Notice: Use of undefined constant HTTP_X_REAL_IP - assumed 'HTTP_X_REAL_IP' in /var/www/abruzzoweb.it/app/controllers/notizie/notizia.php on line 25 SABATO A ROMA RABBIA DEI TERREMOTATI CENTRO ITALIA , 'ABRUZZESI PARTECIPATE!' Abruzzo Web Quotidiano on line per l'Abruzzo. Notizie, politica, sport, attualitá.
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MANIFESTAZIONE A MONTECITORIO DEL CRATERE 2016-2017; TUDINI (ARINGO RINASCITA), ''IN ALTO ATERNO RICOSTRUZIONE ASSENTE, BASTA SELFIE E PASSERELLE, VOGLIAMO I FATTI''

SABATO A ROMA RABBIA DEI TERREMOTATI CENTRO ITALIA , 'ABRUZZESI PARTECIPATE!'

Pubblicazione: 15 maggio 2019 alle ore 18:44

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L'AQUILA - "Basta selfie, passerelle elettorali, promesse mai mantenute da politicanti di ogni colore e schieramento. E' ora che i cittadini si facciano sentire, che prendano finalmente coscienza che noi terremotati del 2016-2017 siamo stati abbandonati e la ricostruzione potrebbe non partire mai!".

Suona la carica, con voce rotta dall'amarezza, Dario Tudini, presidente del comitato civico Aringo rinascita, una delle frazioni di Montereale, in provincia dell'Aquila, uno delle decine di borghi terremotati del territorio dell'alto Aterno che vive il dramma dello stallo della ricostruzione, sia a seguito del sisma del 6 aprile 2009, sia di quello che ha devastato la vicina Amatrice il 24 agosto 2016, a cui hanno fatto seguito le scosse dell'ottobre 2016 e del gennaio 2017.

L'appuntamento, "dove essere tanti e arrabbiati", è per sabato mattina 18 maggio, a Roma, in piazza Montecitorio, per la manifestazione "Su la testa" , organizzata dal coordinamento dei comitati civici che rappresentano i territori terremotati di Lazio, Abruzzo, Marche e Umbria, del cosidetto cratere del Centro Italia, contro "l’ennesimo Governo assente, che promette e non mantiene, e lascia al proprio destino un territorio così vasto dell’Italia Centrale", per denunciare che "la ricostruzione è inesistente", e che "il modello di ricostruzione è imploso su se stesso e andrebbe cambiato radicalmente".

Dalle altre regioni del cratere partiranno migliaia di persone. Dall'Abruzzo invece non stanno arrivando le adesioni auspicate, rivela amareggiato Tudini.

"Questo è molto preoccupante, neanche i sindaci sembrano poco interessati. In generale il motivo è forse che oramai la popolazione è scoraggiata, ritiene che oramai non ci sia più nulla da fare. Nell'alto Aterno e anche nel teramano, del resto, non parte ancora la ricostruzione a seguito del sisma del 2009, e il sisma del 2017 ha peggiorato ancor di più le cose. Sono passati dieci anni, e nessuno è riuscito a tirare fuori un ragno dal buco. Da Marche, Lazio e Umbria saranno in tanti ad andare a Roma, stanno organizzando decine e decine di pullman. Loro forse la speranza non l'hanno ancora persa. Hanno lo spirito che aveva noi qualche anno fa, e che dobbiamo recuperare".

Del resto a Montereale gli aggregati che sono stati riparati, in ben dieci anni, si contano sulle dita di una mano, e il  70% delle abitazioni è ancora inagibile.

Nella vicina Campotosto l’80% degli edifici è terremotato. E solo nell'autunno scorso hanno rimesso le macerie lasciate dietro di se dai due terremoti. Molte, la maggior parte, erano seconde case, abitate soprattutto d'estate grazie al turismo di ritorno. Ma da due anni qui non torna più nessuno. Tra le richieste al governo e Parlamento, da parte dei comitati civici del cratere del centro Italia, l'approvazione in tempi strettissimi una serie di misure che potrebbero garantire un più rapido rilancio del territorio, la divisione del cratere in fasce di gravità dei danni, un reddito di cratere, sgravi fiscali per le aziende che assumono terremotati nel cratere, lo stop allo smantellamento dei servizi pubblici e al loro ridimensionamento nei comuni colpiti dal sisma, una zona franca a sostegno delle piccole attività imprenditoriali, il potenziamento del supporto psicologico e molto altro ancora. Quanche segnale positivo, va però detto, si comincia ad itravedere anche in Abruzzo. Ad inizio maggio scorso è stato annunciato il potenziamento l'Ufficio speciale della ricostruzione di Teramo, ora diretto da Vincenzo Rivera, ex direttore generale della Regione,  che avrà si spera a breve un organico di 65 dipendenti, e diventare finalmente una macchina efficiente capace di smaltire migliaia di pratiche che giacciono a prendere polvere da anni. Un segnale positivo è arrivato ieri con l'approvazione dello stanziamento da parte della Giunta regionale d'Abruzzo, di ben 51 milioni di euro proventi dalle risorse della Protezione civile nazionale, per l'acquisto di 240 alloggi, nel cratere 2016 abruzzese, da assegnare ad un migliaio di sfollati abruzzesi, che ancora sono in albergo, in case in affitto, percependo l'assegno mensile di autonoma sistemazione, per i mancati interventi nel patrimonio abitativo danneggiati dal sisma. Evitando di costruire altre costose casette post-sismiche, le famigerate Sae (Soluzioni abitative di emergenza).

I problemi però sono ancora tanti.

"Ancora irrisolto - spiega Tudini - è il problema della normativa da applicare per la ricostruzione del nostro territorio, se quella realitiva al sisma 2009 o quella introdotta nel 2016. Gli uffici comunali hanno personale insufficiente, e non adeguatamente preparato sulle pratiche edilizie post-sisma. Per di piu gli uffici chiudono il sabato, che l'unico giorno in cui tanti sfollati o residenti altrove, possono tornare nell' alto Aterno, a sbrigare le pratiche burocratiche". "Io abito a Roma per lavoro, durante la settimana, e tornavo tutti i fine setitimana. Gli oriundi come me sono migliaia, paesani a tutti gli effetti. Ebbene, ora quasi più nessuno puo tornare, perche' ha la casa inagibile, e non ha aternative logistiche, nemmeno un labergo, o strutture provvisorie che non e' stato permesso di realizzare. Anche per questo pian paino questa terra sta morendo", conclude Tudini



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