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REGIONALI: MARCOZZI, BONAFEDE E PETTINARI NEI QUARTIERI ''A RISCHIO'' DI PESCARA

Pubblicazione: 05 febbraio 2019 alle ore 21:32

Marcozzi, Bonafede e Pettinari a Pescara

PESCARA - "Lo Stato torna a fare lo Stato. E lo fa senza slogan o annunci faraonici", con queste parole oggi il candidato presidente del Movimento 5 Stelle alla Regione Abruzzo alle prossime elezioni del 10 febbraio Sara Marcozzi ha mostrato a Pescara al Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede i quartieri "più a rischio d’Abruzzo": il Ferro di Cavallo di Rancitelli, via Caduti per Servizio a Fontanelle e Via Passo della Portella in zona ospedale.

Accompagnati dal consigliere regionale Domenico Pettinari hanno visitato alcune tra le realtà più difficili della regione, dove "la politica non è mai stata dalla parte dei cittadini onesti, dove ci si è sempre girati dall’altra parte, salvo in periodo elettorale andare a lesinare voti a tutti, criminali e cittadini onesti".

"Oggi segniamo un altro passo importante verso l’idea di Regione e di Paese che abbiamo - ha affermato Sara Marcozzi - In questi quartieri il M5S è stato sempre presente ed abbiamo svolto tante battaglie, anche in consiglio regionale, per chiedere dignità e sostegno verso tutti quegli abruzzesi onesti che sono costretti a vivere in realtà al limite. Portare il Ministro Bonafede in questi luoghi della regione è il coronamento di un percorso che abbiamo iniziato sin dall’opposizione con lo straordinario lavoro che Domenico Pettinari ha svolto quotidianamente qui".

"Oggi il M5S è al Ministero della Giustizia ed Alfonso Bonafede è venuto a vedere con i suoi occhi quello che abbiamo denunciato per anni. La Regione non deve lasciare spazio a chi delinque, maggiormente in appartamenti di proprietà pubblica. Le case Ater spettano di diritto a chi è in graduatoria per un alloggio popolare e devono essere l’aiuto che la Regione Abruzzo offre a chi non ce la fa, invece sono diventate il ricettacolo di criminali che le hanno occupate abusivamente o  che le utilizzano come centrale per delinquere: spaccio, usura, commercio illegale di armi. Tutto questo deve finire. Siamo stanchi di sentire gli slogan di chi fa il forte con i deboli, ma poi si gira dall’altra parte con la vera criminalità che offende la nostra dignità di abruzzesi", ha aggiunto.

"Lì vivono bambini a cui è negato il diritto allo studio, vivono donne vittime di violenza e di minacce, anche di stupro, come è capitato ad alcune cittadine di via Rigopiano, a cui va tutta la mia solidarietà di donna e di rappresentante delle istituzioni. La politica non può ignorare la richiesta di legalità che viene dai cittadini. Ecco perché oggi abbiamo deciso di portare la giustizia fisicamente, nella persona del Ministro, in quei quartieri", ha chiarito.

"La visita del Ministro ha messo poi fine alla strumentalizzazione che gli avversari politici stanno perpetuando sui tribunali minori, la visita a sorpresa fatta questa mattina presso il Tribunale di Sulmona ha permesso al Ministro di constatare quanto la geografia giudiziaria posta in essere dal precedente governo non rispecchi la necessità dell’Abruzzo e degli abruzzesi", ha concluso Marcozzi.



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