Notice: Use of undefined constant HTTP_X_REAL_IP - assumed 'HTTP_X_REAL_IP' in /var/www/abruzzoweb.it/app/controllers/notizie/notizia.php on line 25 TAGLIO DEI PARLAMENTARI, L'ABRUZZO SI DIVIDE: MALUMORI M5S, FORZA ITALIA DICE NO Abruzzo Web Quotidiano on line per l'Abruzzo. Notizie, politica, sport, attualitá.
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LA LEGA COMPATTA PER IL SI', MA PREOCCUPA IL DEFICIT DI RAPPRESENTANZA: LA REGIONE AVRA' MENO DEPUTATI E SENATORI DEL TRENTINO

TAGLIO DEI PARLAMENTARI, L'ABRUZZO SI DIVIDE: MALUMORI M5S, FORZA ITALIA DICE NO

Pubblicazione: 09 ottobre 2019 alle ore 11:44

L’AQUILA - L’Abruzzo è una delle regioni italiane più penalizzate dal taglio dei parlamentari votato a larga maggioranza dalla Camera che ha dato il via libera definitivo. In regione si passerà da 14 deputati e 7 senatori a 9 deputati e 4 senatori. 

Non tutta la politica nostrana, però, si è allineata alla riforma, condividendola. 

Due autorevoli esponenti del Movimento 5 Stelle, partito che ha bollato la legge come un trionfo epocale, Andrea Colletti e Gianluca Vacca, avevano avvertito già alla vigilia, mettendo nel mirino il deficit di rappresentanza, in particolare per quanto riguarda le regioni territorialmente meno estese, come l’Abruzzo. 

“Diverse sono le criticità del provvedimento - ha detto Colletti - una tra queste è quella relativa ai senatori a vita. Attualmente nominabili dal presidente della Repubblica sono cinque. Con la riduzione dei senatori essi, rimanendo nel numero massimo di cinque, rappresenteranno, rispetto ai senatori eletti, il 2,5%, aumentando esponenzialmente la loro incidenza. Per dire: saranno più i senatori a vita che senatori eletti democraticamente nella Regione Abruzzo, che sono quattro". 

Colletti anche fatto notare come in base al principio che ogni regione e ogni provincia autonoma debbano avere almeno tre senatori, l’Abruzzo resti indietro rispetto, per esempio, al Trentino Alto Adige che avrà ben sei senatori con una popolazione inferiore a quella dell’Abruzzo.

Anche in fase di votazione il deputato ha attaccato: “Ci sono altri colleghi nel mio gruppo che hanno dubbi, e mi faccio latore anche dei loro dubbi” ha detto in aula annunciando il non voto. Colletti si è domandato se non fosse meglio puntare ad altre riforme, per esempio al superamento del bicameralismo perfetto o al monocameralismo.

“Avrebbe portato a risparmi molto superiori” e a una maggiore efficiente. 

“E poi è più efficiente un Senato di 200? Come faranno a svolgere ruolo di controllo? Saranno più esposti alle lobbies. Questo dibattito sarebbe dovuto essere fatto, ma non è stato possibile farlo”. Quanto ai correttivi su cui si è accordata la maggioranza, “andavano inseriti nella riforma, perché stiamo parlando della Costituzione, non di un regolamento di condominio”, chiude il deputato pescarese.

Tutta la Lega ha votato sì, compresi gli abruzzesi: Luigi D’Eramo, Giuseppe Bellachioma, Alberto Bagnai.

La riforma appena varata prevede, in Abruzzo, una rappresentanza parlamentare di un deputato ogni 145.000 abitanti e un senatore ogni 327.000 abitanti.

La nostra regione, dunque, avrà un taglio della rappresentanza del 39,3%, a differenza di una media nazionale del 36,5%. Basti pensare che le prime cinque città abruzzesi insieme sommano circa 349.000 abitanti.

Anche il coordinatore regionale di Forza Italia, il senatore Nazario Pagano, capogruppo nella commissione Affari costituzionali, si è detto fortemente contrario al provvedimento: “La scelta di ridurre i parlamentari non è altro che propaganda e pericolosa demagogia. Il provvedimento è un vero attacco alla democrazia rappresentativa, con risparmi irrisori per i cittadini”.

Ha detto sì alla riforma anche la deputata aquilana del Pd Stefania Pezzopane: “Voto a favore della riduzione del numero dei parlamentari. Sono convinta che sia giusto. Ma non per il banale e qualunquista obiettivo di tagliare le poltrone, quanto invece per rendere più efficiente il nostro sistema parlamentare. Lo considero il primo passo di un disegno più ampio per rafforzare il ruolo del parlamento, contro ogni idea antiparlamentare ed antidemocratica. Del resto, la prima a parlare di riduzione del numero dei parlamentari è stata Nilde Iotti a metà degli anni Ottanta, poi Mino Martinazzoli, poi Prodi e il programma dell’Ulivo, poi Renzi con la trasformazione di Palazzo Madama in “Senato delle Autonomie”. Ovviamente, così come da accordo politico di maggioranza, vanno però subito approvati alcuni provvedimenti per rendere la riduzione dei parlamentari efficace e che non diventi riduzione della democrazia: riequilibrio dei collegi, riequilibrio delle Regioni nell’elezione del presidente della Repubblica, riforma elettorale e riforma dei regolamenti parlamentari. Sono fiduciosa. Il ruolo del parlamentare è molto importante ed è giusto dare un segnale”.

La pensa così anche il nuovo leader abruzzese di Italia viva, il partito di Matteo Renzi, Camillo D’Alessandro: “Senza adeguati correttivi costituzionali e senza la nuova legge elettorale avremmo un mostro”.



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