Notice: Use of undefined constant HTTP_X_REAL_IP - assumed 'HTTP_X_REAL_IP' in /var/www/abruzzoweb.it/app/controllers/notizie/notizia.php on line 25 TERRORISMO: SINDACO PESCARA, ''40 ANNI DI SILENZIO ASSORDANTE, IPERTROFIA MEMORIA'' Abruzzo Web Quotidiano on line per l'Abruzzo. Notizie, politica, sport, attualitá.
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FIGLIO DEL GIUDICE ALESSANDRINI, ASSASSINATO DA PRIMA LINEA AD EVENTO CON FIGLIE DI TOBAGI E GALLI. MAGISTRATO SPATARO, ''NON PUNTARE TUTTO SU INTELLIGENCE''

TERRORISMO: SINDACO PESCARA, ''40 ANNI DI SILENZIO ASSORDANTE, IPERTROFIA MEMORIA''

Pubblicazione: 01 febbraio 2019 alle ore 19:40

PESCARA - "Per contrastare il terrorismo internazionale è sbagliato puntare tutto sull'intelligence, occorre integrare attività di prevenzione e di indagine". 

Così l'ex procuratore di Torino, Armando Spataro, a Pescara, ha detto all'incontro 'I diritti infranti: strategie del terrore e le risposte dello Stato', al quale hanno preso parte, tra gli altri, tre figli di altrettante vittime del gruppo terroristico Prima Linea, Marco Alessandrini, Alessandra Galli e Benedetta Tobagi. 

"Al terrorismo internazionale noi reagiamo con le regole che conosciamo - ha rimarcato Spataro - gli Stati Uniti dopo l'11 settembre hanno fatto ricorso alla tortura, che peraltro neanche una volta ha prodotto risultati - ha proseguito il magistrato - e credono in una smisurata raccolta dati, che non è mai servita ad individuare un attentato, a differenza di una raccolta dati mirata". 

Spataro ha osservato che "noi abbiamo sempre rifiutato tali strumenti, sulla base della nostra cultura giuridica e della nostra capacità investigativa".

"Sugli anni di piombo ci sono posizioni provenienti da un'intellighenzia francese davvero stupida", ha aggiunto il magistrato. 

"Una volta fui invitato a Parigi ad un convegno sugli anni di piombo - ha raccontato Spataro - si parlava del caso Battisti e fior di intellettuali riferirono di un indicibile sistema italiano, privo di diritti e con tanto di tribunali speciali. Io mi permisi di far notare che in Italia non erano mai esistiti quei tribunali speciali e fui contestato - ha aggiunto il magistrato - poi si alzò una persona e disse pubblicamente che avevo ragione io: era Oreste Scalzone, noto leader della sinistra extraparlamentare più dura".  

"Ho la sensazione, basta guardare al caso Battisti, che si evochi e si titilli il sentimento della vendetta, che non ci porta lontano, perché l'odio intossica, è una brutta bestia che ti mangia dentro", ha detto Marco Alessandrini. 

"Chi subisce un lutto ha diritto di dire ciò che vuole - ha proseguito Alessandrini, che è anche sindaco di Pescara - però se pensi di farti giustizia da solo con un telefonino siamo alla rovina della società, perché io sono un uomo delle istituzioni, la mia religiosità laica sono le istituzioni e penso che lo Stato debba perseguire sempre la giustizia e mai la vendetta". 

"Quest'anno è il quarantennale della morte di mio padre e in questi giorni assisto ad una sorta di ipertrofia della memoria, con un fiorire di iniziative per ricordare le vittime degli anni piombo, che però mi hanno fatto pensare a come, nei primi decenni di questo quarantennio, ci sia stato un silenzio assordante", ha proseguito il figlio del giudice Emilio Alessandrini.

Nella seconda parte del convegno hanno preso la parola il consigliere del Csm Filippo Donati e lo scrittore Pierangelo Buttafuoco. Ad aprire i lavori il presidente del Tribunale di Pescara, Angelo Bozza. 

"Ci sono molto tratti che accomunano i nostri genitori - ha osservato Alessandra Galli nel corso di un confronto, moderato dal giornalista Massimo Giannini, caratterizzato da diversi momenti di commozione - tutte e tre erano persone del dialogo, attente nel parlare e disponibili all'ascolto, e questo era molto pericoloso". 

Galli ha poi osservato che "sul piano della memoria venivamo da un periodo di vuoto enorme, in cui ci si sentiva davvero soli e ci erano vicini solo i familiari e magari i vicini di casa". 

Tobagi ha sottolineato che "il terrorismo di quegli anni colpì le eccellenze, perché Alessandrini, Galli e Tobagi erano i migliori, soprattutto nella capacità di leggere e affrontare la complessità". 

Nel corso del confronto si è parlato delle leggi emergenziali di quegli anni e degli sconti di pena di cui beneficiarono i pentiti. 

"Noi siamo contenti che la società sia riuscita ad uscire da quel vortice - ha rimarcato Alessandra Galli - anche grazie a leggi che magari individualmente ci hanno ferito. Non porto rancore e non ho risentimenti - ha concluso - e mi auguro solo che chi ha compiuto quel percorso di rivisitazione critica dei disastri che ha prodotto, lo abbia fatto fino in fondo".



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