Notice: Use of undefined constant HTTP_X_REAL_IP - assumed 'HTTP_X_REAL_IP' in /var/www/abruzzoweb.it/app/controllers/notizie/notizia.php on line 25 REGIONE: RIFORMA SANITA', ECCO LE NOVITA' AZIENDA UNICA E 4 PROVINCIALI, RUOLO DEI DG Abruzzo Web Quotidiano on line per l'Abruzzo. Notizie, politica, sport, attualitá.
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CENTRODESTRA 'BOCCIA' SUPER OSPEDALI. LA RIORGANIZZAZIONE TOCCHERA' I PRIVATI E LE COMPETENZE DELLE ASL. DA TAVOLO OK ALLA RETE TERRITORIALE SCRITTA DAL RIPUDIATO MASCITELLI

REGIONE: RIFORMA SANITA', ECCO LE NOVITA'
AZIENDA UNICA E 4 PROVINCIALI, RUOLO DEI DG

Pubblicazione: 03 dicembre 2019 alle ore 07:37

L’AQUILA – Il centrodestra ha “bocciato” i famigerati Dea di secondo livello, i super ospedali con all'interno tutte le eccellenze, il punto qualificante della riforma sanitaria: Il nuovo volto disegnato dalla maggioranza in sella dopo il trionfo alle regionali del 10 febbraio scorso, è incentrato su un'azienda unica territoriale e su quattro aziende provinciali multi-presidio, corrispondenti alle attuali Asl. 

A valle ci sarà un nuovo direttore generale della struttura unica mentre cambieranno le figure manageriali delle realtà locali con i direttori generali delle Asl che dovranno dedicarsi ad altre finalità: saranno confermati gli attuali dell’Aquila, Roberto Testa, e di Chieti, Thomas Schael, scelti da alcuni mesi dal presidente, Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia, e i due che verranno nominati in seguito ai bandi appena varati per Teramo e Pescara. 

Ma le novità maggiori, la riforma le riserva all’azienda unica e alle quattro provinciali alla luce delle finalità, diverse, innovative: la prima si occuperà di territorio e della gestione delle strutture private, sia case di cura sia residenze per anziani, in tal modo queste realtà avranno una unica interlocuzione e quindi regole e trattamenti unici in segno di discontinuità con l’attuale situazione che vede, per le strutture private, “diversità soggettive di trattamento relative a contratti stipulati con le Asl di riferimento”. 

Le seconde, cioè le quattro aziende multi-presidio, si occuperanno degli ospedali dei quattro capoluoghi ma soprattutto di valorizzare le piccole strutture pubbliche a seconda delle vocazioni scongiurando così chiusure e ridimensionamenti. Nel caso degli hub di secondo livello voluti dalla Lorenzin nella sua riforma, che avrebbero accentrato ogni specilità, i piccoli ospedali sarebbero stati destinati a sparire. 

“Il piano di riordino della sanità dimentica il nostro capoluogo e non prevede una reale riorganizzazione”, denuncia il segretario aziendale L’Aquila del sindacato dei medici Anaao, Loreto Lombardi, in merito al  documento per il riordino della rete ospedaliera presentato dalla Regione Abruzzo al Tavolo di Monitoraggio “per le opportune osservazioni da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze e del Ministero della Salute”. 

“Dopo averlo valutato attentamente e soprattutto dopo l’incontro avuto con l’assessore regionale Verì, alla quale abbiamo espresso le nostre perplessità, - spiega in una nota il sindacalista - riteniamo opportuno intervenire. I dubbi sono legati al rischio effettivo di una mancata riorganizzazione, che darebbe un colpo mortale alla sanità abruzzese (già in precario equilibrio), e riguardano anche il pericolo concreto di dividere e risvegliare antichi campanilismi (in un momento in cui c’è bisogno di unità e di collaborazione). È un errore, in particolare, l’aver abbandonato l’idea di avere due ospedali di secondo livello. Se infatti il piano sembra promuovere tutte le strutture ad una sorta di livello superiore, in realtà, nessuna di esse è promossa mentre resta alto il rischio di aumentare le rivalità”.

La nuova architettura della sanità abruzzese voluta dall’assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì, della Lega, fortemente criticata dalle opposizioni del M5S e di centrosinistra, però, deve avere il gradimento dei Ministeri, Mef e Salute, che si sono riservati una decisione nel tavolo di monitoraggio di monitoraggio che si è svolto nel giorni scorsi: secondo quanto trapela, il programma operativo della nuova rete ospedaliera potrebbe avere il via libera. 

Per ora, l’ok è arrivato per la nuova rete territoriale curata dal responsabile dell’agenzia sanitaria regionale, Alfonso Mascitelli, il medico, ex parlamentare dell’Italia dei Valori, che la Giunta Marsilio vorrebbe avvicendare ma non ha potuto visto che Mascitelli ha risposto con una causa di lavoro, il cui merito si discuterà ai primi di gennaio. 

A proposito di agenzia regionale, la riforma prevede un rafforzamento della struttura. 

Tornando al piano, pubblicamente non si registra né una promozione, né una bocciatura. Il riordino degli ospedali abruzzesi dovrà essere definito nei dettagli con un cronoprogramma preciso, è il verdetto del tavolo di monitoraggio sulla sanità a cui ha partecipato anche l’assessore Verì. La questione può essere letta da due punti di vista. Quello del governo, che si ritiene soddisfatto per non essersi visto bocciare l’insieme dei piani presentati entro il 31 ottobre: il programma operativo, il riordino della rete ospedaliera e quello della rete territoriale.

Oppure può essere analizzato con gli occhi del Pd, che vede prolungarsi lo stallo sulla riforma della sanità, come ha sottolineato più volte il capogruppo dem, Silvio Paolucci, assessore regionale nella passata legislatura duri centrosinistra. 

Il nodo principale, però, quello del nuovo assetto degli ospedali, non è stato sciolto perché non affrontato. 

Al di là di una generica illustrazione delle idee della Regione non si è andati. I Ministeri chiedono dati concreti e soprattutto tempistiche certe, solo allora si pronuncerà. Per il momento dunque resta viva l’ipotesi che l’assessore Veri possa abbandonare l’idea di costituire due Dea di secondo livello nei poli di L’Aquila- Teramo e Chieti - Pescara, preferendo ad essa la funzionalizzazione, con caratteristiche riferibili al secondo livello, dei quattro presidi capoluoghi di provincia.

Questo per ovviare alle difficoltà di applicazione del decreto Lorenzin che impone parametri molto rigidi: tra questi la necessità di un bacino di utenza tra 600.000 e 1.200.000 abitanti e un numero di accessi pari a 70.000 l’anno. 

Dati che si otterrebbero solo accorpando i poli e creando dei protocolli funzionali, così come chiesto anche dei consigli comunali L’Aquila e Teramo nella seduta congiunta che si è tenuta all’Emiciclo.

Entrando maggiormente nel merito del piano, l’Azienda del Territorio avrà la funzione di soggetto committente e sarà preposta alle attività di valutazione dei fabbisogni presenti e prospettici con particolare attenzione ai percorsi di cura e presa in carico delle patologie cronico degenerative e delle demenze indicate dalla Regione. 

A tal fine dovrà dotarsi delle risorse umane (necessarie per valorizzare il ruolo nella rete dei servizi sanitari regionali e delle strutture territoriali nella gestione delle patologie identificate dalla Regione) e di una piattaforma tecnologica (per garantire ai medici di medicina generale l’accesso ai Percorsi Diagnostici Terapeutici Assistenziali, per declinare i Piani Assistenziali Individuali e per prescrivere e prenotare le prestazioni e verificarne l’effettiva erogazione da parte delle strutture pubbliche e private regionali). 

Questo significa che cambieranno anche le figure manageriali su base locale. Gli attuali dg "dovranno aumentare la propria capacità di recepire le necessità a livello locale e farne sintesi con il livello centrale. Inoltre la Direzione Generale si farà carico di interloquire con Azienda del Territorio e Regione sollevando le questioni del territorio di sua competenza e di assegnare ai propri direttori di Presidio le linee guida per l’attuazione degli obiettivi gestionali declinati dall’Agenzia sanitaria regionale coerenti con le regole e gli indirizzi strategici definiti dalla Regione".

"La Direzione di Presidio dovrà essere responsabilizzata nell’Operations Management. Dovrà identificare le modalità per l'attuazione a livello locale delle linee guida della Direzione Generale, curando la revisione dei processi su base locale. È responsabile della disponibilità dei dati necessari per il controllo degli outcome e dei costi, dell’organizzazione del personale assegnato garantendo i livelli di produttività, del presidio del rischio clinico e del monitoraggio del livello di saturazione dei fattori produttivi". (b.s.)



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