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SCONTRO SUI DATI DEL TAVOLO DI MONITORAGGIO DOPO INTERPELLANZA CAPOGRUPPO PD, ''ASSESSORE MI DA' RAGIONE, FEBBO DICE FANDONIE''; IL FORZISTA, ''CORTE DEI CONTI ATTESTA VORAGINI NELLE ASL''

REGIONE: CONTI SANITA', PER VERI' NON C'E' BUCO, PAOLUCCI ESULTA, FEBBO CONTRATTACCA

Pubblicazione: 20 aprile 2019 alle ore 08:00

L'AQUILA - Confusione, e ancora scontri, intorno ai conti della Regione Abruzzo relativi alla Sanità, nei numeri e nell'interpretazione politica. 

Ultimo eclatante episodio nel Consiglio regionale di eust lunga querelle si è verificato martedì scorso, quando l'assessore alla Sanità Nicoletta Verì, della Lega, ha risposto ad un'interpellanza di del capogruppo del Partito democratico Silvio Paolucci, ex assessore alla medesima delega, rispondendo con algido "risponde al vero", all'affermazione dell'interpellante secondo cui "per il quarto trimestre del 2018 il dato è di un attivo di 36 mila euro".   Precisando però che se i dati del 2016 e del 2017 sono in linea con il piano di rientro dei conti della Sanità, imposto dal governo dopo l'uscita dal commissariamento nel 2015, non lo sono quelli del 2018, visto che l'attivo è di gran lunga inferiore all'obiettivo di 2,5 milioni circa. 

Ma è pur sempre un attivo, e tanto è bastato a Paolucci, per esultare e lanciare bordate  all'assessore alle attività produttive Mauro Febbo, di Forza Italia,  accusandolo di propalare "fandonie", in quanto durante la campagna elettorale, e  anche dopo la vittoria del centrodestra del 10 febbraio, aveva più volte ribadito che  la Sanità abruzzese ha un buco di 200 milioni di euro complessivi, e che i conti delle Asl, tranne quella di Teramo, sono disastrosi, citando la più recente relazione della Corte dei Conti. Numeri ribaditi da Febbo nella sua rabbiosa replica in aula.

Dopo aver fomentato il can-can con la sua risposta all'interpellanza, che ha in buona parte dato ragione a Paolucci, l'assessore Verì, contatta da Abruzzoweb più volte, non è voluta tornare sull'argomento, e ha negato qualsivoglia dichiarazione in merito. 

Da fonti vicine alla Verì, si apprende però che l'assessore intende rispondere solo davanti a dati ufficiali del Tavolo di monitoraggio del Ministero. Quelli appunto snocciolati da Paolucci. Mentre quelli di Febbo, che descrivono un scenario ben più fosco, non avrebbero ancora tale qualificazione, e saranno commentati dunque a tempo debito. 

Sullo sfondo si può anche intravedere una certa irritazione della Lega nei confronti di Febbo, che pur non avendo la delega alla Sanità, continua ad invadere il campo, nei suoi interventi d'aula e con comunicati stampa,  su un tema così delicato. 

Del resto, un conto è la campagna elettorale, dove è d'uopo dare addosso agli avversari politici, indugiando anche nelle iperboli, un'altra cosa è governare la Regione, e maneggiare una patata bollente come la Sanità. Dalle parti del Carroccio, si osserva insomma, che ora non conviene a nessuno dipingere scenari drammatici, e creare allarmismo, perché il rischio potrebbe anche essere il ritorno del commissariamento governativo.

Entrando nel dettaglio dell'interpellanza, l'assessore Verì ha affermato che "corrispondono al vero" le affermazioni di Paolucci secondo le quali "il piano di riqualificazione del sistema sanitario regionale 2016-2018 aveva previsto per il 2016 un passivo di 37.840 milioni, per il 2017 di 23.665 milioni, peri il 2018 un attivo di 2 milioni e 522 mila euro".
E fin qui nulla questio, sono dati inoppugnabili e neutri.

"Risponde al vero", concorda la Verì,   che "l'accantonamento chiesto dai ministeri per l'integrale copertura delle note credito da ricevere perseti dai bilanci è pari a 27 milioni e 487mila euro. E che i fondi rischi già presenti nei bilanci delle aziende erano stati ritenuti congrui, a coprire il 50 per cento delle note credito". 

C'è poi il passaggio cruciale: Paolucci ha affermato che "il monitoraggio piano di riqualificazione 2016-2018 ha previsto in condivisione con i ministeri affiancanti, i seguenti risultati di esercizio: per il 2016 meno 37 milioni e 840mila euro, comprensivo delle aziende in utile, per il 2017 meno 16 milioni e 202mila euro, esclusi rischi per note credito da ricevere per anni precedenti. Infine, per il 2018, dato aggiornato al quarto trimestre, emerge un dato consolidato di più 400 mila euro". 

A questo quesito la risposta dell'assessore Verì è stata che "nel 2016 il passivo è stato 37.338.000, per il 2017  di 15.605.000, esclusi rischi per note credito da ricevere da privati per prestazioni relative ad anni precedenti, e per il quarto trimestre del 2018 il dato è di un attivo di 36 mila euro". E ha precisato che mentre i dati del 2016 e del 2017 sono in linea con il piano di rientro, non lo è 2018, visto che l'attivo è di gran lunga inferiore all'obiettivo,ma pur sempre un attivo..

Tanto basta a Paolucci per esultare, per sventolare la prova provata che non c'è nessuna voragine nei conti della sanità abruzzese.

"Sono molto soddisfatto  - ha commentato l'ex assessore -  che si sia fatta definitiva chiarezza sulle fandonie raccontate da Febbo durante la passata legislatura. Finalmente anche nel massimo Consesso abruzzese sono state smascherate le innumerevoli inesattezze propagate da Febbo sui conti della sanità abruzzese, su una fantomatica voragine sul bilancio sanitario, che, ovviamente, non esiste. Se l'assessore Febbo per orgoglio non vuole chiedere scusa a me, lo faccia almeno nei confronti degli abruzzesi".

Ma Febbo di chiedere scusa non gli è passato nemmeno nell'anticamera del cervello, ed anzi nel suo intervento d'aula ha rincarato la dose, citando ben altri numeri.

"Ogni volta Paolucci ripropone la stessa tiritera - è partito alla carica Febbo - , ogni volta tira fuori i dati del Tavolo di monitoraggio, ma non entra mai nel merito dei bilanci delle Asl. Ebbene, nel 2016 sono stati rettificati non dal sottoscritto, ma dalla Corte dei Conti. Sono sono state iscritte come sopravvenienze attive, i recuperi della curatela fallimentare di Villa Pini", che però sarà assai difficile recuperare effettivamente.  "Siete voi a dover chiudere scusa agli abruzzesi", ha concluso l'assessore. 

In  più di un altra occasione Febbo aveva sostenuto, che "per il 2016 il default schizza a più di 60 milioni di euro e a questo bisogna aggiunge il saldo negativo dei bilancio 2017 di 44 milioni,  e del bilancio 2018, che si assesterebbe tra i 44 e 54 milioni di euro, fino ad arrivare ad un buco di oltre 200 milioni di euro".

Citando sempre la relazione della Corte dei Conti  Febbo evidenzia che "il bilancio consuntivo 2016 della Asl dell'Aquila registra una perdita di ben 21.599.052 euro, quello della Asl di Lanciano- Vasto-Chieti che chiude il bilancio di previsione 2016 con un disavanzo di euro 25.760.636 e quello della Asl di Pescara dove abbiamo una perdita di esercizio pari a euro 14.264.710. Solo la ASL di Teramo chiude con un utile di 1.131.413 di euro". 



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