Notice: Use of undefined constant HTTP_X_REAL_IP - assumed 'HTTP_X_REAL_IP' in /var/www/abruzzoweb.it/app/controllers/notizie/notizia.php on line 25 TEATRO: ''L'ARMINUTA'' DEBUTTA A L'AQUILA PER IL TSA, DI PIETRANTONIO, ''GRANDE EMOZIONE E GRANDE ONORE'' Abruzzo Web Quotidiano on line per l'Abruzzo. Notizie, politica, sport, attualitá.
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TEATRO: ''L'ARMINUTA'' DEBUTTA A L'AQUILA PER IL TSA, DI PIETRANTONIO, ''GRANDE EMOZIONE E GRANDE ONORE''

Pubblicazione: 25 febbraio 2019 alle ore 06:15

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L'AQUILA - "Non sono gelosa dei miei testi, anzi mi piace che possano farsi conoscere anche con altre vesti. È per me una grande emozione e un grande onore vedere il mio libro L'Arminuta trasposto nel linguaggio teatrale. Sono molto felice che il Teatro Stabile d'Abruzzo abbia voluto fare questo dono al libro, mi piace molto anche la scelta dell'attrice che conosco, stimo e apprezzo".

È emozionata Donatella Di Pietrantonio, sentita da AbruzzoWeb, alla vigilia del debutto teatrale del suo L'Arminuta, che dopo la vittoria del Campiello nel 2017, debutta per una produzione del Tsa con un'anteprima all'Aquila, prima della tournée nazionale, giovedì 28 febbraio alle 21 e in replica venerdì 1 marzo al Ridotto.

Ci sarà anche lei giovedì per la prima di questo nuovo allestimento del Teatro Stabile d’Abruzzo che ha deciso di investire sul talento partendo dal romanzo, con la riduzione per la scena di Giacomo Vallozza.

Sul palco, protagonista, ci sarà Lucrezia Guidone, che ne cura anche la regia, una delle attrici considerate attualmente più interessanti della scena italiana, di origine abruzzese, lanciata da Luca Ronconi, premio Ubu nel 2012 come attrice under 30, premio Maschere del Teatro Italiano, Premio Duse, Premio Flaiano, Premio La Repubblica “Giovane talento”.

In scena con lei Beatrice Vecchione, diplomata alla scuola del Teatro Stabile di Torino e protagonista già di importanti spettacoli anche sulla scena estera. Il coordinamento artistico è affidato a Alessandro Businaro, la scena è disegnata da Gregorio Zurla, le luci sono di Pamela Cantatore il sound designer è Dario Felli.

In prima persona la giovane protagonista narra, seguendo un articolato filo cronologico, con un linguaggio asciutto e intensamente espressivo, la sua insolita storia. Lei è "l’arminuta", la ritornata, colei che da una vita di città, che ha sempre creduto la sua, si trova a tornare nel paesello d’origine alla sua famiglia naturale.

Deve così ad affrontare una vita aspra, in un ambiente povero ed estraneo se non ostile. Solo la sorella Adriana, di poco più piccola, il fratello grande Vincenzo e il piccolo Giuseppe si distinguono, in modi diversi, in questa famiglia disordinata e confusa, e con loro la tredicenne, di cui non viene mai specificato il nome e che è individuata solo con il soprannome, riesce a stabilire relazioni.

Particolarmente difficile è il rapporto con la madre, anch'essa senza nome, posta a confronto con l'altra madre, quella adottiva, emblema di affetto, cura e protezione.

"Il testo teatrale non sarà molto diverso dal libro - spiega l'autrice - rispettoso dei tempi e anche delle emozioni. È solo una naturale riduzione, non è un riassunto o un copia e incolla facendo dei tagli. Chi si occupa di ridurre un testo letterario a testo teatrale ha una sua visione e la riporta nel lavoro che fa. Ma io sono assolutamente contenta di come è stata fatta e e sono sicura che anche lo spettacolo incontrerà il gradimento del pubblico".

E dopo il teatro, come svelato dalla Di Pietrantonio, c'è il progetto di portare il libro sul grande schermo per una trasposizione cinematografica, ancora massimo riserbo sulle modalità; se sarà un film per il cinema o un adattamento per la televisione.

"Mi riempie di orgoglio e onore che un mio romanzo possa essere esposto in un'altra modalità; che sia essa il cinema, il teatro o la lettura o anche sotto forma di un quadro. È sempre arte, che si presta anche a mescolasi, a fondersi, creando sempre una magica unicità, che consente di vedere che cosa sia la suggestione della lettura e cosa possa generare in un'altra modalità".

E intanto l'autrice va avanti, e continua a scrivere, anche se ancora non si conosce la data della prossima pubblicazione; "la stesura di un libro è un momento molto intimo, come una lunga gestazione tra me e i contenuti che metto nero su bianco. Mi piace farlo, nonostante in Italia si legga poco, ma non per colpa dei social, come tanti dicono, già da prima".

Attualmente sul suo comodino c'è il libro di Manuel Vilas In tutto c'è stata bellezza, "la storia familiare dello scrittore, nella quale la bellezza diventa una delle chiavi per leggere la vita dell'autore".

L’Arminuta è una storia che parla di vita, di appartenenza, di amori e di rabbia in un Abruzzo poco conosciuto, ruvido e vero, quello stesso Abruzzo "verace" sapientemente descritto anche da Ignazio Silone in Fontamara, un richiamo non causale, ma un personaggio quello di Silone, non solo come figura chiave  e simbolo della cultura del territorio, ma molto caro all'autrice.

"Silone ha lasciato un segno nella mia vita di lettrice adolescente - spiega - per quelle che sono le mie origini, il mio luogo di nascita, una contrada dell'Abruzzo teramano".

"Per me è stato molto facile identificarmi con i suoi personaggi, i 'cafoni' fontamaresi di cui per altro in questo periodo la compagnia teatrale Lanciavicchio di Avezzano sta portando nei teatri uno spettacolo", conclude.



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