Notice: Use of undefined constant HTTP_X_REAL_IP - assumed 'HTTP_X_REAL_IP' in /var/www/abruzzoweb.it/app/controllers/notizie/notizia.php on line 25 TEATRO ZETA DI MONTICCHIO: FAVOLE DI NATALE DI D'ANNUNZIO RACCONTATE DA GRAVINA E MORGESE Abruzzo Web Quotidiano on line per l'Abruzzo. Notizie, politica, sport, attualitá.
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TEATRO ZETA DI MONTICCHIO: FAVOLE DI NATALE
DI D'ANNUNZIO RACCONTATE DA GRAVINA E MORGESE

Pubblicazione: 10 dicembre 2019 alle ore 13:27

L'AQUILA - Favole Di Natale a firma del poeta pescarese Gabriele D’Annunzio e altri autori, raccontate da Vanessa Gravina e Manuele Morgese, per la regia di Livio Galassi e musiche dal vivo eseguite da Pablo Corradini.

Questo propone il 12 dicembre  a partire dalle ore 21, il Gran Cinema Teatro Zeta – Parco delle Arti, di Monticchio, comune a pochi chilometri dall'Aquila.

"Non c'è stato movimento letterario che D'Annunzio - si legge nella nota - non abbia toccato o precorso, a cominciare dal verismo per finire con la prosa d'arte. E non si può neppure trascurare ciò che di romantico in senso nazional-popolare persiste in lui. Il contatto con le tradizioni popolari e con la poesia dialettale, maestro Cesare De Titta, segna in modo indelebile gli esordi del D'Annunzio narratore, come testimoniano "Terra Vergine" e le "Novelle della Pescara", dove, al di là dell'impianto naturalistico, l'autore solidarizza intimamente con quell'immaginario collettivo svelato da Antonio De Nino e Gennaro Finamore nelle sue "Tradizioni popolari abruzzesi". 

"Rare volte questo D'Annunzio ha toccato le corde del fantastico o, per meglio dire, del meraviglioso puro, e perciò queste "Favole di Natale", rappresentano un unicum nella sua produzione. Tutte le "favole" della raccolta attingono a quel patrimonio di fiabe popolari che dopo tanti anni e in un clima letterario tanto mutato furono sottratte all'oblio da Italo Calvino. Si tratta, in particolare, di leggende popolari abruzzesi o rielaborate in terra d'Abruzzi, alcune delle quali conosciute di prima mano. Ma la trascrizione che ne fa D'Annunzio è una ri-creazione. Le sue "favole" recepiscono pienamente la vaghezza della fonte (orale) e sono nello stesso tempo inconfondibilmente dannunziane", conclude la nota.



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