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OMNIS TERRA: CARDINALE MULLER E ARCIVESCOVO SAN FRANCISCO A MANOPPELLO

Pubblicazione: 15 gennaio 2019 alle ore 12:34

Il Volto Santo di Manoppello

MANOPPELLO - Il cardinale Gerhard Ludwig Muller e l'arcivescovo di San Francisco, Salvatore Joseph Cordileone, saranno a Manoppello (Pescara), domenica 20 gennaio, per l'antico rito di "Omnis terra" nella Basilica del Volto Santo.

Il rito istituito nel 1208 da papa Innocenzo III, che nella seconda domenica successiva all’Epifania, detta appunto di "Omnis Terra", secondo le parole del Salmo 65, "Omnis terra adoret te, Deus, et psallattibi!" ("A te acclami tutta la terra, a te canti inni, o Dio"), istituì la processione in cui, accompagnato dai canonici di San Pietro, portava il simulacro del Volto Santo (la cosiddetta Veronica) nella vicina chiesa di Santo Spirito in Sassia.

Qui il Papa benediva i malati dell’antico ospedale dei pellegrini, che lui stesso aveva fatto ricostruire e potenziare, dopo che erano andati in rovina gli originari edifici della Schola Saxonum, fondata nel 727 da Ina, re dei Sassoni occidentali dell’antica Britannia (Wessex). La denominazione della chiesa di Santo Spirito richiama tuttora quel periodo mantenendo il riferimento a "Sassia" o "Saxia". Ad Innocenzo III viene riconosciuto l’inizio del culto pubblico della Veronica.

Alle 11 sarà celebrata la messa, presieduta dal cardinale Muller e concelebrata dall' arcivescovo di San Francisco, dall'arcivescovo di Chieti-Vasto, Bruno Forte, dal provinciale dei Cappuccini d’Abruzzo, padre Nicola Galasso e dal rettore del Santuario del Volto Santo di Manoppello, padre Carmine Cucinelli.

Al termine della solenne celebrazione seguirà la processione con il Volto Santo all’interno della Basilica e la benedizione.

Una trecentesca illustrazione contenuta nel Liber Regulae Hospitalis Sancti Spiritus (Regola dell'Ordine Ospitaliero di S. Spirito), mostra Innocenzo III con il velo della Veronica nella mano destra, con al di sotto il saio degli ospitalieri con la classica doppia croce, simbolo dell’ospedale di Santo Spirito, mentre con l’altra mano il papa concede la Regola a Guido da Montepellier, che aveva chiamato a guidare il neo costituito ordine.

L’illustrazione documenta il Volto della Veronica com’era prima che scomparisse durante il Sacco di Roma (1527), ossia con gli occhi aperti, rispetto a immagini e copie con gli occhi chiusi, diffuse in tempi successivi al XVII secolo. Tale rito di Omnis Terra si è ripetuto per diverso tempo, per poi cadere in disuso nel corso dei secoli. 

Nel corso del Giubileo straordinario (MisericordiaeVultus) indetto da papa Francesco, il 16 gennaio 2016, con un pellegrinaggio da Manoppello a Roma, è stata rievocata la processione da San Pietro a Santo Spirito in Sassia. Devoti da Manoppello e altre località, accompagnati dai canti del coro della Basilica, hanno portato la replica del Volto Santo, racchiusa in antico ostensorio d’argento di inizio Novecento, alla basilica di Santo Spirito in Sassia, dove rimase esposta fino al giorno successivo.

L’arcivescovo Georg Gänswein, prefetto della Casa Pontificia e l’arcivescovo libanese, monsignore Edmond H. Farhat, presiedettero rispettivamente le due celebrazioni, sostenendo, nelle rispettive omelie, che l’immagine del Volto Santo era quella che il Papa anticamente portava in processione.

In particolare monsignor Ganswein affermò: "facciamo però memoria del fatto che qui 808 anni fa, per la prima volta, papa Innocenzo III fece portare in processione il Santo Sudario di Cristo da S. Pietro a S. Spirito. Si trattava di quel velo santo che ci mostra il volto umano di Dio, del quale papa Benedetto XVI non si è mai stancato di parlare; ovvero il volto vivo della misericordia del Padre, al quale papa Francesco ha dedicato quest'Anno giubilare. Si tratta di una copia di quell'antico originale che papa Innocenzo III mostrava ai pellegrini e che da quattrocento anni è custodito in Abruzzo, sull'Adriatico, in una zona periferica dell'Italia, da dove oggi per la prima volta è stato riportato nel luogo in cui ebbe inizio il suo culto pubblico".

A conclusione della sua omelia, monsignor Ganswein ha sottolineato con emozione: "il volto di Cristo è il primo, il più nobile e più prezioso tesoro dell'intera cristianità, di più: di tutta la terra. Omnis terra!".

Il successivo 17 gennaio 2016, a conclusione della esposizione pubblica del Volto Santo in Santo Spirito in Sassia, l’arcivescovo libanese Edmond H. Farath, canonico di San Pietro, nella sua omelia annunciava tra l’altro ai presenti: "Il Volto di Cristo, impresso sul velo di Veronica, conservatosi nel sudario di Manoppello, veneriamo in noi il Signore Dio di misericordia, salvatore del mondo".

Da allora il rito è stato ricordato a Manoppello negli anni 2017 e 2018. In entrambe le edizioni, a presiedere le celebrazioni è stato monsignor Americo Ciani, canonico di San Pietro, ossia appartenente a quel ristretto numero di prelati nominati dal papa che nei secoli passati aveva la custodia delle reliquie di San Pietro, tra cui primeggiava la Veronica.

Domenica 15 gennaio 2017 per la prima volta l’antico rito di Omnis Terra è stato celebrato a Manoppello, seguito in modo intenso e con profonda partecipazione da centinaia di persone, pervenute anche da lontano, nonostante le strade innevate.

Durante l’omelia monsignor Ciani, sostenne la scomparsa della Veronica durante il Sacco di Roma del 1527, affermando tra l’altro, riferendosi al Volto Santo, che, "le parole passano, mentre le immagini restano", sottolineando che "questa preziosa reliquia è gelosamente custodita qui a Manoppello ed è stata venerata dal Papa Benedetto XVI l'1 settembre 2006. Dopo ben 479 anni, egli si inginocchiò davanti a quello che era stato il tesoro più prezioso dei Papi”. Mons. Ciani partecipò anche all’edizione di Omnis Terra del 2018".

Per l’edizione 2019 in una intervista rilasciata il 13 gennaio all’agenzia stampa cattolica tedesca Cna Deutsch, il cardinale Müller, rispondendo ad una domanda sulla sua presenza al rito del 20 gennaio nella basilica del Volto Santo, insieme agli arcivescovi di San Franscisco e di Chieti-Vasto, di lingue e continenti diversi, ha affermato che si tratta di una "meravigliosa testimonianza della cattolicità della Chiesa universale". (l.l.)



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