso controllato e sicuro in modalità web, che consentirà agli ufficiali di gara e agli incaricati di federazioni ed enti di promozione sportiva.

Altra novità è l'istituzione di una "Commissione regionale di appello" presso l'assessorato Regionale alla Sanità a cui gli interessati potranno ricorrere per contestare ad esempio un giudizio di non idoneità.

Sarà composto da un medico specialista in Medicina dello sport, con funzioni di presidente, un medico di Medicina interna, un cardiologo, un medico specialista in Ortopedia, un medico specialista in Medicina legale e da un funzionario del Dipartimento della Salute, con compiti di segretario.

Nella legge si specifica che potrà essere corrisposta una indennità, a titolo di rimborso spese.

Altro organismo che viene istituito è il “Comitato di controllo per la medicina dello sport” di cui faranno parte l'assessore della Sanità, o un suo delegato, i responsabili dei Centri pubblici di secondo livello, un rappresentante ciascuno per l'Ordine dei medici, della Federazione medico sportiva italiana e del Coni, della Scuole di specializzazione in Medicina dello Sport, designato dal rettore dell'Università di appartenenza.

Compito del comitato è quello “dell’indirizzo, controllo e vigilanza sulla tutela sanitaria delle attività sportive nel territorio regionale, in materia di corretta osservanza delle procedure inerenti le visite ed il rilascio della certificazione di idoneità alla pratica sportiva agonistica e non agonistica”.

Viene individuato presso l'Unità operativa complessa “Laboratorio Analisi Cliniche” della Asl di Pescara il laboratorio anti-doping per il controllo degli atleti dilettanti ed amatoriali. I relativi oneri finanziari saranno a carico di chi richiede il controllo.

Le società e le organizzazioni sportive sono ifine tenute, sotto la propria responsabilità, a subordinare il tesseramento e la partecipazione all'attività sportiva dei propri iscritti agli accertamenti ed alle certificazioni, conservando ai propri atti i relativi certificati per il periodo di validità e verificandone le scadenze e sono invitate altresì a collaborare con le Aziende Sanitarie Locali per una efficace programmazione delle visite di idoneità agonistica e non agonistica fornendo trimestralmente alle stesse l'elenco dei propri iscritti con le relative date di scadenza del certificato.

Le quattro Asl saranno chiamate, alla luce anche delle nuove regole alla "tutela della salute degli sportivi, attraverso le visite e gli accertamenti".

E dovranno mettere in campo azioni di "educazione sanitaria indirizzati in modo particolare alla diffusione di una cultura che attribuisca alla pratica regolare dell'attività fisica un ruolo essenziale nell'adozione di stili di vita sani e alla prevenzione del fenomeno del doping.  Dovranno infine a vigilare "sul corretto rilascio e utilizzo delle certificazioni di idoneità allo sport agonistico e non agonistico". f.t.

 



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