Notice: Use of undefined constant HTTP_X_REAL_IP - assumed 'HTTP_X_REAL_IP' in /var/www/abruzzoweb.it/app/controllers/notizie/notizia.php on line 25 TRENT'ANNI SENZA MURO: VIAGGIO DI UN'AQUILANA, ''UN COMPLEANNO A BERLINO'' Abruzzo Web Quotidiano on line per l'Abruzzo. Notizie, politica, sport, attualitá.
  • Abruzzoweb sponsor

NELL'ANNIVERSARIO DELLA CADUTA IL RACCONTO DI UN'ABRUZZESE, CLASSE '89,NEL GIORNO DELLE CELEBRAZIONI NELLA CAPITALE TEDESCA

TRENT'ANNI SENZA MURO: VIAGGIO DI UN'AQUILANA, ''UN COMPLEANNO A BERLINO''

Pubblicazione: 10 novembre 2019 alle ore 07:16

BERLINO - "C'è una strana atmosfera per strada fatta del silenzio e dei volti di chi ha vissuto sulla pelle gli effetti della separazione forzata dai propri cari e queste persone che camminano oggi in mezzo a noi sono la testimonianza vivente di un pezzo di storia che la mia generazione ha studiato solo sui libri. E' una sensazione forte".

Mardin Nazad, aquilana classe '89, scenografa, insegnante di danza indiana a Bollywood e collaboratrice della Climax Studio, aveva appena 5 mesi quel 9 novembre, nel giorno della caduta del Muro di Berlino e oggi, trent'anni dopo, è partita dall'Aquila per raggiungere la capitale tedesca mentre si celebra un giorno fatidico per la Germania e per l'Europa.

Un viaggio che è il regalo di un'amica per i suoi trent'anni ma che rappresenta anche un percorso interiore, in un "passaggio" obbligato tra due particolari fasi nella vita di una giovane donna.

E tra le strade di Berlino, come spiega, c'è spazio per "ricostruirsi", tra le vie di una città che conserva negli edifici ancora una netta immagine di quella vecchia separazione tra Est e Ovest, tra antico e moderno, mentre sui monumenti vengono proiettate le immagini più significative di quel 1989, come quella di Chris Gueffroy, solo l'ultimo dei tanti morti per aver tentato di oltrepassare il Muro. Morì a 20 anni, sei mesi prima della caduta.

"Si avverte quel sentimento ancora nitido tra la gente che ricorda quel periodo di barriere, un'assurda e tragica circostanza per cui si è costretti a vivere lontano dalla propria famiglia e dai propri affetti e così, senza preavviso, ritrovarsi 'dall'altra parte', senza poter fare niente. Eppure qualcuno ci provò a cambiare il corso delle cose, a costo della vita".

"Tante le persone che hanno fatto visita all'East side gallery", racconta Nazad.  E' il tratto più famoso e lungo del Muro, sopravvissuto alle demolizioni, quello con i noti murales e unico luogo in cui è rimasta una sezione degli impianti di confine con tutte le sue installazioni, compresa la striscia della morte, sono i 212 metri di Muro della Bernauer Strasse: è la via delle iconiche immagini del poliziotto che salta il filo spinato e dell'anziana calata da una finestra prima che fosse murata. Sarebbero invece più di 600, almeno secondo una stima giornalistica, le lastre di cemento armato staccate dal Muro ed esposte nel mondo.

Il 9 novembre si comincia a sentire ancora più prepontentemente verso sera. Si respira un'aria diversa in concomitanza di quello definito uno spettacolo "crossmediale" perché composto da musica, video, recitazione, giochi di luci e racconti di testimoni dell'epoca, "una grande festa", la definisce Nazad, cominciata alle 18.

"30 anni Rivoluzione pacifica - Caduta del Muro": è una delle scritte che ieri sera sono state proiettate su un enorme schermo a forma di sfera, alto come le colonne della Porta di Brandeburgo, da dove migliaia di persone alzando gli occhi al cielo hanno trovato un tendone fluttuante, lungo 150 metri, composto da centomila strisce variamente colorate su cui 30 mila tedeschi hanno scritto speranze e messaggi. L'opera si intitola "Vision in Motion".

Tra il pubblico vip spiccava la cancelliera Angela Merkel. I discorsi sono stati aperti dal sindaco di Berlino, Michael Mueller, che pur ammettendo che con la riunificazione tedesca "non tutto è riuscito bene" nel complesso si può parlare di una "storia di successo".

La sfera, altri megaschermi e i due palchi dove si è svolto lo spettacolo e si sono tenuti discorsi, alle spalle della Porta, monumento simbolo di Berlino.

"Abbiamo vissuto parte di quella storia immergendoci tra le strade e i racconti delle gente che ha vissuto un qualcosa che sembra così lontano da noi e che, allo stesso tempo, rintracciamo ancora senza sforzi nelle viscere delle città. Un'atmosfera surreale fatta di volti e immagini proiettate su schermi e palloni aerostatici, che ci hanno riportati in un passato non troppo lontano".

"Una 'separazione' che è non solo architettonica - sottolinea Nazad, particolarmente affascinata dalla storia e alla struttura del Museo ebraico di Berlino - ma anche culturale, inevitabilmente parte integrante della quotidianità. Basti pensare ai semafori...".

Il riferimento è all'"Ampelmann", letteralmente "uomo del semaforo", il segnale luminoso di un omino basso e paffuto con tanto di cappello. Non appena il segnale diventa rosso lui allarga le braccia in segno di pericolo. Nel 1961 l’omino riscosse subito successo e fu presto impiegato su tutti i semafori pedonali di Berlino est. Con la caduta del muro gli Ampelmännchen furono pian piano soppiantati fino a quando, con un referendum popolare, i berlinesi scelsero di reintrodurre l’amato omino luminoso su gran parte dei semafori di Berlino est (ma anche un po’ ad ovest).

Intanto ad Alexanderplatz continuano a scorrere le proiezioni: "Ho sempre rimandato questo viaggio a Berlino ma avere trent'anni, qui e oggi, è una grande emozione".

 



© RIPRODUZIONE RISERVATA

ARTICOLI CORRELATI:

LA GERMANIA PRIMA DEL CROLLO DEL MURO VISTA DAGLI OCCHI DI UN 12ENNE, IL RICORDO DI SILVIO PAOLUCCI

L'AQUILA - Felicità, abbracci, picconate e idranti, sbarre che si alzano e fiumane di vessati che sfociano nella libertà, l'euforico stordimento prodotto dall'onda d'urto del treno della storia quando passa sferragliando e fischiando così sonoramente da... (continua)

ALTRE NOTIZIE

 CONTATTA LA REDAZIONE 2003- 2019 Enfasi srl
INFORMAZIONI COMMERCIALI .
Enfasi srl - Quotidiano digitale registrato presso il Tribunale dell'Aquila con decreto n°501 del 2 settembre 2003
Iscrizione al ROC n. 26362 - P.IVA 01812420667
Direttore responsabile Berardo Santilli

La redazione può essere contattata al


Politica d'uso dei Cookies su AbruzzoWeb

Alcune foto potrebbero essere prese dal Web e ritenute di dominio pubblico; i proprietari contrari alla pubblicazione potranno segnalarcelo contattando la redazione.
Powered by Digital Communication  -  Developed by MA-NO
 
X

Questo sito utilizza dei cookie per monitorare e personalizzare l'esperienza di navigazione degli utenti. Continuando a navigare si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito.
Per avere più informazioni o modificare le impostazioni sui cookie clicca qui