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SI ACCENDE SCONTRO SUL DOVE LOCALIZZARE NOSOCOMIO D'ECCELLENZA PREVISTO DA PIANO DI RIORDINO, SINDACO CHIETI A TESTA BASSA CONTRO CONSULTA DI PESCARA, ''BASTA CAMPANILISMO''

OSPEDALI: MEDICI ''DEA SECONDO LIVELLO A PESCARA'', DI PRIMIO ''INTEGRATO CON CHIETI''

Pubblicazione: 19 novembre 2019 alle ore 15:22

PESCARA  - A riprova di quanto sia esplosiva la partita del Piano di riordino della Rete ospedaliera abruzzese, che l'assessore alla Sanità, Nicoletta Verì, ha inviato a Roma e si appresta ad illustrarlo in commissione, è lo scontro che si registra in queste ore tra la Consulta clinica e delle associazioni dei pazienti-utenti dell'ospedale Spirito Santo di Pescara, e il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio. Nodo del contendere, manco a dirlo la localizzazione dell'ospedale di secondo livello, o dea di secondo livello, quello con tutte le specialità, che per la legge Lorenzin, deve avere un bacino di utenza superire ai 600 mila abitanti, e precisi pre requisiti. 

Ebbene: la Consulta clinica di cui è portavoce Antonio Ciofani, ha inviato una diffida con 606 firme di operatori sanitari, associazioni e sindacati, per sollecitare la Regione a riconoscere il nosocomio di Pescara, come dea di secondo livello, l'unico con tutti o quasi requisiti, rispetto alle strutture delle altre province. Il governatore Marco Marsilio e all'assessore alla Sanità Nicoletta Verì, non perdano insomma altro tempo. 

Non si fa attendere la reazione del sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, che lancia bordate a Ciofani e difende l'idea del dea di secondo livello "funzionale" tra Pescara e Chieti. Un pò come vorrebbero fare Teramo e L'Aquila. 

“Non mi ricordo momenti di particolare eccellenza nella carriera ospedaliera di Ciofani e ho l’impressione che anche quella da pensionato stia prendendo la stessa strada. Di gente che continua a difendere campanilisticamente posizioni di una sanità di retroguardia non ne hanno bisogno né la città di Chieti né la città di Pescara e men che meno l’Abruzzo”. 

"Se l’impegno profuso da taluni per distruggere il progetto di Dea funzionale di II livello tra Chieti e Pescara fosse stato impiegato per creare il super ospedale dell’area vasta Chieti-Pescara – stigmatizza il Sindaco Di Primio - oggi, forse, staremmo a parlare di servizi sanitari pubblici più efficienti, funzionali e rispondenti alle reali esigenze di un territorio che non inizia a Pescara e non finisce a Chieti. Niente affatto! Leggo gli articoli di oggi e registro polemiche, demonizzazioni e inutili dibattiti che dovrebbero essere superati da tempo". 

"Il bacino d’attrazione esercitato dall’Ospedale Clinicizzato di Chieti e dall’Ospedale civile di Pescara – evidenzia il Sindaco Di Primio - va oltre il piccolo orto di interessi particolari curato da Ciofani e da chi, con lui, si appassiona ancora a fare battaglie degne dell’ultimo dei Mohicani. I due nosocomi, quello teatino e quello pescarese, singolarmente non hanno i requisiti per essere elevati a Dea di II livello. Chiedere di crearli (i requisiti) per l’una o per l’altra struttura è una bulimica visione dell’organizzazione sanitaria del territorio che divora efficienza e restituisce disservizi. Gli ospedali pubblici abruzzesi hanno bisogno di capacità manageriale e razionalità affinché siano eliminate le spese inutili, gli sprechi e possa crescere l’offerta di buona sanità in favore dei cittadini. È per questo che, ad esempio, sono convinto sostenitore del progetto di rinnovamento che sta portando avanti il Direttore Generale della Asl 02 Lanciano-Vasto-Chieti, Thomas Schael".

"Per tale motivo – prosegue il Sindaco - invito Ciofani a godersi la pensione e i “ciofanisti” a guardare oltre il campanile e a lavorare insieme per realizzare nella sanità le esperienze positive già maturate, in via esemplificativa, nel mondo accademico con l’Università d’Annunzio Chieti/Pescara, in quello delle imprese, con la nascita e la fusione di Confindustria Chieti/Pescara, di Ance Chieti/Pescara e della Camera di Commercio di Chieti/Pescara. Se un cittadino dovesse avere un incidente, credo che il suo interesse sarebbe quello di essere trasportato in una struttura dove ci sia la perfetta organizzazione dell’unità di intervento sul politrauma e Pescara ha la stroke unit, allo stesso modo, se dovesse avere un infarto, non credo si attarderebbe a scegliere l’ospedale che più gli aggrada ma vorrebbe che la Centrale Unica dell’Emergenza-Urgenza lo indirizzasse, senza esitazione, a Chieti dove esiste un organizzato ed efficiente Polo del Cuore. Alla Regione, dunque, chiedo di non piegarsi a nessuna forma di campanilismo o di interesse di parte e di non farlo per il Dea di II livello funzionale Chieti/Pescara, perché in gioco c’è la salute dei cittadini". 

Per Ciofani e la Consulta, invece il dea di secondo ivello diffuso non è realizzabile e occorre puntare sul solo nosocomio di Pescara, il cui pronto soccorso ha 100mila accessi, è dotato di una serie di servizi ad alta complessità come "la gestione delle sepsi h24, l'unità complessa di microbiologia, diagnostica radiologica completa con angiografia h24 e radiologia interventistica, ematologia con centro trapianti e trasfusionale con emoteca ad alta complessità, gestione emorragie massive, terapia intensiva neonatale, chirurgia pediatrica, attività di prelievo di organi a scopo di trapianto al primo posto di regione, broncoscopia interventistica, chirurgia plastica". E' l'unoc insomma con le carte in regola. 

Interviene sulla vicenda anche il Partito Democratico di Chieti, che già da mesi ha chiesto alla Regione guidata da Marsilio di sciogliere i dubbi sul futuro della sanità a Chieti, e in particolar sul Dea di II livello Chieti-Pescara, chiedendo di non vanificare la programmazione privata dalla Giunta precedente che prevedeva il dea funzionale approvato (decreto 55) anche dal Consiglio dei Ministri.

"Nei mesi passati il centrodestra ha propagandato a Chieti che si trasferiva tutto a Pescara e a Pescara che si avvantaggiava Chieti - scrivono in una nota -. Ad oggi dopo il risultato elettorale,  non c è chiarezza da parte del Governo Regionale che preferisce nascondere le carte e non dire nulla. La questione del Dea funzionale non può e non deve ridursi ai soli termini campanilistici, e la diffida  firmata da 600 tra operatori,  associazioni e medici dell’ospedale di Pescara  per escludere l’ospedale di Chieti dal Dea, ci lascia perplessi e basiti, considerando che  si attaccava la precedente giunta regionale di essere filo-pescarese; chiediamo al Sindaco Di  Primio quali siano i rapporti con la maggioranza di centrodestra in Regione  e con il suo collega sindaco del Comune di Pescara, visto che sono tutti dello stesso partito e coalizione, ma non perdono occasione di tentare di sminuire e attaccare la città di Chieti".

"Ribadiamo con forza che il tema del Dea di II livello  va affrontato a partire dalle competenze di ciascun ospedale, e per quanto riguarda quello teatino, legato alla facoltà di Medicina di Chieti dell’Università D’Annunzio, ci batteremo con forza affinché il suo ruolo non venga messo in discussione dall'attuale maggioranza di centrodestra. Già la prima decisione di chiudere il Distretto di Chieti Scalo  è stata molto negativa.. e se il buongiorno si vede dal mattino", conclude la nota.



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