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SENATORE ED EX GOVERNATORE: CENTOMILA CITTADINI VOGLIONO FUSIONE CON SPOLTORE E MONTESILVANO, FINALMENTE SUPERAMENTO CONTRASTI TRA AMMINISTRAZIONI''

NUOVA PESCARA: D'ALFONSO, ''PROGETTO CHE PUO' DIVENTARE RIFERIMENTO NAZIONALE''

Pubblicazione: 14 gennaio 2020 alle ore 07:59

PESCARA - "La Nuova Pescara è un progetto che può diventare un riferimento nazionale".

Così Luciano D'Alfonso, senatore Pd ed ex governatore abruzzese, sul suo sito, torna a parlare della fusione tra i tre Comuni della costa adriatica: Montesilvano, Spoltore e Pescara.

Stefano Trinchese prorettore alle relazioni culturali dell’Università di Chieti-Pescara ha voluto mettere in luce nell’approssimarsi delle festività che la fusione dei Comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore ha un limite dimensionale: "non ci permetterà di diventare una grande città".

In una intervista a un canale telematico universitario il professore ha aggiunto che del resto "la stessa Roma nelle dimensioni non è paragonabile a Istanbul, la vera grande città mediterranea alla quale egli ha dedicato alcuni bellissimi studi. Non si può non convenire, è così".

"L’intervento sarebbe stato ancora più meritevole - scrive D'Alfonso - se Trinchese avesse sottolineato che la fusione non porterà maggiori risorse, non ci permetterà di ricevere più finanziamenti a rubinetto da Roma, Bruxelles o chissà da dove, come pure avevano dato gonfiamente a intendere alcuni improvvisatori, dei quali si dovrebbe dire male (per non dirlo con una parola sola). Insomma, non diventeremo una gaudente San Francisco in riva all’Adriatico, non ci accadrà".

"All’origine del nostro sì alla Nuova Pescara non vi è stato, però, mai nulla di tutto questo. Non abbiamo mai subito la vertigine dei numeri a crescere, non abbiamo mai pensato che aumentare il patrimonio dell’anagrafe sia un valore in sé, semmai il contrario", dichiara. 

In una intervista ad AbruzzoWeb l’assessore leghista del Comune di Montesilvano (Pescara) Anthony Hernest Aliano, che detiene le deleghe all’Urbanistica, Città metropolitana, Mobilità sostenibile e Sviluppo economico, si è detto "esterrefatto come avvocato per una legge fatta male".

Per l'assessore "I Comuni non sono pronti alla la più grande fusione a livello nazionale".

Giuseppe De Rita, intervenendo a un convegno che organizzammo come Fondazione Europa Prossima nel 2011, ha ricordato che "la grandezza delle città sta nelle funzioni che svolgono, non nei numeri di coloro che la abitano. Aggiungo che sono certo che i primi dieci anni della vita del nuovo comune vedranno certamente un aumento dei problemi e delle difficoltà rispetto a quelle odierne e conseguenti disagi per i cittadini. Gli inizi sono sempre tormentati, chi lo nega inganna le persone. Sono altre le ragioni che hanno motivato il nostro lavoro nel cantiere legislativo che ha portato alla norma regionale che istituisce il comune di Nuova Pescara", prosegue D'Alfonso.

"La prima ragione sta nel cuore stesso della democrazia: centomila cittadini si sono autoconvocati per dire che vogliono questa nuova città. È un mandato straordinario, unico nel suo genere, che nessuno che abbia una responsabilità istituzionale può permettersi di ignorare - spiega - La seconda ragione sta nel fatto che questa nuova città potrà finalmente permettere il superamento dei contrasti tra amministrazioni che negli ultimi anni hanno scommesso sulla competizione e la duplicazione e la triplicazione delle infrastrutture, degli eventi, dei servizi, sciupando risorse che si fanno sempre più ridotte e irripetibili".

La terza ragione "è uno sviluppo della precedente e il suo inveramento: la Nuova Pescara sarà la cornice in cui saranno liberate e valorizzate le peculiarità dei tre soggetti originari che diventeranno il fondamento per le funzioni nuove che svolgerà la città che nasce", sottolinea il senatore.

"Il punto centrale è il progetto di fusione: su questo deve elevarsi la riflessione e il contributo delle migliori intelligenze e professionalità. Solo una regia puntuale e ambiziosa delle regole e degli obiettivi della fusione può aprire il varco a cosa dovrà essere la nuova città, quale missione si propone nello scenario medio adriatico, quali servizi aggiuntivi potrà offrire ai cittadini. Sul modello delle Zes, le zone economiche speciali, potremmo pensare a fare della Nuova Pescara una città a burocrazia zero per le iniziative innovative per coniugano lo sviluppo e la sostenibilità", aggiunge.

"Possiamo chiamare a raccolta le migliori competenze per dare concretezza a un progetto che può diventare un riferimento nazionale e la ragione di flessibilità e opportunità aggiuntive. Come scrivevo sopra non è nella finanza a rubinetto che possiamo confidare, ma nella qualità dei progetti - precisa ancora D'Alfonso - Su tutto questo è prezioso e insostituibile il contributo dell’Università, e anche da questo punto di vista l’intervento di Trinchese ci dimostra che c’è nell’ateneo un fermento di pensiero che rappresenta un’ala preziosa per questo progetto".

"Un progetto nel quale non possiamo non riconoscere la più autentica tradizione del nostro territorio, innervato dall’incrocio del fiume e del mare. Siamo nati per unire, questa è la nostra storia, questo il nostro più promettente futuro", conclude.

Il 25 maggio 2014 i cittadini di Pescara, Montesilvano e Spoltore si sono espressi, attraverso un Referendum, sulla Nuova Pescara: il 64 per cento dei votanti al quesito ‘Ritiene l’elettore che debba essere istituito il Comune di Nuova Pescara, comprendente i comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore che vengono contestualmente soppressi?’ ha risposto ‘Sì’.

In particolare, a Pescara il Sì ha ricevuto 46.280 voti e il No 19.538; mentre a Montesilvano il Sì 13.719 voti e il No 12.548 voti, con una differenza minima rispetto all’esito a Pescara; infine a Spoltore il Sì ha ottenuto 4.892 voti e il No 4.672.

Per il ‘padre’ della Nuova Pescara, Carlo Costantini, avvocato e politico di lungo corso, candidato sindaco alle scorse elezioni amministrative del capoluogo adriatico, che hanno visto, come per Montesilvano, la vittoria del centrodestra, con l’elezione di Carlo Masci, le storie dei tre comuni si possono sovrapporre fino a delineare la storia di un’unica entità territoriale e socio economica.



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