Notice: Use of undefined constant HTTP_X_REAL_IP - assumed 'HTTP_X_REAL_IP' in /var/www/abruzzoweb.it/app/controllers/notizie/notizia.php on line 25 RDC: ATTESA PER PROGETTI DEI COMUNI 9MILA PRONTI PER LAVORI SOCIALMENTE UTILI Abruzzo Web Quotidiano on line per l'Abruzzo. Notizie, politica, sport, attualitá.
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CON DECRETO 9 GENNAIO FASE DUE REDDITO CITTADINANZA; FIORETTI, ''MOLTE AMMINISTRAZIONI CHIAMANO REGIONE PER AVERE INFORMAZIONE, ''PUC OTTIMA OPPORTUNITA' MA L'IMPORTANE CHE SIA TRANSITORIA E NON SI CRONICIZZI''

RDC: ATTESA PER PROGETTI DEI COMUNI
9MILA PRONTI PER LAVORI SOCIALMENTE UTILI

Pubblicazione: 16 gennaio 2020 alle ore 08:39

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L'AQUILA - Reddito di cittadinanza fase due: sono tanti sindaci e assessori comunali che in questi giorni stanno inondando gli uffici della Regione Abruzzo, per avere lumi in merito alla messa a punto dei piani per impiegare i percettori, ovvero i Puc, progetti utili alla collettività, in applicazione al decreto del ministero del Lavoro pubblicato in Gazzetta ufficiale l’8 gennaio.

Piani che in base ai dati forniti dall'assessorato al lavoro, interesserà potenzialmente 9 mila "abili al lavoro" su un totale 13.900 che ricevono l'assegno mensile, in media di 520 euro.

Un piccolo esercito, che in attesa che gli venga trovata un'occupazione, saranno obbligati ad offrire prestazioni non retribuite, dalle 8 alle 18 ore settimanali, “in ambito culturale, sociale, artistico, ambientale, formativo e di tutela dei beni comuni". presso i Comuni di residenza. 

A confermare la delicatezza, e importanza, di questo ulteriore passaggio della riforma introdotta dal governo M5s-Lega, è l'assessore regionale al Lavoro Piero Fioretti, della Lega, che però assicura, "siamo in fase di rodaggio, la norma è appena uscita, è ovvio che ci siano incertezze sulla sua corretta applicazione".

In base ai calcoli aggiornati in mano all'assessore il numero finale di 9 mila abili al lavoro, arrivati al 40 per cento dei colloqui, sembra consolidarsi. La prossima settimana arriveranno i dati aggiornati dalgli uffici dell'assessorato. A metà ottobre la situazione era la seguente: di 2.500 convocati, 1.624 hanno sottoscritto il "Patto di inclusione sociale e per il lavoro", rendendosi cioè disponibili ad accettare fino a tre offerte, sempre più lontano dal comune di residenza. Al terzo rifiuto, perderanno in ogni caso l'assegno. E come detto dovranno intanto dare disponibilità a partecipare ai progetti di pubblica utilità. Ben 462 beneficiari sono stati esclusi, proprio a seguito delle verifiche contestuali al colloquio, perché senza requisiti, e hanno perso il diritto all'assegno Altri 356 sono stati "esonerati", ovvero sono persone con disabilità, con situazioni familiari difficili, in una condizione di fragilità, e non saranno tenuti a lavorare per poter mantenere il diritto al reddito di cittadinanza, che si trasformerà in assistenza sociale, con gli strumenti già previsti nell'ordinamento.

Fioretti ritiene il Puc, "una ottima occasione per i Comuni, visto con essi si potrà avere a disposizione energie da impiegare per migliorare servizi, gestire attività, come tenere aperto un museo, curarsi degli spazi verdi, fare piccole manutenzioni, che non sarebbe di diversamente possibile assicurare, vista la scarsità di risorse". 

 Ma aggiunge, "i Puc, come del resto l'intero reddito cittadinanza, deve essere un passaggio transitorio, per favorire l'ingresso degli inoccupati nel mondo del lavoro, almeno per chi è idoneo. Guai a cronicizzarlo e trasformarlo in una rendita che le nostre finanze non si possono in alcun modo permettere, e non sarebbe giusto nemmeno per tutti gli altri disoccupati che per una ragione e nell'altra non hanno i requisiti per percepirlo".

I Puc, entra nello specifico l'assessore, " a ben vedere sono una riedizione dei Lsu, dei lavori socialmente utili degli anno '90,  per coloro che ricevano la cassa integrazione straordinaria e poi estesi anche ai lavoratori in mobilità e ai disoccupati di lunga durata con il pacchetto Treu del governo Prodi. E non va corso il rischio che poi chi svolge queste attività pretenda l'assunzione direttamente dall'ente per il quale si presta l'opera, come accaduto spesso e volentieri con gli Lsu, fomentati dai sindacati che in questo modo vogliono accrescere il numero di tessere e consenso politico".

Come recita il decreto, l’obbligo di partecipare ai Puc sussiste solo nel momento in cui il proprio Comune di residenza organizza dei progetti. L’approvazione di un’attività dovrà indicare tempistiche, risorse necessarie e soggetti da coinvolgere.

E' auspicato il coinvolgimento degli enti del terzo settore, come le organizzazioni di volontariato. 

“Il progetto può riguardare sia una nuova attività sia il potenziamento di un’attività esistente”, che però non deve mai essere assimilabile a un lavoro dipendente o autonomo, anche perché non è previsto alcun rimborso. Anche per questo, le persone coinvolte non potranno sostituire lavoratori già assunti dal Comune né avere ruoli di responsabilità. 

Esempi di cosa consisteranno i Puc, sono citati nel decreto: l’accompagnamento allo scuola bus degli alunni, supporto nell’organizzazione di manifestazioni ed eventi, controllo e cura di musei e biblioteche, fare la spesa alle persone anziane, aiutare nell’organizzazione di mostre ed eventi, E ancora, raccolta dei rifiuti e manutenzione di parchi e giardini, informazioni sulla raccolta differenziata, supporto nella gestione dei doposcuola o dei laboratori professionali.

Per favorire “le propensioni individuali nella scelta dei progetti”, il decreto del ministero del Lavoro prevede che i beneficiari possano “fornire le proprie preferenze in riferimento alle aree di intervento dei progetti”. Ai percettori del reddito quindi verranno offerte per prime delle attività più adatte “al loro profilo”.

Quando i Comuni avranno attivati i progetti, il ministero prevede che “le due piattaforme che compongono il Sistema informativo del Reddito di cittadinanza dovranno dialogare in maniera che il ‘catalogo’ dei Puc con posti vacanti a livello comunale, aggiornato dinamicamente, sia reso disponibile dalla Piattaforma Gepi (Gestione patti per l’inclusione sociale), non solo agli operatori sociali già accreditati, ma anche agli operatori dei Centri per l’impiego”. In pratica, l’obiettivo è far sì che gli operatori potranno immediatamente individuare a quale possibile progetto può partecipare, in base alle sue competenze e alle disponibilità, chi sottoscrive un Patto per l’Inclusione Sociale o un Patto per il Lavoro.

 



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