Notice: Use of undefined constant HTTP_X_REAL_IP - assumed 'HTTP_X_REAL_IP' in /var/www/abruzzoweb.it/app/controllers/notizie/notizia.php on line 25 OMICIDIO D'ELISA A VASTO: SCONTO DI PENA DI 10 ANNI PER DI LELLO Abruzzo Web Quotidiano on line per l'Abruzzo. Notizie, politica, sport, attualitá.

OMICIDIO D'ELISA A VASTO: SCONTO DI PENA DI 10 ANNI PER DI LELLO

Pubblicazione: 09 ottobre 2018 alle ore 16:58

VASTO - Sono state depositate all'Aquila le motivazione della sentenza della Corte d'assise d'appello che hanno determinato la condanna a 20 anni e quindi la riduzione di dieci anni della pena per Fabio Di Lello, il panettiere che il primo febbraio 2017 uccise con tre colpi di pistola Italo D'Elisa per vendicare la morte della moglie Roberta Smargiassi investita e uccisa da D'Elisa. 

Il documento, lungo 30, pagine è articolato e analizza ogni passaggio della tragedia bilanciando aggravanti e attenuanti. Il giudice estensore oltre che presidente della Corte, Luigi Catelli, ha tenuto conto dell'attenuante della condizione depressiva e ha eliminato l'aggravante della minorata difesa.

Gli avvocati della difesa, Giuliano Milia e Pierpaolo Andreoni stanno valutando se presentare ricorso in Cassazione o meno. I legali non si sbilanciano. Non è escluso, come spiega Il Centro, che decidano di non appellarsi. Ma a presentare ricorso potrebbe essere la Procura.

In primo grado il procuratore capo del tribunale istoniense, Giampiero Di Florio, aveva chiesto l'ergastolo e in appello il procuratore generale, Pietro Mennini aveva invocato la pena di 30 anni rifiutando la concessione delle attenuanti. Il verdetto arrivò il 9 luglio dopo 2 ore di camera di consiglio.

Per dimostrare che Di Lello non aveva premeditato il delitto, i difensori avevano mostrato alla corte i filmati dell'incidente costato la vita a Roberta Smargiassi e quello dell'omicidio D'Elisa. Il presidente Catelli ha quindi tenuto conto della grave depressione seguita alla tragica morte di Roberta Smargiassi e diagnosticata all'imputato durante la detenzione. Una condizione mentale che, secondo la difesa, smentiva la premeditazione.

L'avvocato Andreoni ribadisce: "Fabio Di Lello è stato malissimo e tuttora per questo è seguito in carcere. Uno psicologo ma anche un padre spirituale stanno aiutando Fabio a uscire dal tunnel della disperazione psicologica nel quale era sprofondato per la perdita della moglie. La fede lo sta aiutando. Il dolore lo ha fatto ammalare e lo ha spinto a uccidere. È stato molto male. Ora sta un po' meglio".



© RIPRODUZIONE RISERVATA


ALTRE NOTIZIE

 CONTATTA LA REDAZIONE 2003- 2018 Enfasi srl
INFORMAZIONI COMMERCIALI .
Enfasi srl - Quotidiano digitale registrato presso il Tribunale dell'Aquila con decreto n°501 del 2 settembre 2003
Iscrizione al ROC n. 26362 - P.IVA 01812420667
Direttore responsabile Berardo Santilli

La redazione può essere contattata al


Politica d'uso dei Cookies su AbruzzoWeb

Alcune foto potrebbero essere prese dal Web e ritenute di dominio pubblico; i proprietari contrari alla pubblicazione potranno segnalarcelo contattando la redazione.
Powered by Digital Communication  -  Developed by MA-NO
 
X

Questo sito utilizza dei cookie per monitorare e personalizzare l'esperienza di navigazione degli utenti. Continuando a navigare si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito.
Per avere più informazioni o modificare le impostazioni sui cookie clicca qui