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ALTRA INDISCREZIONE DALLA CAPITALE, PERPLESSITA' IN ABRUZZO, CONFUSIONE NEL CENTRODESTRA

REGIONALI: IN FRATELLI D'ITALIA PER MARSILIO E' FATTA, ACCORDO CHIUSO A ROMA CON ALLEATI

Pubblicazione: 12 ottobre 2018 alle ore 06:45

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L'AQUILA - Si sarebbe chiuso il cerchio in Fratelli d'Italia che, attraversato da laceranti divisioni che hanno allontanato i vertici regionali da quelli nazionali, deve indicare il candidato alla presidenza della Regione Abruzzo da condividere con il resto della coalizione di centrodestra in vista delle elezioni anticipate del prossimo 10 febbraio. 

La scelta, stando a quanto filtra da ambienti politici romani, alla fine sarebbe caduta su Marco Marsilio, senatore romano ma abruzzese di origini, che più di Michele Russo, il manager della comunicazione che ha ridisegnato il simbolo di Fratelli d'Italia, avrebbe convinto il presidente del partito, Giorgia Meloni.

Anche se resta in ballo il dietrofront sulla scelta di affidare l'Abruzzo a Fdi, aspetto questo che contribuisce ad alimentare la confusione di un centrodestra nazionale che vive la contraddizione tra il livello governativo, dove la Lega è alleata con il Movimento cinque stelle, e quello regionale, dove i salviniani amministrano con Forza Italia e Fratelli d'Italia. Comunque, stando a fonti romane, la Meloni avrebbe ottenuto il placet degli alleati.

Marsilio e Russo sono molto legati alla leader, che la settimana scorsa ha dato il ben servito al sindaco dell'Aquila Pierluigi Biondi, sul quale già pesava il veto di Forza Italia perché alla guida del capoluogo da appena quindici mesi, e tutti e due fanno parte di quella rosa "alternativa" a quella composta dal coordinamento regionale, che puntava su candidati di partito chiudendo le porte a quelli espressione della cosiddetta società civile. Anche se su Marsilio c'è il placet di Biondi.

Della lista abruzzese, infatti, fanno parte, o forse è ormai il caso di dire facevano parte, i due coordinatori regionali, Giandonato Morra ed Etelwardo Sigismondi, il coordinatore provinciale di Chieti, Antonio Tavani, e il capogruppo al Comune di Pescara Guerino Testa.

In un quadro così confuso, si fa largo un'altra indiscrezione: nei prossimi giorni, forse a metà ottobre, potrebbe esserci un nuovo vertice nazionale tra Berlusconi, Salvini e Meloni, che potrebbe portare a cambiare gli equilibri del tavolo che a inizio settembre ha assegnato l'Abruzzo a Fdi nell'ambito della ripartizione nazionale delle regioni al voto nel 2019.

Comunque, un nuovo vertice non è peregrino se si considera che in nessuna delle quattro regioni chiamate al voto, oltre all'Abruzzo, Basilicata, Sardegna e Piemonte, è stato chiuso un accordo di coalizione su nomi e programmi.

Tornando alla scelta di Marsilio, su cui ci sarebbe la convergenza di Forza Italia e Lega nazionali, rischia di essere un boccone amaro da digerire per i vertici regionali, che coi coordinatori Nazario Pagano e Giuseppe Bellachioma sono rimasti a guardare in queste settimane in cui nel partito della Meloni sono volati gli stracci e ora si ritrovano a dover subire scelte prese altrove. Non viene digerito il fatto che in Abruzzo si debba ricorrere ad un candidato presidente abruzzese solo sulla carta, e si torna a rivendicare il diritto alla scelta.

In sostanza, Marsilio non sembra riscuotere troppo gradimento tra azzurri e salviniani, vista la scarsa popolarità che ha in regione, terra con la quale ha sempre affermato di continuare ad avere rapporti stretti e alla quale lo legano importanti amicizie, tra cui quella con lo stesso Biondi, ma che negli anni non ha mai percepito pubblicamente la sua presenza.

Neppure quando è stato deputato, nella legislatura tra il 2008 e il 2013, in Abruzzo si è sentito parlare di lui.

Un passo avanti, insomma, che potrebbe però rivelarsi un indietreggiamento sul quadro complessivo, facendo gongolare il centrosinistra che potrebbe presto fare quadrato attorno a Giovanni Legnini, ormai ex vice presidente del Csm, che entro ottobre potrebbe sciogliere le riserve, e il Movimento cinque stelle, che nonostante la sfiancante prova del governo nazionale e il fragoroso addio dell'eurodeputata Daniela Aiuto viaggia a vele spiegate avendo scelto già da qualche settimana il candidato presidente, Sara Marcozzi, che gira in lungo e in largo la regione in piena campagna elettorale.



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