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FOCUS SU RAPPORTO CORTE CONTI 2019: ADDETTI RESTANO SOPRA MEDIA NAZIONALE RISPETTO A NUMERO ABITANTI, TROPPE POSIZIONI APICALI RISPETTO A CONSISTENZA NUMERICA DEGLI UFFICI

REGIONE ABRUZZO: CALA NUMERO E COSTO DIPENDENTI, MA NON QUELLO DEI DIRIGENTI

Pubblicazione: 09 ottobre 2019 alle ore 07:26

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L'AQUILA - In Abruzzo cala la spesa per i dipendenti della Regione, come pure il loro numero. Rispetto alla media italiana restano troppi rispetto agli abitanti.

Cresce al contrario il costo dei dirigenti, anche loro troppi rispetto al numero dei dipendenti che devono gestire, con un confronto impietoso rispetto ad altre Regioni, che ad essere buoni, non sono amministrate peggio dell'Abruzzo.

E' una preziosa fonte di dati, certi e ufficiali, seppure aggiornati a fine 2017, il rapporto "La spesa per Il personale degli enti territoriali" della Sezione delle autonomie della Corte dei conti. Soprattutto in tempi in cui in Abruzzo sono in corso bandi pubblici per assunzione di personale, e per riempire le caselle dirigenziali vuote nella tecnostruttura regionale. 

In termini macroscopici, attesta la Corte dei Conti, chiamata con questo rapporto a fare il punto sul contenimento dei costi e della razionalizzazione della funzione pubblica, la spesa totale nel 2017, ripartita per tipologia di ente territoriale e per qualifica del personale dipendente, complessivamente ammonta a circa 13,98 miliardi di euro di cui 2,75 miliardi per le Regioni, 904 milioni per le Province e le Città metropolitane, 10,32 miliardi per i Comuni. Il rapporto calcola poi che la spesa media per un dipendente regionale ammonta a circa 34 mila euro, a fronte di 27 mila euro relativi al dipendente comunale e di 28 mila euro per il dipendente provinciale. La spesa media per il personale dirigente e delle altre posizioni apicali è di circa 94 mila nelle Regioni, 84 mila nei Comuni e 103 mila nelle Province, in crescita rispetto alla precedente relazione, ove le stesse qualifiche nel 2016 percepivano importi per 88 mila, 82 mila e 97 mila.

Veniamo dunque all'Abruzzo, partendo dal numero dei dipendenti: erano 1.491 nel 2015, sono scesi a 1.452 nel 2017 con un decremento del 2,41 per cento, in controtendenza rispetto alla media italiana che ha registrato un incremento complessivo dell'8,61%.

A proposito di numero di dipendenti: alla faccia della spending review, i maggiori incrementi si sono verificati al centro Nord con più 35 per cento nelle Marche, 30 per cento in Toscana, 29 per cento in Emilia, 17 in Piemonte. Mentre in Campania sono calati dell'11 per cento.

Scorrendo le tabelle allegate al corposo rapporto, si scopre però che a calare, in Abruzzo, sono stati i soldati semplici, e non i comandanti, che non è un buon segno per nessun esercito. 

Infatti si può osservare che se nel 2016 c'erano 74 dirigenti, uno ogni 20 dipendenti, nel 2017 sono diventati 75 ovvero uno di 19,41. 

Più o meno nella media Italiana, che è di un dirigente ogni 19,88 dipendenti. 

La Corte dei conti però evidenzia anche che nel triennio la l'Abruzzo è in decisa controtendenza: visto che la flessione in termini assoluti dei dirigenti è stata complessivamente pari al -3,81 per cento nelle regioni a statuto ordinario, e del ben -15,35 per cento in quelle a statuto speciale. Mentre appunto in Abruzzo c'è una crescita, seppur piccola del +0,74 per cento.

Al netto delle flessione, si può anche osservare, in Abruzzo il rapporto dirigenti-dipendenti, resta molto più sobrio, rispetto a due regioni del Nord, spesso considerate esempi di virtù amministrativa: in Veneto e Lombardia hanno infatti un dirigente ogni 14 e 16 dipendenti. Per non parlare, tra le ragioni a statuto speciale, della Sicilia, dove c'è addirittura un dirigenti ogni 10 dipendenti. Mentre all'estremo nord la provincia autonoma di Trento, ha un dirigente ogni 11 dipendenti.

Resta da chiedersi, è altrettanto lecito, perché ci sono Regioni che funzionano tutto sommato bene o comunque non peggio rispetto all'Abruzzo, dove però i dirigenti sono in percentuale in numero molto inferiore rispetto ai dipendenti: uno ogni 45 dipendenti in Friuli Venezia Giulia, uno ogni 29 in Emilia e Toscana, uno ogni 28 nelle Marche, uno ogni 23,1 in Piemonte. 

Da questo primo stock di analisi, questo il primo bilancio che si può tracciare, l'Abruzzo ne esce fuori senza infamia nè lode.


Le cose cambiano, almeno nell'idea di buona amministrazione sottesa ai rilievi della Corte dei conti, se vi ava spulciare la tabella che mette i rapporto il numero dipendenti con quello degli abitanti amministrati. 

La media italiana è di 0,77 dipendenti ogni mille abitanti. 

Ebbene: l'Abruzzo questa media la sfora di modo consistente, con 1,16 dipendenti ogni mille abitanti. Quinta in classifica generale, al di sopra anche la media delle regioni del sud. 

Sul podio, nella classifica della bulimia impiegatizia, pubblici sono la Puglia e la Basilicata, 2,35 dipendenti e Molise 2,06. Tra le Regioni a statuto speciale a dir poco impressionante il dato della Val d'Aosta, pari a 22,02 dipendenti regionali ogni mille abitanti. 
Agli antipodi la Lombardia, 0,33 e il Veneto 0,58. 

Infine un dato relativo al personale a tempo determinato, nel 20'15 erano 9 nel 2017 e schizzato a 47 con l'incremento di oltre il 422 per cento, che non ha pari in Italia. 

Dai numeri alle cifre economiche: al netto di tutto quello che finora è stato riportato, in Abruzzo il costo del personale della Regione è sceso dai 59.160.000 del 2015 al 55.770.000 del 2017, con un decremento del 5,73%, superiore alla media italiana del meno 5,27%.

Mentre nelle vicine Marche la spesa è aumentata del 29,72%, in Emilia Romagna del 20,09% e in Toscana del 19,13%.

Ma anche qui, a tirare la cinghia in Abruzzo non sono stati i dirigenti: il loro costo complessivo è aumentato da 7.630.000 di euro del 2015 a 7.969.000 di euro del 2017. Ben al disopra della media italiana del più 1,33 per cento, seppure nulla di paragonabile rispetto agli eccessi di Campania, dove in tre anni la spesa dei dirigenti è cresciuta del 21,53%, della Puglia, 14,65% e del Molise, 12,42%

 



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