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TRUFFA ALLO STATO: SEQUESTRI PER 16 MILIONI IN ITALIA E BELGIO A IMPRENDITORE ABRUZZESE

Pubblicazione: 08 febbraio 2019 alle ore 12:00

CHIETI - Ci sono immobili, come lo stabilimento balneare 'Tortuga' a Pescara e il centro commerciale 'Cuore Adriatico' a Civitanova Marche (Macerata), nonché tre ville con piscina coperta e palestra fra i beni, per un valore nominale di 16 milioni di euro, sequestrati dalla Finanza all'imprenditore abruzzese Mauro Mattucci, in esecuzione di un decreto emesso dal Tribunale di Chieti su richiesta della Procura nell'ambito dell'operazione 'Scacco-Matt'. 

A Mattucci, 63 anni, arrestato nel 2015 dalla Guardia di Finanza di Chieti e di Pescara nelle operazioni 'Banco-Matt' e 'Viribus unitis' che accertarono una truffa allo Stato di oltre 100 milioni, oggi sono stati sequestrati 17 immobili - fra uffici e sedi amministrative delle società del gruppo di famiglia - 18 partecipazioni societarie e 14 complessi aziendali in Abruzzo, Marche, Lazio e in Belgio, a Charleroi, e poi 17 rapporti bancari intestati a lui, ai figli e ad alcune società. 

La gestione dell'ingente patrimonio è stata affidata a un amministratore giudiziario nominato dal Tribunale di Chieti, patrimonio del quale verrà chiesta la confisca, come ha annunciato il procuratore capo della Repubblica di Chieti, Francesco Testa, nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno preso parte il sostituto procuratore Marika Ponziani e i comandanti provinciali della Finanza di Chieti e Pescara, i colonnelli Serafino Fiore e Vincenzo Grisorio. 

La misura di prevenzione patrimoniale eseguita oggi è la più rilevante per valore in Abruzzo in applicazione del codice antimafia. 

Le indagini complesse, svolte dalle Fiamme Gialle di Pescara e di Chieti attraverso una certosina disamina dei flussi finanziari e degli investimenti operati, hanno consentito di ricostruire in capo a Mattucci non solo la disponibilità di beni mobili, immobili e di società intestate fittiziamente a familiari o terze persone, ma anche di qualificarne l'elevato spessore del profilo criminale, caratterizzato, sin dagli anni '80, da condanne, alcune in via definitiva, e numerosi procedimenti penali ancora pendenti, per reati quali associazione per delinquere, estorsione, bancarotta fraudolenta e illeciti ambientali.

Dalla ricostruzione effettuata dalla Guardia di Finanza, è stato detto in conferenza stampa, è emerso che Mattucci era dedito alla commissione abituale, in qualità di 'dominus' di un sodalizio criminoso, di plurimi reati in materia tributaria, con lo scopo principale di frodare l'Erario, a proprio vantaggio e con qualsiasi mezzo. 

E l'ingente patrimonio accumulato ha avvalorato la tesi che l'uomo vivesse dei proventi delle proprie attività illecite, reinvestendo i profitti in quote societarie, attività commerciali o immobili, che oggi sono stati sequestrati. Fondamentale per il buon esito della misura di prevenzione patrimoniale è stata l'analisi, da parte degli investigatori, dei redditi dichiarati da Mattucci e dai familiari dal 2005 al 2015: questi hanno percepito e dichiarato redditi erogati da diverse società, un fatto che apparentemente legittimava il possesso dei beni posseduti, come pure l'elevato tenore di vita. Tuttavia, l'analisi dei flussi finanziari e delle architetture societarie ha consentito agli investigatori di accertare che le aziende che erogavano i proventi erano detenute direttamente o indirettamente e che evadevano costantemente i tributi nei confronti dello Stato attraverso false fatturazioni e indebite compensazioni con crediti Iva fittizi. 



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