Notice: Use of undefined constant HTTP_X_REAL_IP - assumed 'HTTP_X_REAL_IP' in /var/www/abruzzoweb.it/app/controllers/notizie/notizia.php on line 25 TRAGEDIA HOTEL RIGOPIANO: LACCHETTA, ''TELEFONATE? VIGEVA SISTEMA D'ALFONSO'' Abruzzo Web Quotidiano on line per l'Abruzzo. Notizie, politica, sport, attualitá.

SINDACO FARINDOLA INTERROGATO QUESTA MATTINA. EX PRESIDENTE PROVINCIA DI MARCO, ''CHIARITO OGNI ASPETTO''; IL GESTORE DI TOMMASO, ''RIFIUTATE NUOVE PRENOTAZIONI''; LEGALI D'INCECCO, ''MALATO HA FATTO POSSIBILE''

TRAGEDIA HOTEL RIGOPIANO: LACCHETTA, ''TELEFONATE? VIGEVA SISTEMA D'ALFONSO''

Pubblicazione: 09 gennaio 2019 alle ore 12:18

PESCARA - "Il procuratore ha chiesto al sindaco Lacchetta come mai si fosse rivolto all'ex presidente Luciano D'Alfonso per chiedere aiuto e lui ha spiegato che lo ha fatto innanzitutto perché lo impone la legge di protezione civile nazionale e poi perché quello era il sistema D'Alfonso che, come dimostrato anche dall'emergenza del 2015, si basava sul fatto che bisognava rivolgersi" all'allora governatore "per avere uomini e mezzi, dunque per chiedere aiuto". 

Così gli avvocati Cristiana Valentini Goffredo Tatozzi, questa mattina in tribunale a Pescara, al termine dell'interrogatorio del loro assistito Ilario Lacchetta, sindaco di Farindola (Pescara), indagato nell'ambito dell'inchiesta sul disastro dell'Hotel Rigopiano, ovvero per la morte delle 29 persone che il 18 gennaio 2017 rimasero intrappolate sotto le macerie della struttura travolta  da una valanga.

Lachetta è uno dei 24 indagati, e tra quelli che hanno chiesto l'interrogatorio dopo l'avviso di conclusione delle indagini firmato dal procuratore Massimiliano Serpi e dal sostituto Andrea Papalia.

Ieri sono stati interrogati il gestore della struttura, Bruno Di Tommaso, dirigenti della Provincia di Pescara, Paolo D'Incecco e  Mauro Di Blasio, e l'ex presidente della Provincia, Antonio Di Marco.

"Ha spiegato che era responsabile anche la prefettura - hanno aggiunto i due legali - ma il suo superiore gerarchico, dal punto di vista della protezione civile, era il presidente della Regione, come previsto dalla normativa nazionale, in base alla quale, in caso di allarme che non possa essere gestito dal sindaco sul suo territorio, oltre al presidente della Regione debba essere notiziato anche il prefetto, e Lacchetta lo ha fatto la mattina del 18, depositando anche in prefettura la richiesta di intervento dell'esercito".

"Il sindaco ha chiarito, e ci sono fior di testimoni, che non ha mai scortato o accompagnato nessuno, ma semplicemente si è fermato a salutare un amico che stava salendo a Rigopiano, viste le macchine ferme e lo spazzaneve, dopo di che ha continuato il suo giro", hanno detto i legali.

Tra le contestazioni avanzate dalla Procura c'è infatti quella di avere agevolato i clienti che salivano all'Hotel Rigopiano, fino al 17 gennaio, nonostante le indicazioni di senso contrario diffuse dal dirigente provinciale Paolo D'Incecco. 

"Dopo avere salutato l'amico - hanno rimarcato i due legali - Lacchetta ha continuato il suo giro per prestare soccorso, visto che Farindola era completamente abbandonata, in uno stato di gravissima crisi, con le sue oltre 20 contrade tra le quali Rigopiano". 

Gli avvocati hanno sottolineato che il sindaco, più in generale, "ha tenuto a ribadire il contenuto delle sommarie informazioni, rese senza assistenza dei legali, e questo ai fini dell'utilizzabilità dibattimentale delle di quelle dichiarazioni. Poi ha voluto chiarire con forza - hanno concluso Valentini e Tatozzi - che quanto riportato dalle informative, secondo le quali non sarebbe stato lanciato l'allarme per l'isolamento di Rigopiano, non corrisponde al vero, perché lui ribadi' con forza che tutta Farindola e tutte le contrade erano isolate". 

Previsti per oggi l'interrogatiorio del geologo Luciano Sbaraglia, mentre il previsto interrogatorio dell'ex sindaco Antonio De Vico, su sua stessa richiesta è stato spostato al 14 gennaio. comandante della polizia provinciale, Giulio Honorati sarà interrogato il 10 gennaio. 

Non comparirà davanti ai magistrati della Procura di Pescara,  l'ex prefetto di Pescara Francesco Provolo, indagato nell'inchiesta madre sul disastro dell'Hotel Rigopiano di Farindola (Pescara) e nell'inchiesta bis per depistaggio e frode processuale. I suoi legali hanno depositato istanza di rinuncia. 

Sul prefetto Provolo, due vice prefetti e di dirigenti e funzionari prefettizi, in totale sette persone, èin corso un altra inchiesta in relazione alla sparizione delle telefonate di aiuto che sarebbero giunte alla sala operativa della prefettura il 18 gennaio 2017 e in particolare quella del cameriere Gabriele D'Angelo, vittima anche lui della tragedia. Una richiesta di aiuto e soprattutto di sgombero dell'hotel che, se adeguatamente valutata, avrebbe potuto cambiare il corso delle cose.

Gli inquirenti che indagano sulla tragedia di Rigopiano hanno intanto acquisito e consegnato in Procura i tabulati delle schede telefoniche di alcuni indagati.

Tra questi quelli  di Provolo e Di Marco, ed anche dell'ex presidente della Regione Luciano D'Alfonso e del suo collaboratore Claudio Ruffini: il primo è stato stralciato definitivamente dall'inchiesta, il secondo non è mai stato indagato.

Nel procedimento principale dell'indagine erano già presenti i tabulati di D'Incecco, e Lacchetta.

Sono stati acquisiti e sono in corso di analisi anche i tabulati, circa una trentina, delle vittime della valanga del 18 gennaio 2017: il compito degli inquirenti è quello di stabilire se le vittime abbiano mai contattato o siano riusciti a parlare con i centralini dei soccorsi, e non già i contatti privati.



© RIPRODUZIONE RISERVATA

ARTICOLI CORRELATI:

TRAGEDIA HOTEL RIGOPIANO: GLI INQUISITI SI DIFENDONO AL TRIBUNALE DI PESCARA

PESCARA - E' cominciata oggi la tre giorni che consentirà alla procura di Pescara di definire la richiesta di processo per i protagonisti della tragedia di Rigopiano, ovvero per la morte delle 29 persone che il... (continua)

RIGOPIANO: PORTO' FIORI PER FIGLIO IN AREA SEQUESTRATA, MULTATO PAPA' FENIELLO

PESCARA - Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Pescara Elio Bongrazio, ha condannato Alessio Feniello al pagamento di un'ammenda di 4.550 euro. La responsabilità dell'uomo, papà di Stefano, vittima della valanga che nel gennaio... (continua)

ALTRE NOTIZIE

 CONTATTA LA REDAZIONE 2003- 2019 Enfasi srl
INFORMAZIONI COMMERCIALI .
Enfasi srl - Quotidiano digitale registrato presso il Tribunale dell'Aquila con decreto n°501 del 2 settembre 2003
Iscrizione al ROC n. 26362 - P.IVA 01812420667
Direttore responsabile Berardo Santilli

La redazione può essere contattata al


Politica d'uso dei Cookies su AbruzzoWeb

Alcune foto potrebbero essere prese dal Web e ritenute di dominio pubblico; i proprietari contrari alla pubblicazione potranno segnalarcelo contattando la redazione.
Powered by Digital Communication  -  Developed by MA-NO
 
X

Questo sito utilizza dei cookie per monitorare e personalizzare l'esperienza di navigazione degli utenti. Continuando a navigare si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito.
Per avere più informazioni o modificare le impostazioni sui cookie clicca qui