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REGIONE ABRUZZO: LIRIS A DIRER, ''CONFRONTO SOLO SE COSTRUTTIVO''

Pubblicazione: 21 maggio 2019 alle ore 20:47

L'AQUILA - "Siamo disponibili al confronto, solo se questo è costruttivo, scevro da pregiudizi: il confronto non deve significare immobilismo, veti sul cambiamento, ma deve essere foriero di proposte utili al miglioramento dell'azione amministrativa. È la prima volta, nella storia della Regione Abruzzo, che sono introdotti criteri per differenziare il valore degli Uffici, nonostante tale differenziazione costituisca un obbligo da almeno dieci anni".

non si fa attendere la piccata replica dell'assessore regionale al Personale Guido Quintino Liris, a seguoto del duro attacco dei sindacato dei dirigenti Direr-Fedirets, che hanno bocciato senza appello, già ai suoi esordi, la riorganizzazione della macchina amministrativa della Regione e, di cui si sta occupando in primis proprio Liris, parlando   di "assoggettamento degli uffici regionali a obiettivi spartitori e di potere di qualche alto burocrate", "immotivate disparità di trattamento", scarsa o nulla considerazione delle "professionalità, competenze e le funzioni, secondo criteri di bravura e competenza".

Una riorganizzazione, tuonano i dirigenti, che sta partendo con nel modo sbagliato, perché "non si comincia dai piedi, ma dalla testa, se si vuol seguire un percorso logico e virtuoso", e in cui c'è il sospetto tremendo di "logiche spartitorie".

"L’Amministrazione di centro destra  - ribatte dunque Liris - ha sicuramente come obiettivo prioritario la riorganizzazione della intera struttura regionale – necessaria al fine di rendere gli uffici più efficienti ed efficaci - e ritiene che il confronto con le Organizzazioni Sindacali (non solo quelle rappresentative della classe dirigente) sia indispensabile per il conseguimento del miglior risultato possibile. La riorganizzazione è un atto complesso che involge aspetti tecnici, gestionali e amministrativi e che quindi non può essere avviata e completata nel giro di qualche giorno, anche tenuto conto del fatto che il modello esistente presenta lacune per le quali non sono applicabili soluzioni sbrigative, ma richiede visioni complessive e azioni strutturali".

"Sorprendono dunque i toni usati dalla Direr-Fiderets. Premesso che quanto riportato dagli organi di stampa si discosta – almeno in parte e per virulenza - dal Documento Assemblea dirigenti Giunta Regionale del 15 maggio u.s. fatto pervenire all’Amministrazione, va chiarito che la attuale Amministrazione ha da poco concluso il confronto politico per la riorganizzazione e si accinge ad aprire un confronto sul nuovo modello e sulle nuove regole che disciplinano il conferimento degli incarichi dirigenziali"., aggiunge l'assessore

"La questione delle posizioni organizzative ovvero degli incarichi da conferire ai funzionari, previa procedura selettiva, esula dal tema “riorganizzazione” e il Disciplinare approvato dalla Giunta attiene a criteri generali (derivati tutti dal nuovo CCNL) che sono funzionali ad attribuire una graduazione non alle persone ma agli Uffici - entra nel merito Liris - . Tali criteri sono stati oggetto di un lavoro notevole da parte degli uffici competenti (i quali si sono confrontati con tutte le altre Regioni) e di un confronto serrato con le OO.SS. che li hanno ritenuti conformi alla disciplina nazionale. Ciò porta a ritenere che anche dopo avere approvato e attuato la riorganizzazione, tali criteri rimarranno invariati. È la prima volta, nella storia della Regione Abruzzo, che sono introdotti criteri per differenziare il valore degli Uffici, nonostante tale differenziazione costituisca un obbligo da almeno dieci anni".

"Detti criteri, tra l’altro, sono del tutto analoghi a quelli adottati da altre Regioni e anche i tempi di procedura sono praticamente identici. Se è quindi comprensibile che, come successo in altre Regioni anni fa, in fase di prima applicazione si creino polemiche, certamente non è comprensibile la confusione che la Direr-Fiderets opera tra “uffici” e persone. Infatti parlare di “capacità e merito” delle persone e dire che non sono stati soppesati “l’effettivo lavoro svolto e il cursus honorum dei dipendenti” cosicché “non si premiano le competenze, le professionalità e le funzioni secondo criteri di bravura e competenza” significa sovrapporre le persone agli uffici giungendo così a una illegittima personalizzazione delle strutture, che è proprio quello che la attuale Amministrazione intende evitare. In questi primi tre mesi è stata necessaria una fase di analisi e raccolta dati per elaborare un progetto di riorganizzazione. Per le P.O. invece è stato necessario garantire continuità alle attività in corso. È dunque chiaro che approvata la riorganizzazione – che recherà una nuova pesatura dei Dipartimenti e delle postazioni dirigenziali - si procederà alla revisione anche dei singoli Uffici e quindi a una nuova loro graduazione".

"In questo percorso, ben venga quindi ogni tipo di apporto dalla Direr e da tutti i dirigenti in merito a  riorganizzazione e atti a contenuto generale, a condizione però che siano evitate polemiche inutili e prese di posizione derivanti più da malcontenti di alcuni, che da reali obiettivi di miglioramento della amministrazione regionale", conclude Liris.



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