Notice: Use of undefined constant HTTP_X_REAL_IP - assumed 'HTTP_X_REAL_IP' in /var/www/abruzzoweb.it/app/controllers/notizie/notizia.php on line 25 QUOTA 100 E LEGGE FORNERO: NELLE SCUOLE ABRUZZESI SI LIBERANO MILLE POSTI Abruzzo Web Quotidiano on line per l'Abruzzo. Notizie, politica, sport, attualitá.

QUOTA 100 E LEGGE FORNERO: NELLE SCUOLE ABRUZZESI SI LIBERANO MILLE POSTI

Pubblicazione: 14 marzo 2019 alle ore 06:15

L'AQUILA - "Per effetto delle cessazioni dal servizio e dei problemi irrisolti in materia di reclutamento del personale scolastico, l'anno prossimo la situazione in Abruzzo sarà critica: alle 433 domande di pensione che erano state già presentate si sono aggiunte oltre 533 richieste di pensionamento con 'Quota 100'".

A lanciare l'allarme sono le segreterie regionali di Flc Cgil, Cisl Scuola e Uil Scuola Rua che spiegano come "senza un piano di stabilizzazione straordinario la scuola vivrà una vera e propria condizione di emergenza e sarà difficile garantire il diritto allo studio".

A livello nazionale sono rimaste scoperte ben 32.217 cattedre, pari a più della metà del contingente di immissioni in ruolo 2018-2019. A queste vanno sommati i 54.564 posti, tra organico di fatto e deroghe di sostegno, da attribuire con incarichi al 30 per giugno, la cui ritardata attivazione ha avuto ripercussioni molto negative sull'avvio dell'anno scolastico, tanto che ancora a novembre molte classi e molti studenti erano privi di docenti in cattedra.

In totale in Abruzzo sono 986, tra docenti e personale con varie mansioni, i posti che si libereranno a breve nelle scuole della regione. Delle 986 domande, 433 sono state inoltrate sulla scorta dei requisiti previsti dalla Legge Fornero (di queste 319 sono state presentate dai professori e 114 dal personale Ata); altre 553 (444 insegnanti e 109 bidelli e assistenti) si riferiscono invece alla Quota 100 varata dal governo Lega-Cinquestelle. 

Secondo Davide Desiati, segretario di Cisl Scuola Abruzzo e Molise, "da un punto di vista numerico è come se fosse sparito il personale di otto scuole di medie dimensioni". Ma "Nonostante la gravità del problema - precisa - la scuola abruzzese può tirare un sospiro di sollievo".

Infatti, "a fronte della platea di potenziali aventi diritto al collocamento a riposo con Quota 100, solo l'11% ne ha usufruito". A far desistere dal chiedere la pensione con qualche anno di anticipo è stato il fattore denaro. "Il danno economico - spiega ancora Desiati - è stato il principale deterrente. Alla verifica della decurtazione effettiva sull'assegno, è stato grande lo sconforto di chi aveva tanto sperato, dopo 38 anni di lavoro, di poter andare finalmente in pensione. Ci sono persino persone che sono andate via piangendo, dopo aver scoperto che per poter andare in pensione dovevano accontentarsi di assegni ridotti anche di 200 euro al mese".

A spiegare il dato a livello provinciale è Andrea Leonzio, coordinatore regionale istruzione e formazione della Lega Abruzzo. In provincia di Chieti le domande presentate sono state 165; a Pescara sono state 151; 120 in provincia dell'Aquila; 117 in provincia di Teramo. 

Quelle inoltrate in base alla legge Fornero (entro dicembre 2018) sono state 130 a Chieti, 82 all'Aquila, 99 a Pescara e 122 a Teramo.

"Nel prossimo anno scolastico - dice Leonzio - si dovrà gestire un numero record di precari. Serve una fase transitoria tra vecchio e nuovo reclutamento. È stato presentato a tal fine dal senatore Mario Pittoni della Lega in Commissione Lavoro al Senato un emendamento per la modifica del cosiddetto decretone, attualmente in fase di conversione in legge al fine di fronteggiare gli effetti della Quota 100 sul sistema scolastico e garantire lo svolgimento dell'attività didattica". 

Per far fronte all'emergenza,quindi, i sindacati chiedono un "consistente  piano di assunzioni dei docenti per coprire tutti i posti liberi che ci saranno dal primo settembre 2019: una fase transitoria in cui stabilizzare il lavoro dei docenti già abilitati o con tre anni di servizio; misure che risolvano in modo chiaro e definitivo i problemi generati dalla vertenza dei diplomati magistrali; la stabilizzazione dell'organico di diritto di tutti i posti autorizzati tra organico di fatto e deroghe sul sostegno su cui la scuola deve poter contare con coninuità".



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