Notice: Use of undefined constant HTTP_X_REAL_IP - assumed 'HTTP_X_REAL_IP' in /var/www/abruzzoweb.it/app/controllers/notizie/notizia.php on line 25 SISMA: PETROCCHI, ''AQUILANI HANNO RESILIENZA NEI GENI, MAI BANDIERA BIANCA'' Abruzzo Web Quotidiano on line per l'Abruzzo. Notizie, politica, sport, attualitá.
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SISMA: PETROCCHI, ''AQUILANI HANNO RESILIENZA NEI GENI, MAI BANDIERA BIANCA''

Pubblicazione: 19 settembre 2019 alle ore 13:07

L'AQUILA - "Gli aquilani sono gente tenace, gente dignitosa, che non si arrende, la bandiera bianca non è mai stata issata sulla città, che è stata rasa al suolo in passato, ma ogni volta è risorta, animata da una fede e da valori umani radicati in un'esperienza forte. È alto l'indice di resilienza nel gene di questa comunità ecclesiale e civile, sono onorato di essere aquilano di appartenenza e vescovo di questa comunità. L'Aquila non solo si vuole raccontare, ma si espone allo sguardo degli altri per essere aiutata a capirsi meglio e allo stesso tempo per far comprendere all'esterno cosa accade quando un evento catastrofico si abbatte su una città: come bisogna reagire, quali errori vanno evitati e quali sono le piste da percorrere. La dignità e l'impegno di fare della propria storia una pagina importante deve essere letta dai propri abitanti e dagli altri".

Così l' Arcivescovo dell'Aquila, il cardinale Giuseppe Petrocchi, nel corso del suo intervento nella seconda tappa della Giornata Nazionale organizzata dall'Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l'edilizia di culto, in corso di svolgimento nel capoluogo abruzzese.

"Consentitemi una breve metafora: come uomini abbiamo uno sguardo che ci consente di avere una prospettiva tridimensionale, perché abbiamo due occhi, che inviano al cervello due immagini diverse che successivamente vengono sovrapposte ed unificate. Se avessimo solo un occhio non avremmo la profondità; il mito parla di un gigante, Polifemo, che aveva un solo occhio e non aveva la dimensione di profondità, ecco la sindrome di polifemo c'è quando osserviamo situazioni con il nostro occhio senza accettare lo sguardo dell'altro, che dovrebbe combinarsi, invece, in un'azione unitaria", ha aggiunto.

"L'Aquila ha quindi bisogno di guardarsi e di essere guardata per avere quella profondità prospettica che consenta di basarsi sul passato per vedere il futuro. Abbiamo bisogno di una valutazione che ci raggiunge da fuori ma che non sia polemica o estraneo. Ringrazio il segretario regionale del Mibac, Stefano D'Amico, che oggi apre a voi le porte del Duomo, che è una ferita ancora aperta", ha concluso il cardinale. (a.c.p.)



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