Notice: Use of undefined constant HTTP_X_REAL_IP - assumed 'HTTP_X_REAL_IP' in /var/www/abruzzoweb.it/app/controllers/notizie/notizia.php on line 25 TUA: DISMISSIONE SEDE CHIETI, GALLUCCI, ''GIULIANTE SPIEGHI A CITTADINI VERO MOTIVO'' Abruzzo Web Quotidiano on line per l'Abruzzo. Notizie, politica, sport, attualitá.
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TUA: DISMISSIONE SEDE CHIETI, GALLUCCI, ''GIULIANTE SPIEGHI A CITTADINI VERO MOTIVO''

Pubblicazione: 22 ottobre 2019 alle ore 08:41

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CHIETI - "Sulla sede Tua di Chieti è stato fatto allarmismo ingiustificato usando notizie false e non verificate. Quello che ci preme capire è perché il presidente di una delle cinque maggiori aziende di trasporto pubblico d'Italia abbia fornito informazioni errate". 

Dura l'accusa che arriva al presidente della società unica di trasporto abruzzese Tua SpA, il leghista Gianfranco Giuliante, dall'avvocato Federico Gallucci, proprietario insieme alla famiglia dei due capannoni che per 40 anni hanno ospitato prima il deposito Arpa e, dopo la fusione, quello della Tua. Nei mesi scorsi Giuliante, nominato presidente lo scorso aprile nell'ambito dello spoils system avviato dalla maggioranza regionale di centrodestra, ha comunicato l'intenzione di smantellare la sede di via dei Peligni, sostenendo che mantenerla aperta avrebbe significato esporre i circa 15 lavoratori a gravi rischi per la salute, in quanto la struttura sarebbe piena di amianto, priva di impianto di dilavamento e, per di più, "strutturalmente inidonea per via dell’elevata pendenza e dei terrazzamenti conseguenti a tale criticità di morfologia del terreno".

"Giuliante mente - esordisce Gallucci - e sa di mentire. Quello che non capiamo è quale motivo abbia per farlo. Il pericolo delle polveri o fibre di amianto sul sito non esiste in quanto la proprietà ha già provveduto a bonificare l'area nel 1996, e a proprie spese, nel pieno rispetto delle normative del decreto ministeriale 1994 esplicativo della legge 257/92 relativa alla cessazione dell’impiego di amianto, mediante la apposita procedura di incapsulamento e, come se non bastasse, immediatamente dopo le dichiarazioni rilasciate da Giuliante, abbiamo anche fatto eseguire, sempre a nostre spese, campionature di verifica da due società specializzate, le quali hanno riconfermato l’assenza di polveri di amianto nel sito".

Si tratta di un'area di oltre 6mila metriquadri, di cui 1.200 coperti, con a servizio oltre 5mila mq di parcheggi a terrazze, e che ospita officina meccanica, lavaggio, uffici ed ha assegnata una flotta di circa 70 autobus. Il canone è di 100mila euro annui e il contratto, rinnovato quando era presidente Luciano D'Amico, porta la scadenza del 2023. Secondo le intenzioni, il distretto dovrebbe essere accorpato alla sede pescarese dell'azienda.

Dopo le polemiche scattate nei mesi scorsi all'annuncio di Giuliante, il sindaco Umberto Di Primio, che aveva definito quello del presidente un atto di evidente "insensibilità istituzionale", aveva manifestato la disponibilità ad offrire un immobile di proprietà del Comune idoneo a sostituire l’attuale disdettato.

"Ma non esiste uno spazio del genere in tutta Chieti - sottolinea Gallucci - Tanto che per circa quarant'anni (il primo contratto stipulato data 12 febbraio 1981) i vari CdA di destra e sinistra che si sono succeduti hanno sistematicamente riconfermato il contratto di locazione, alla luce sia della convenienza economica (con una somma ben al di sotto del reale valore di mercato, massima disponibilità della proprietà a ridurlo ulteriormente su semplice richiesta, massima disponibilità della proprietà ad eseguire migliorie ed opere di ammodernamento a costo zero per la PA) e sia di quella logistico-aziendale, in base a studi di fattibilità che hanno sempre dimostrato l’anti economicità di un eventuale spostamento".

Quello che la famiglia Gallucci non si spiega è come mai, visto che l'amianto non c'è, si sia parlato di rischio per la salute dei dipendenti. E poi, ancora, perché si continui a parlare di necessità di attuare la spending review quando, come in questo caso, "ci siamo sempre fatti carico di numerosissimi e costosissimi interventi strutturali finalizzati alla miglior fruibilità dell’immobile. Disponibilità manifestata anche nel corso dell’ultima gestione, laddove su semplice richiesta del presidente D’Amico è stata accordata una riduzione del canone di locazione, già di gran lunga sottostimato rispetto al reale valore dell’immobile, del 20%".

E poi, ancora, sostiene Gallucci, "se si parla tanto di risparmio, come si fa a non tenere in considerazione il costo degli spostamenti che a questo punto graverebbero non solo in termini di spesa effettiva ma anche di impatto ambientale, di inquinamento".

Un fulmine a ciel sereno, quindi, e intanto i proprietari si sono visti recapitare una semplice raccomandata con la quale sono stati informati dello smantellamento dello stabile entro il prossimo gennaio, senza neanche ricevere spiegazioni. Che hanno dovuto apprendere dai giornali. Da quando è iniziata la vicenda, la proprietà ha notificato via Pec all’azienda Tua una serie di formali missive nelle quali, nel riconfermare la massima disponibilità a ridurre ancora e notevolmente il canone di locazione ovvero a realizzare a proprie spese ulteriori opere volte ad una miglior fruizione logistica del sito, ha anche e soprattutto chiesto un incontro istituzionale. 

Sono stati chiamati in causa sia Giuliante che il presidente della Giunta regionale Marco Marsilio, di Fratelli d'Italia, e, inultimo, anche il deputato Luigi D'Eramo, segretario regionale della Lega. Ma, ad oggi, spiega Gallucci, "non siamo stati ancora degnati di una risposta, neppure di semplice cortesia".

"Il nostro non è un mero interesse personale (siamo pronti ad affrontare i Tribunali) - sottolinea Gallucci - ma in considerazione del fatto che ogni cittadino è portatore dell’interesse legittimo volto alla tutela del buon andamento e della buona amministrazione della cosa pubblica e dunque il presidente Giuliante deve spiegare alla intera collettività le motivazioni 'vere', 'reali' e 'concrete', delle decisioni che sta assumendo alla guida di uno degli enti strumentali più importanti d’Italia. Ogni cittadino deve essere tutelato e protetto da azioni foriere di pregiudizi ingiusti ed ingiustificati a suo danno ed il nostro autorevole presidente di Regione non può sottrarsi ad un ruolo di garanzia in tal senso".

E infine: "vorremmo capire se il CdA sia stato informato di questa decisione o se il tutto sia frutto unicamente del giudizio di Giuliante che, così facendo, sta infliggendo un duro colpo all'intero territorio".



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