Notice: Use of undefined constant HTTP_X_REAL_IP - assumed 'HTTP_X_REAL_IP' in /var/www/abruzzoweb.it/app/controllers/notizie/notizia.php on line 25 RICOSTRUZIONE: A DIECI ANNI DAL TERREMOTO E' A META' DELL'OPERA, I DATI USRC Abruzzo Web Quotidiano on line per l'Abruzzo. Notizie, politica, sport, attualitá.
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RICOSTRUZIONE: A DIECI ANNI DAL TERREMOTO E' A META' DELL'OPERA, I DATI USRC

Pubblicazione: 09 settembre 2019 alle ore 19:17

L'AQUILA - La sfida della ricostruzione, affidata con la Legge di Stabilità del 2012 all'Ufficio speciale per la ricostruzione dei Comuni del cratere (con sede a Fossa) è ardua. 

Dopo 10 anni dal sisma è a metà del percorso (50%), con punte del 70% nei contesti più virtuosi, ma anche con deludente 15% nelle zone del cosiddetto "doppio cratere": dove cioè, spiega Il Centro, a complicare le cose sono arrivati i terremoti dell'agosto 2016 e del gennaio 2017. 

E non aiutano le continue crisi di Governo, che cambiano gli scenari, gli strumenti normativi, le sensibilità e, soprattutto, gli interlocutori. 

Così l'ufficio di Fossa, che deve gestire la rinascita di 56 Comuni ricadenti nel cratere sismico, più 121 fuori cratere con danni più lievi, dall'8 agosto è senza un referente. Non c'è certezza sulla riconferma del sottosegretario Vito Crimi (M5S), delegato dell'ex governo gialloverde alla ricostruzione, con il rischio che si dovrà ricominciare tutto da capo.

In media è stato consegnato il 60% dei progetti di ricostruzione, per un totale di 1,6 miliardi di euro. 

"Per i Comuni del cratere sismico stimiamo 5 anni per la chiusura di tutte le istruttorie - spiega al Centro il responsabile dell'Usrc Raffaello Fico - mancano progetti per 1 miliardo di euro. Per quanto riguarda i Comuni fuori cratere, invece, entro due anni dovremmo concludere le attività". 

Tra i più virtuosi, ci sono i borghi pescaresi di Cugnoli e di Montebello di Bertona e l'aquilano Barisciano. Molto complessa la situazione dei Comuni di Popoli o di Bussi sul Tirino. In quest'ultimo caso, sono diversi i consorzi incappati in indagini penali e commissariamenti per il rischio d'infiltrazioni mafiose. 

A tre anni dal terremoto del 24 agosto del 2016 e a quasi due da quello del 2017, l'accavallamento normativo in alcuni casi, o il vuoto normativo in altri, blocca la ricostruzione. E i Comuni che stavano cominciando ad aprire i primi cantieri, sono tornati indietro. Immobile è ad esempio la situazione a Montorio al Vomano, Castelli, Colledara, Arsita, Fano Adriano, Penna Sant'Andrea, Tossicia e Pietracamela (in provincia di Teramo), oppure nei comuni aquilani dell'Alta Valle dell'Aterno, come Pizzoli, Barete, Cagnano Amiterno, Montereale, Capitignano e Campotosto. 

Per tutti, l'urgenza da risolvere è quella dell'aggravamento del danno causato dal sisma del 2016/2017 su immobili già colpiti da quello del 2009. Finalmente, dopo due mesi di attesa, mercoledì 11 Fico incontrerà a Rieti il commissario del sisma Centro Italia Piero Farabollini, l'unico che può mettere mano a questi problemi. 

Grazie a un processo di accentramento e di razionalizzazione del personale, da gennaio a giugno di quest'anno l'Ufficio di Fossa ha dimezzato le pratiche giacenti da almeno 4 anni e che bloccavano fondi per circa 550 milioni di euro. La causa dei rallentamenti nell'esame delle pratiche, oltre che da ricondurre alla disomogenea distribuzione del personale negli uffici decentrati, è anche la cronica tendenza degli studi professionali a concentrare molti progetti, con il risultato di non riuscire a portarli a termine. Sono tre gli uffici che saranno chiusi tra settembre e ottobre (Barete, Castel del Monte e Caporciano) e il cui personale transiterà a Fossa. 

Con un costo stimato di circa 5 miliardi stanziati fino al 2020 dal Governo Renzi con la Finanziaria del 2012, non si copre tutto il fabbisogno della ricostruzione, che si estenderà ben oltre. 

"Servono ulteriori stanziamenti - dice Fico - quelli a disposizione non basteranno nemmeno per chiudere questa prima fase della ricostruzione. Se consideriamo la ricostruzione privata e pubblica (ancora 500 milioni di euro) abbiamo ancora bisogno di circa 4 miliardi". 



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