Notice: Use of undefined constant HTTP_X_REAL_IP - assumed 'HTTP_X_REAL_IP' in /var/www/abruzzoweb.it/app/controllers/notizie/notizia.php on line 25 SCONTRO PD-COMUNE SU AREE INQUINATE DI BUSSI, LAGATTA, ''SENZA ACQUISIZIONE NIENTE BONIFICA'' Abruzzo Web Quotidiano on line per l'Abruzzo. Notizie, politica, sport, attualitá.

SCONTRO PD-COMUNE SU AREE INQUINATE DI BUSSI, LAGATTA, ''SENZA ACQUISIZIONE NIENTE BONIFICA''

Pubblicazione: 25 ottobre 2018 alle ore 11:56

BUSSI SUL TIRINO - "Lanciamo un appello all’amministrazione comunale di Bussi per quanto riguarda le discariche 2A e 2B a monte del sito industriale. Poiché il Comune, nonostante l’assenza di una data certa per l'inizio dei lavori di bonifica e nonostante il contratto con la ditta aggiudicataria dei lavori non sia ancora stato firmato, ha firmato l'atto notarile per diventare proprietario dei terreni, non rispettando così quello che è scritto nell'accordo ministeriale, chiediamo di annullare l'atto per una maggiore tutela dell'ente".

Lo chiede il Partito democratico dopo che la Corte di Cassazione ha assolto 4 imputati e dichiarato la prescrizione per altri 6, tutti ex vertici Montedison, che erano accusati di disastro ambientale.

"In assenza di inizio lavori il Comune, come proprietario dei terreni, ma 'non responsabile dell'inquinamento', è tenuto a fare i lavori di messa in sicurezza. Oltre al danno, dunque, la beffa", sostengono in una nota i segretari regionale, Renzo Di Sabatino, provinciale, Enisio Tocco, e del circolo bussese, Luigi Moscone.

Ma non si è fatta attendere la replica del sindaco di Bussi, Salvatore Lagatta, che si è detto "sconcertato" dalla richiesta del Pd: "Perpetuando un abbaglio grossolano inventa una accusa all’amministrazione comunale di Bussi totalmente infondata".

La prescrizione non può cancellare il danno subito dagli abruzzesi ed è impensabile immaginare che i colpevoli, a questo punto, non avranno neanche l’obbligo di bonificare il nostro territorio, pesantemente martoriato. Per questo continueremo a batterci come abbiamo fatto in questi anni, affinché chi ha avvelenato restituisca dignità a quelle aree, mettendole innanzitutto in sicurezza, e un futuro ai cittadini abruzzesi", si legge nella nota degli esponenti del Pd.

"Al netto delle prescrizioni e di alcune assoluzioni la sentenza conferma che fu disastro ambientale e, quindi, siamo più che mai convinti di non poter abbandonare le armi: agiremo in ogni sede opportuna per pretendere che chi ha sfruttato illegalmente il nostro territorio oggi si faccia carico del futuro di quell’area, dalla bonifica alla realizzazione di nuove attività e, di conseguenza, di nuovi posti di lavoro".

"Non prestiamo ovviamente la minima attenzione alle chiacchiere e alle calunnie di 'personaggetti' che rappresentano solo sé stessi", è la replica al vetriolo di Lagatta, "ma il Partito democratico ha gestito per anni il potere in Abruzzo ad ogni livello amministrativo (comunale, provinciale e regionale) e oggi, dopo 'facili' concessioni idriche, distrazioni sui disastri ambientali, inerzia sulla progressiva deindustrializzazione e dopo anni e anni di ritardi sulla mancata caratterizzazione, messa in sicurezza permanente e bonifica del sito industriale, si sveglia dal proprio torpore solo per lanciare accuse all’amministrazione comunale di Bussi".

"E lo fa riciclando insinuazioni fantasiose e calunniose, diffuse da singoli esponenti di partiti di governo e da fonti indegnamente anonime, che possono avere l’unico risultato di ritardare ancora bonifica e reindustrializzazione a danno dell’intera collettività".

"Come abbiamo già ampiamente e dettagliatamente spiegato", continua il sindaco, "l’atto notarile di acquisizione delle aree inquinate 2A e 2B è stato chiesto formalmente al Comune dal Ministero dell’Ambiente per rendere legittimo l’utilizzo dei 44 milioni di finanziamento pubblico (più 1,5 milioni deliberati dalla Regione) e rispetta fedelmente l’accordo di programma con il Ministero".

"Senza l’acquisizione del terreno da parte del Comune, come sarebbe stato possibile per il Ministero stipulare il contratto con la ditta vincitrice della gara per la bonifica a cui è stata aggiudicato l’appalto fin da febbraio 2018?", domanda ancora, in evidentemente modo retorico, Lagatta.

"L'acquisizione delle aree è dunque da considerarsi la condizione formale ed indispensabile per poter firmare il contratto di appalto da parte del Ministero", ricorda infatti il sindaco.

"Ma l’aspetto surreale del comunicato è che il Pd non spende nemmeno una parola sul vero problema, su cui il Comune si batte da mesi (seguito poco tempo fa dal presidente Lolli) e cioè l’inspiegabile e inaccettabile ritardo di 8 mesi nella firma del contratto di affidamento dei lavori da parte del Ministero. Come mai il Pd evita di chiedere al Ministero dell’Ambiente di firmarlo?".

"È questo l’unico vero problema, ma incredibilmente il Pd tace, accusando invece il Comune di aver fatto esattamente quanto previsto dall’accordo di programma, per la cui completa attuazione manca solo, appunto, il contratto che deve firmare il Ministero. Accodandosi alla linea del consigliere Pettinari".

"Nel frattempo l’amministrazione ha già attivato un contenzioso con il Ministero richiamando lo stesso a rispettare i compiti previsti dalla legge per chi esercita il ruolo di stazione appaltante. A proposito poi della 'beffa' ribadiamo ciò che tutti i cittadini di Bussi sanno bene: il Comune non ha, e non può avere, alcun 'obbligo di messa in sicurezza' delle aree acquisite, in quanto si tratta di terreni dove è prevista la bonifica totale ed un’ulteriore messa in sicurezza sarebbe solo un ennesimo spreco di soldi e l’alibi per rimandare la bonifica".

"L’annullamento del passaggio delle aree e sempre possibile viste le clausole di salvaguardia previste nell’accordo di programma, (inserite da questa amministrazione), ma deve essere chiaro che ciò vanificherebbe quanto già fatto da questa amministrazione, privandoci di svolgere un ruolo attivo e di controllo nella fase di bonifica".

"Ma il quartier generale del Pd regionale sa dov’è Bussi e dove sono le aree inquinate? Conosce la storia passata e recente di questo territorio? Gli abusi, le omissioni le complicità che hanno permesso di devastare un territorio senza renderne conto a 'nessuno'? Sa il Pd regionale che per individuare il responsabile dell’inquinamento la Provincia ha impiegato decenni? Se non lo sa si informi", conclude il sindaco.

LA CONTROREPLICA DI MOSCONE

"Invece di tacere e nascondere la faccia dopo aver combinato un disastro su questa vicenda il sindaco continua nella mistificazione".

Lo scrive in una nota di controreplica Luigi Moscone.

"Se da un lato è vero che i terreni per essere bonificati dovevano essere di proprietà pubblica, dall'altro il Ministero proprio per garantire il Comune dai rischi ai quali poteva esporsi aveva espressamente 'vietato' di sottoscrivere l'atto di acquisto dei terreni Solvay prima che si fosse sottoscritto il contratto di inizio lavori di bonifica".

"Cosa che ad oggi non è ancora avvenuta. Questo 'divieto' - spiega Moscone - è contenuto in un accordo di programma (art.2 com. 4) sottoscritto tra gli altri proprio dal sindaco che quindi doveva sapere. Ci piacerebbe conoscere su questo punto il parere dell'avvocato del comune e se era presente a Rosignano durante la stipula".

"In realtà, il sindaco ha voluto accelerare l'acquisto delle aree Solvay nonostante un noto studio di professionisti lo avesse messo in guardia rifiutandosi di sottoscrivere l'atto. Niente, in due giorni Solvay trova un altro professionista a Rosignano Solvay e l'atto viene sottoscritto dal dirigente del Comune, dopo delibera di giunta che gli da il mandato, e udite udite vengono inserite nello stesso altre particelle, non certo pulite, violando ancora una volta l'accordo fatto al Ministero che ne conteneva un elenco ben preciso".

"Tutto questo - continua Moscone - avviene sotto il periodo elettorale. Perché questa accelerazione? Capiamo benissimo sia la posizione di Solvay, che si è sbarazzata di siti scomodi promettendo di 'donare' al Comune 300.000,oo euro solo dopo l'acquisto dei terreni, cosa puntualmente avvenuta sempre sotto campagna elettorale, sia a questo punto la fretta del sindaco pronto a sbandierare opere pubbliche grazie a quelle risorse".

"Questi sono i fatti che ci hanno esposto a gravi rischi sul mantenimento in sicurezza dei siti inquinati, cosa che prima faceva Solvay in quanto proprietaria. Un mero e bieco calcolo elettorale. Nonostante queste gravi leggerezze, e inadempienze si chiede al Pd di sollecitare il Ministero, cosa tra l'altro fatta, mentre lui che non trova mai udienza e che amministra questo paese dichiara che ha attivato un contenzioso con il Ministero, facendo ingrossare le tasche di avvocati".

"Continui così, ma speri che il Ministero non ci chieda in qualità di proprietari di quei terreni di completarne la copertura e il mantenimento della messa in sicurezza", aggiunge Moscone.

"Allora ci sarà da ridere se la cosa non fosse drammatica da farci piangere. Noi sappiamo benissimo di cosa parliamo quando si parla di aree inquinate e siamo assolutamente favorevoli, come più volte dimostrato, che presto inizino i lavori di bonifica così come siamo consapevoli e preoccupati dei ritardi e dei rischi ai quali la tua negligenza e supponenza, unita alla incapacità di ascoltare rischiano di compromettere. Ma come al solito la colpa è sempre di qualcuno", conclude Moscone.



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