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TERREMOTO: 4 DONNE RIMASTE IN ABRUZZO NEL DOCUMENTARIO ''IO PROMETTO'' DELL'AQUILANA FASCIANI

Pubblicazione: 22 settembre 2018 alle ore 09:00

"Io prometto", 4 donne che hanno deciso di rimanere in Abruzzo nel documentario di Cecilia Fasciani
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L’AQUILA - Quattro donne unite da un unico filo conduttore, la voglia di restare nella propria terra, l’Abruzzo, nonostante i terremoti, lo spopolamento, le difficoltà della vita di tutto giorni, il tutto all'interno del documentario indipendente Io prometto.

Si tratta di un progetto dell'aquilana Cecilia Fasciani, ocumentarista di professione, si è formata alla London Film Academy, questo non è il suo primo lavoro, nel 2017 ha prodotto Notte d’aprile, un docufilm, disponibile su Youtube, che ripercorre in 8 minuti e 59 secondi, la terribile notte del 2009, con una panoramica sulle scuole del capoluogo ancora alle prese con la ricostruzione e la mancanza di sedi sicure.

Questa estate ha ricevuto il premio del pubblico per il corto Broken Halos, allo "Strano Film Festival", evento per i cortometraggi dedicati alla terra, che si è tenuto a Capestrano,

Io prometto è un progetto completamente autofinanziato, uscito il 17 settembre sulla piattaforma di film indipendenti "Open Ddb: Distribuzioni Dal Basso".

L'anteprima nazionale è stata organizzata per il 9 ottobre, all'Aquila, nell'Aula magna della facoltà di Scienze Umane in viale Nizza, a cui parteciperanno la rettrice Paola Inverardi e i docenti Massimo Fusillo e Emiliano Dante.

"Volevamo che questo progetto potesse dare un messaggio di speranza - spiega ad AbruzzoWeb Cecilia Fasciani - far vedere anche l'altro lato della medaglia. Mostrare il volto e le speranze di chi ha deciso di restare qui, credendo nelle potenzialità del nostro territorio, che seppur martoriato ha ancora tanto da raccontare".

"Si dà voce - aggiunge - alle reazioni di chi non è andato via, reagendo con forza e grinta alla tragedia, si analizzano le motivazioni che le hanno spinte a rimanere nella propria terra, che prima le ha accolte come un grembo materno e poi le ha tradite, strappando loro punti di riferimento, consuetudini, abitudini, gli affetti più cari.

"Io prometto" è la storia di 4 donne, Patrizia VitaAntonietta CentofantiValentina VallerianiAssunta Perilli, di 3 terremoti diversi, L'Aquila nel 2009, Amatrice il 24 agosto 2016 e Campotosto il 18 gennaio 2017.

Si tocca con mano la lotta quotidiana per la "sopravvivenza", la creazione di reti "umane" fatte di solidarietà, in un continuo evolversi.

Frutto di un lavoro della "crew" composta da Giovanni Fania, direttore della fotografia, Matteo Mabilia, assistente alla regia e alla produzione, Valérie Hubert, operatrice di ripresa, e Giovanni Sfarra, tecnico del suono.

I giovani filmmakers hanno percorso in autobus buona parte del Centro Italia, dall'Aquila a Campotosto, passando per Ussita, toccando con mano i disagi ancora palesi della ricostruzione, a due anni dal terremoto di Amatrice e di Campostosto e dopo quasi 10 anni dalla terribile notte del 6 aprile 2009.

Hanno visto e ripreso borghi distrutti e stravolti, constatando che, "passata l’onda mediatica, sembra quasi che questa situazione non interessi più. Nonostante questo, ci sono persone che si impegnano e fanno il possibile affinchè le loro radici tornino a produrre nuova linfa vitale".

"Volevamo un esempio di coraggio - aggiunge la documentarista - che coinvolgesse e che facesse riflettere".

Patrizia Vita aveva un bed and breakfast a Ussita, nel cuore del Parco nazionale dei monti Sibillini, bordo duramente colpito del terremoto del 2016.

Il suo b&b oggi non c'è più, invece lei è rimasta, ha deciso di non lasciare la sua terra, "non sono un reduce o un'eroina. Io qui sono a casa, mi sento a casa, quel posto che hai dentro di te".

Poi ci sono Antonietta Centofanti e Valentina Valleriani, entrambe aquilane.

La prima è da sempre schierata al fianco delle lotte cittadine, per una ricostruzione "partecipata e trasparente", attivissima in molti comitati cittadini. Ha passato gli anni successivi al terremoto del 2009 accanto ai familiari delle vittime della Casa dello studente, il cui crollo costò la vita a 8 ragazzi, la seconda fa parte del comitato Donne TerreMutate, nato nel 2010 e costituito nel 2013, che ancora oggi, dopo 5 anni, lotta per ottenre uno spazio dove costruire la sede della Casa delle donne all'Aquila.

Assunta Perilli aveva un laboratorio a Campotosto, la Fonte della Tessitura, dopo il ritrovamento di un antico telaio, tipico della tradizione del suo paese. Dopo l'università ha imparato i segreti del mestire, così come facevano le nonne di un tempo, con la voglia di tramandare questa antica e raffinata arte in modo che non andasse persa. 

Il laboratorio era un punto di incontro per gli amanti dei tessuti e dei suoi vestiti, tutti pezzi unici fatti a mano, il paese è andato in parte distrutto dal terremoto di gennaio 2017, il laboratorio non c'è più, eppure lei non è andata via.

Telaio in mano, da quasi due anni lotta per avere una sede provvisoria, lì, tra le sue montagne, perchè, "la tessitura, così come si faceva una volta, deve restare nei suoi luoghi".

La "crew" è al lavoro per creare anche un dvd, chi vuole può anche sostenere il progetto, con una piccola donazione, che consente anche di vedere il documentario, al link, https://www.openddb.it/, ad oggi, sono stati raccolti circa 4 mila euro.



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