Notice: Use of undefined constant HTTP_X_REAL_IP - assumed 'HTTP_X_REAL_IP' in /var/www/abruzzoweb.it/app/controllers/notizie/notizia.php on line 25 SISMA L'AQUILA: EX MINISTRO BARCA, ''OBBLIGO DURC A MACCHIA? E' INCOMPRENSIBILE'' Abruzzo Web Quotidiano on line per l'Abruzzo. Notizie, politica, sport, attualitá.

SISMA L'AQUILA: EX MINISTRO BARCA, ''OBBLIGO DURC A MACCHIA? E' INCOMPRENSIBILE''

Pubblicazione: 12 ottobre 2018 alle ore 09:31

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L’AQUILA - “Non è chiaro cosa sia giusto in Italia, ma decidiamolo tutti insieme, decidiamo quali sono i diritti di un cittadino colpito da eventi straordinari, come il sisma, anche in modo da rendere la solidarietà un elemento definitivo e non una faticosa rivendicazione, per cui ogni volta devo preoccuparmi perché non so quali sono i miei diritti”.

Entra a gamba tesa sul tema della differenza normativa tra un terremoto e un altro, l’ex ministro per la Coesione territoriale, Fabrizio Barca, che in questi giorni è all’Aquila in occasione della terza edizione del “Festival della Partecipazione”, evento chiave per il capoluogo abruzzese, che riaccende i riflettori sui problemi del territorio, grazie ad una discussione che parte dai cittadini e per i cittadini, protagonisti della cosiddetta “democrazia partecipata”.

In particolare, l’ex ministro, rispondendo alle domande di AbruzzoWeb, parla della polemica che si è sollevata nelle scorse settimane sull’ordinanza numero 58 del 4 luglio 2018 del commissario straordinario alla Ricostruzione dei territori interessati dal sisma del Centro Italia, Paola De Micheli, che ha introdotto il Documento unico di regolarità contributiva (Durc) Congruità nei cantieri del terremoto, mentre per il cratere del 2009 non c’è più.

“Il fatto che l'obbligatorietà del Durc sia stata tolta ad un certo punto è incomprensibile, perché si tratta di uno strumento che consente di avere maggiore tranquillità per i i lavoratori impiegati in un cantiere della Ricostruzione”, ha spiegato Barca.

 Ma all’ordinanza riguardante il Centro Italia si sono opposti gli Ordini professionali, secondo i quali il provvedimento ha attribuito, proprio attraverso il Durc Congruità, “incarichi e compiti ai direttori dei lavori che esulano dalle loro attribuzioni normative e che li espongono a conseguenze sanzionatorie ingiuste” e con un ricorso al Tribunale amministrativo regionale del Lazio hanno richiesto l’annullamento del provvedimento.

Alla base dello scontro, che vede professionisti da una parte, sindacati e alcuni rappresentanti politici dall’altra, c’è soprattutto l’obbligatorietà o meno del Durc stesso anche per altri crateri sismici, come quello del 2009 dell’Aquila.

Proprio nel capoluogo abruzzese, infatti, le imprese impegnate nella Ricostruzione hanno avuto l’obbligo di presentare il documento fino al 31 dicembre 2016, poi, con una legge nazionale è stato varato il Durc on line (Dol).

Proprio nei giorni scorsi, durante il quinto Congresso della Fillea Cgil, che si è tenuto a Cagnano Aminterno (L’Aquila), comune che rientra nel “doppio cratere” e quindi è sottoposto sia a norme previste per il sisma del 2009, sia per quelli del 2016 e del 2017, il segretario, Emanuele Verrocchi, riconfermato alla guida del sindacato degli edili per altri 4 anni, è tornato a chiedere la reintroduzione dell’obbligatorietà di quello di Congruità, come “valido contrasto al lavoro nero, grigio e a tanta precarietà, fenomeni che nel cantiere più grande d’Italia sono molto preoccupanti”.

Dichiarazioni che sono state condivise anche dalla deputata dem, Stefania Pezzopane, responsabile nazionale Pd dipartimento Terremoti e Ricostruzione, che è tornata sulla discussa misura che, secondo l’ex senatrice aquilana, “protegge i lavoratori e garantisce le imprese sane”.

“Come si dice scherzando bisogna essere in due a ballare il tango, la città ha bisogno di ricavare qualcosa da questo festival e il festival ha bisogno di ricavare qualcosa da questa città, non in termini economici, ma di esperienza e insegnamento. Io penso, e per questo sono qui dopo tre anni, che questa connessione ci sia e sia cresciuta; domani alle 17,30 ci saranno 20 lavoratori che avranno l'occasione di parlare di sé stessi, sono gli stessi che riempiono la città e la stanno ricostruendo, parleranno delle loro condizioni di sicurezza, della loro retribuzione, della loro passione e magari della loro voglia di rimanere a vivere in questa città, questo è un elemento di connessione importante”, ha aggiunto Barca. 

Il riferimento è all'incontro “Il lavoro nelle ricostruzioni post-sisma”, che si terrà domani, venerdì 12 ottobre, dalle 17,30 alle 19,30, all'Auditorium e che vedrà protagonista un gruppo di lavoratori dei cantieri aquilani, le loro storie e le loro esperienze.

“Sabato ci sarà, poi, un momento fondamentale per L'Aquila e per tutta la nazione; parleremo del fatto che non è possibile che l'Italia ogni volta ricominci da capo con i sismi. Questo Paese ha avuto 13 terremoti micidiali, se leviamo i primi due, ne ha avuti 11, nei quali ogni volta sono morte mediamente 340 persone, sono state cacciate loro case 45.000 persone, all’Aquila furono 75.000 e sono state rotte relazioni, eppure l’Italia ogni volta ricomincia da capo, ridisegna la governance, ridisegna i diritti, ripensa come si fa lo sviluppo, ma non è normale”, ha precisato ancora Barca. 



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