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DOPO IL VIA LIBERA, DOCUMENTI RIAPERTI IN GIUNTA PER LA LISTA SPESA DELLA LEGA: CHIESTI 7 MILIONI ED OTTENUTI 800MILA EURO. TENSIONE ALLE STELLE, MARSILIO ABBANDONA LAVORI. SPACCATURA ANCHE NEL CARROCCIO

REGIONE: BILANCIO APPROVATO DUE VOLTE, CENTRODESTRA DIVISO E ''INNOVATORE''

Pubblicazione: 13 dicembre 2019 alle ore 00:37

L'AQUILA - Oltre ai dissidi interni e gli ultimatum pubblici della Lega, peraltro mai formalizzati agli alleati, ora viene fuori che il bilancio di previsione è stato approvato due volte dalla Giunta regionale in due versioni diverse.

Senza comunicare alcunché agli abruzzesi, il centrodestra che governa l’Abruzzo dopo avere sbandierato ai sette venti il licenziamento “a tempo di record” dei documenti contabili nella seduta di martedì scorso, 10 febbraio, nel pomeriggio a Pescara l’esecutivo si è riunito ancora, per oltre tre ore, per esaudire i desiderata della Lega, azionista di maggioranza della coalizione, con una formula amministrativa rabberciata che è a rischio impugnazione da parte del Governo.

Ufficialmente, il ritorno in Giunta con provvedimenti contabili già chiusi e impacchettati per essere inviati al Consiglio regionale per la specifica sessione, si è reso necessario per “una piccola correzione tecnica”; ma in realtà alla nuova convocazione si è arrivati per la lista della spesa di 17 punti da parte dei salviniani che avevano già fatto un blitz nel pomeriggio di martedì scorso, a bilancio chiuso”, naturalmente rinviato al mittente dagli increduli e allibiti alleati, perché avrebbe stravolto il documenti.

Poi, la Lega, dopo ore concitate al proprio interno, anche in seguito al summit di ieri pomeriggio in cui il coordinatore regionale, il deputato Luigi D’Eramo, avrebbe strigliato duramente i suoi 10 consiglieri e i 4 assessori, che oggi avrebbero riproposto la istanza, considerata fuori tema e fuori tempo.

Risultato: secondo fonti interne al centrodestra, al bilancio, fatto di tre parti, disavanzo, narrativa e numeri, in quella narrativa sarebbe stato inserito un emendamento con una spesa di circa 800mila per finanziare i progetti di legge su sicurezza, sociale, lavoro e famiglia presentati in queste settimane nel corso di più conferenze stampa, ma non ufficialmente a palazzo dell’Emiciclo. In sostanza, un impegno non ufficiale, una delibazione.

E’ stato questo l’epilogo di giorni di scontri e confusione in cui dopo due approvazioni e con un provvedimento contabile già chiuso e impacchettato, riaperto in extremis, il bilancio ora approda in Consiglio regionale per la specifica sessione.

E viste le premesse, sicuramente il centrodestra e la Lega, impegnata a far valere la propria forza non avendo però classe dirigente già formata viste le numerose matricole, farà ancora parlare.  

Anche i retroscena confermano le difficoltà e la Lega contro tutti, considerata da Fi e Fdi “più nemica delle opposizioni”. 

Durante i lavori di oggi, la tensione sarebbe salita alle stelle tanto che il presidente della Giunta regionale, Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia, dopo aver stigmatizzato il comportamento dei salviniani, accusati di incapacità e inadeguatezza, addirittura imprecando di voler chiamare addirittura il leader Matteo Salvini, alla fine, complice alcuni impegni, avrebbe abbandonato la riunione, non certo serenamente. Il pallino è rimasto nelle mani dell’assessore regionale alle attività produttive Mauro Febbo, di Fi, come più anziano e competente, e al vice presidente Emanuele Imprudente, della Lega, che ha tentato di portare a casa il risultato che, ha sottolineato “era stato chiesto dall’alto”.

Alla fine, tra minacce di far saltare il banco e tentativi di mediazione, si è sarebbe ad inserire circa 800mila tolti ad altri capitoli, a saldo invariato.  

Ma l’immagine che emerge è di una coalizione spaccata in cui la Lega, azionista di maggioranza, non si intende con gli alleati di Fdi e Fi, ma anche una coalizione in seno alla quale anche gli stessi salviniani a loro volta appaiono confusi e poco coesi, soprattutto tra eletti e amministratori e vertici e dirigenti di partito.

Una pattuaglia che dopo aver approvato al terzo tentativo il bilancio tra gli attacchi delle opposizioni di centrosinistra e M5S “di grave ritardo di una Giunta lenta”, è ricorsa al secondo round, alla prima prova sui conti dopo il trionfo elettorale del 10 febbraio scorso.

A rafforzare la non certo edificabile e benaugurante condizione della maggioranza sono i retroscena legati alla riunione della Giunta del 10 dicembre: la Lega avrebbe fatto un blitz in extremis per cambiare la faccia del bilancio che è fallito forse prima di cominciare.

Attraverso il più volte consigliere regionale di centrodestra Benigno d’Orazio, avvocato e politico navigato, emissario a sorpresa del coordinatore abruzzese, il deputato aquilano Luigi D’Eramo, sarebbe stato consegnato, poco prima della riunione di Giunta, all’assessore regionale al Bilancio Guido Liris, di Fratelli d’Italia, uno degli uomini maggiormente criticati dai salviniani, una lista della spesa di 7 milioni di euro con 17 punti per varie misure e per finanziare le leggi presentate nelle recenti conferenze stampa, in particolare su sociale, sanità, sicurezza e lavoro. Una proposta che, secondo i bene informati, si sarebbe palesata mentre il bilancio era chiuso, quindi, tecnicamente e politicamente irricevibile vista la quadra faticosamente trovata limando anche somme di 100mila euro.

Sembra tra l’altro che del blitz fosse stato informato il solo vice presidente Imprudente, che però era assente per un impegno ministeriale a Roma, come l’altro assessore Nicola Campitelli. Risultato: i due assessori leghisti Nicoletta Verì e Andrea Fioretti, informati come gli altri colleghi e lo stesso presidente, Marco Marsilio, da Liris, avrebbe reagito con imbarazzo alla richiesta. 

Le grandi difficoltà di rapporti e di veduta di una coalizione che dopo nove mesi è molto lontana dal diventare una squadra, in cui finora le decisioni importanti sono state prese senza condivisione, soprattutto da Fratelli d’Italia e Forza Italia, sono venuti fuori chiaramente: in tal senso, è la Lega, forte di 10 consiglieri su 18 e 5 assessori su 6, a non fare una bella figura: pur contestando, con interventi critici affidati a comunicati e conferenza stampa, scelte e decisioni e pur facendo circolare, ad arte, negli ambienti politici regionali minacce di richieste di verifiche di maggioranza e crisi, è tornata a casa con un pugno di mosche sul bilancio.

Ed oltretutto non sono cambiate le cose sul caso della designazione dell’ex consigliere e assessore regionale di Fi, l’avvocato Paolo Gatti, e il caso del commissariamento dell’Agenzia regionale sanitaria ancora diretta da Alfonso Mascitelli, di estrazione centrosinistra.

Con una Lega a cui l’elettorato ha affidato la responsabilità maggiore di governo ma che non è ancora riuscita ad incidere, la maggioranza affronta senza certezze le settimane più importanti dell’anno politico ed amministrativo. 



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