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CLASSIFICA ANNUALE DI ITALIAOGGI E UNIVERSITA' LA SAPIENZA DI ROMA: CHIETI GUADAGNA 11 POSIZIONI, TERAMO NE PERDE 14. TRENTO REGINETTA D'ITALIA

QUALITA' DELLA VITA: SI VIVE MEGLIO A L'AQUILA,
PESCARA MAGLIA NERA D'ABRUZZO

Pubblicazione: 18 novembre 2019 alle ore 07:55

L'AQUILA - Sono 65 su 107 le province italiane in cui la qualità di vita nel 2019 è considerata "buona" o "accettabile": un dato che risulta il migliore degli ultimi cinque anni. 

Nel 2015, infatti, le province in cui si vive bene erano 53 su 110, nel 2016 e 2017 erano diventate 56 su 110, nel 2018 avevano raggiunto quota 59 su 110. 

Un'evoluzione costante, insomma, malgrado il contesto economico non sia semplice in tutto il Paese. 

Non fa eccezione l'Abruzzo, in cui L'Aquila e Chieti hanno guadagnato rispettivamente 24 e 11 posizioni nella classifica che quest'anno prende in considerazione 107 province italiane, poiché quelle sarde si sono ridotte da otto a cinque.

Per qualità della vita la provincia dell'Aquila è prima in Abruzzo e 48esima in Italia, seguita da Teramo (54esima a livello nazionale, che perde 14 posizioni rispetto allo scorso anno), Chieti (63esima in Italia) e infine Pescara, che registra un lieve miglioramento e passa dalla 77esima posizione dello scorso anno alla 74esima.

È quanto emerge dalla classifica annuale di ItaliaOggi e Università La Sapienza di Roma, in collaborazione con Cattolica Assicurazioni, giunta alla sua ventunesima edizione. 

L'analisi prende in esame diversi parametri come affari e lavoro, disoccupazione, ambiente, istruzione e formazione, tempo libero e turismo, criminalità e disagio sociale. 

Trento è la reginetta d’Italia per la qualità della vita nel 2019: la provincia autonoma svetta nella classifica annuale, un primato, quello di Trento, che ricalca un successo ormai consolidato negli anni. 

Agli antipodi, Agrigento: caso paradigmatico di realtà del Sud con problemi strutturali atavici irrisolti, figura nell’ultimo posto della classifica. Agrigento è risultata carente quasi sotto tutti gli aspetti e le dimensioni della qualità della vita (dagli affari e lavoro fino al tenore di vita) fatta eccezione per la dimensione demografica e per la sicurezza.

In particolare, secondo la classifica stilata prendendo in esame la mappa della criminalità, c'è da sottolineare che nelle posizioni di coda si registra una stabilità.

Sono in totale 63 le province in cui la situazione con riferimento a reati e sicurezza è risultata buona o accettabile e delle 29 province nelle posizioni di testa 8 sono dislocate nel Nordovest: Trento in Trentino-Alto Adige; Treviso, Vicenza, Rovigo e Belluno in Veneto; 3 delle 4 province del Friuli-Venezia Giulia a eccezione di Trieste. 

Tre le province nell'Italia centrale, due in meno rispetto allo scorso anno: Ascoli Piceno e Pesaro-Urbino nelle Marche e Rieti nel Lazio. 

Infine, fra le posizioni di testa figurano 10 province del Mezzogiorno tra cui Chieti, L'Aquila e Teramo, con la sola esclusione di Pescara per l'Abruzzo, e poi Benevento, Matera e le cinque province sarde. 

Quest’anno, nell’indagine di ItaliaOggi-Università La Sapienza di Roma sono state incluse informazioni statistiche più dettagliate sul tenore di vita; la dimensione servizi finanziari e scolastici è stata sostituita da quella "istruzione, formazione e capitale umano", inoltre, sono stati individuati nuovi "cluster" di analisi che hanno dato vita a cinque raggruppamenti di province omogenei in cui è possibile riscontrare caratteristiche simili.

Tornando alla classifica, le prime dieci province appartengono, ancora una volta, al Nordest o al Nordovest: dopo Trento, ci sono Pordenone, Sondrio, Verbano-Cusio-Ossola, Belluno, Aosta, Treviso, Cuneo, Udine e Bolzano, che scende dal primo al decimo posto rispetto al 2018.

Per incontrare le prime province del Sud bisogna scorrere la classifica fino ad arrivare al 69esimo e al 70esimo posto, dove compaiono le lucane Potenza e Matera.

Nel Mezzogiorno e nelle Isole, il "buon vivere" è ancora un miraggio: in 35 province su 38 la qualità della vita è risultata scarsa o insufficiente (nelle rimanenti tre è accettabile). Il che significa, in termini di popolazione, che il 44% degli italiani vive con una qualità di vita insoddisfacente.

Al contrario, nel Nordest, in 22 province su 22 la qualità della vita è buona o accettabile, in nessuna scarsa o insufficiente. Nel Nordovest, la qualità è buona o accettabile in 23 su 25 province (solo in due scarsa).

Nell’Italia Centrale si registra una situazione stabile: in 14 su 22 la qualità della vita nel 2019 è accettabile.

Anche in questa indagine emerge chiaro un dato: nelle province di piccole e medie dimensioni si vive meglio che nelle metropoli. I grandi centri urbani faticano a toccare la vetta e a mantenere posizioni di eccellenza.

Tuttavia, le performance di alcune grandi città nel 2019 migliorano: Roma risale dall’85esimo al 76esimo posto; Milano dal 55esimo al 29esimo, Torino dal 78esimo al 49esimo; Bologna dal 43esimo al 13esimo. Per quanto riguarda Napoli, il salto è dalla posizione 108 alla 104: considerando che però il numero di province analizzate si è ridotto da 110 a 107, si tratta di una conferma. La provincia partenopea resta terz’ultima, seguita solo da Crotone e Agrigento. (a.c.p.)



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