Notice: Use of undefined constant HTTP_X_REAL_IP - assumed 'HTTP_X_REAL_IP' in /var/www/abruzzoweb.it/app/controllers/notizie/notizia.php on line 25 PIOGGIA DI SOLDI PUBBLICI SUL CONSORZIO TUTELA VINI D'ABRUZZO E PER IL VINITALY Abruzzo Web Quotidiano on line per l'Abruzzo. Notizie, politica, sport, attualitá.
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REGIONE STANZIA 2,1 MILIONI PER ATTIVITA' DI PROMOZIONE E CONSULENZE; FINANZIATA CON 225 MILA EURO PARTECIPAZIONE A KERMESSE DI VERONA

PIOGGIA DI SOLDI PUBBLICI SUL CONSORZIO TUTELA VINI D'ABRUZZO E PER IL VINITALY

Pubblicazione: 03 maggio 2019 alle ore 07:30

L'AQUILA - La spesa dei fondi del Piano di sviluppo rurale 2014-2020, è in Abruzzo drammaticamente in ritardo, e c'è il serio rischio che tra un anno dovranno essere restituiti intonsi dall'Unione europea.

Accade però che in alcuni casi scorrano... come il vino.

Il Consorzio di Tutela dei Vini d’Abruzzo, come capofila dell'Ati Abruzzo Wine&Food, ha ottenuto infatti dalla Regione Abruzzo, con una determina dirigenziale del 25 marzo, un ricco contributo pubblico di ben 2 milioni e 183 mila euro, a valere sul Psr, pari al 70 per cento del costo del progetto di 3 milioni 120 mila euro, con la restante 30 per cento è a carico del privato rappresentato dall’associazione temporanea d’impresa.

Non per coltivare vigne e vendemmiare, ma sostanzialmente per attività di promozione, per consulenze assortite, pubblicazioni. partecipazioni a mostre e fiere. Il tutto senza bandi o selezione ma con totale discrezione a suon di affidamenti diretti, nonostante il 70 per cento di fondi dei contribuenti.

Sicuramente soldi spesi bene, ma sui quali la collettività non conosce la destinazione visto che le rendicontazioni non vengono rese note pubblicamente ma solo con documenti interni alla Regione che deve poi esaminarli ed inviarli agli organi di controllo comunitari.

E la pioggia di fondi, da spendere da giugno a giugno (in questo caso entro metà 2019), si ripete per ogni anno ad espletamento di un bando al quale il comparto vitivinicolo si presenta in Ati per avere requisiti e quindi chance più grandi di vittoria.

Il dato emerge in un momento magico per il settore che è reduce da una partecipazione al recente Vinitaly che ha fatto registrare risultati record per il vino abruzzese in Italia e nel mondo.

E sulla rassegna internazionale emerge un altro dato: la Regione Abruzzo, con una delibera di giunta dello stesso giorno del contributo milionario, ha destinato anche 225 mila euro per la sola partecipazione al Vinitaly e Sol&agrifood, che si sono svolte dal 7 al 10 aprile a Verona. Di questa somma, interamente pubblica, 104 mila euro sono serviti per l'acquisizione dell'area espositiva, di 150 metri quadrati, oltre un area di 80 metri quadrati destinata alle degustazioni.

E dove è stato il protagonista il Consorzio, con 50 produttori nell’area comune, oltre 100 aziende rappresentate all’enoteca regionale, più di 400 etichette in assaggio, un fitto calendario di eventi e una sala ristorante.

Nel corso della kermesse, sono stati snocciolati i dati sul trend positivo delle esportazioni del vino abruzzese, in crescita da anni e che nel 2018 ha rappresentato un volume da 182 milioni di euro.

Dati che dimostrano lo stato di salute del comparto e suonano a favore di chi storce il naso davanti tutti questi soldi pubblici accordati ad un settore più che solido, che –spiegano in tanti - potrebbe mettere dunque qualcosina in più di tasca sua.

C'è poi chi osserva che la stessa solerzia e disponibilità non viene concessa ad altri ambiti del settore primario abruzzese, come ad esempio zootecnia che paga duramente la crisi, il crollo del prezzo alla vendita di latte e carne, a causa della spietata concorrenza estera. Per non parlare dell'agricoltura di frontiera, quella montana e delle aree interne, in un declino che rischia di diventare irreversibile.

Il contributo al Consorzio di Tutela dei Vini d’Abruzzo è stato concesso con una determina a firma del direttore del dipartimento Agricoltura, Antonio Di Paolo, del 25 marzo scorso, quando era appena entrato in carica il vice presidente della Giunta Emanuele Imprudente della Lega, che ha la delega all'Agricoltura, che, come si suol dire, ha trovato il piatto pronto e non ha potuto fare altro che varare il piano visto che era insediato da poche ore e che l’evento del Vinitaly era imminente.  

La delega all’agricoltura, Imprudente l’ha ereditata da Dino Pepe, del Partito democratico, che nel corso del mandato era stato accusato dagli oppositori politici di aver avuto un occhio un po' troppo di riguardo per il comparto del vino, anche perché – hanno sottolineato i maligni - le ricche vigne della Val Vibrata, in provincia di Teramo, coincidono con il suo bacino elettorale.

Ma non è del resto una novità: anche negli anni scorsi al Consorzio, considerato un feudo del centrosinistra, sono state erogate cifre più o meno della stessa entità, sempre attingendo ai fondi pubblici dei cittadini europei, italiani e abruzzesi, che il Consorzio avrà facoltà di spendere come meglio crede, a totale discrezione.

Come del resto ha fatto nell'ultimo Vinitaly, nello scegliere i partner delle campagne promozionali, le consulenze, gli spazi pubblicitari.

Il Consorzio, che ha sede ad Ortona, in provincia di Chieti, è un'associazione "senza scopo di lucro", costituito nel 2002, e svolge la funzione di controllo e tutela delle principali Denominazioni regionali (Montepulciano d’Abruzzo, Trebbiano d’Abruzzo, Cerasuolo d’Abruzzo, Abruzzo e Villamagna doc) e ne diffonde "la conoscenza con un'efficace attività culturale, divulgativa e promozionale". Attualmente le aziende consociate sono oltre 170 e rappresentano la quasi totalità dei produttori regionali.

Il 18 aprile è stato eletto il nuovo Cda per il triennio 2019-2021.

Alla presidenza è stato riconfermato Valentino Di Campli, un manager temprato ad ogni stagione politica, molto impegnato tanto da risultare difficilmente raggiungibile anche per sole informazioni. E non è andata meglio con l’addetto stampa Davide Acerra. Di Campli è presidente di Codice Citra, associazione che raggruppa 13 cantine importanti sociali, che ha chiuso il 2017 con un fatturato di vini imbottigliati di circa 35 milioni di euro, l'11% in più rispetto l’anno precedente.

Andiamo dunque ad esaminare nel dettaglio la determina dirigenziale, per ogni singola voce di spesa.

Ben 874.604 euro serviranno per "costi derivanti dalle attività di informazione". Di cui 815.202 euro per "partecipazione a fiere, mostre e altri eventi", e 59.402 euro per "diffusione di conoscenze scientifiche e tecniche".

C'è poi una seconda voce: "Costi derivanti dalle spese di promozioni", pari a ben 1.230.119 euro. Così ripartiti: 832.659 euro per "acquisto di spazi promozionali e publi-redazionali", 154.000 euro per "campagne promozionali", 144.480 euro per "incontri con consumatori, workshop e incoming", 98.980 euro per "pubblicazioni, prodotti multimediali, e siti web".

Infine la terza voce: "spese generali", ovvero 78.442 euro per "onorari di architetti, ingegneri e consulenti" e "spese per consulenze in materia di sostenibilità e ambientale ed economica, compresi studi di fattibilità".

In tutto appunto 2.183.166 che rappresentano il 70 per cento, del progetto complessivo del Consorzi pari a 3.183.166. Ad essere precisi il contributo è stato decurtato a seguito della severa istruttoria di 1.008 euro.

Nel nuovo Cda del Consorzio, ad affiancare il presidente Di Campli, ci sono i due vicepresidenti Pantaleone Verna e Alessandro Nicodemi. I consiglieri confermati sono Rocco Di Felice, Alessio Ciffolilli, Luciano Di Labio, Luigi Cataldi Madonna, Rocco Cipollone, Antonio Marascia e Francesco Labbrozzi. A questi si aggiungono cinque nuovi nomi che completano il direttivo della società consortile: Paolo Ulpiani, Luigi Di Camillo, Dino D'Ercole, Nicola D'Auria e Chiara Ciavolich.



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