Notice: Use of undefined constant HTTP_X_REAL_IP - assumed 'HTTP_X_REAL_IP' in /var/www/abruzzoweb.it/app/controllers/notizie/notizia.php on line 25 UN ANNO DI LAVORO SENZA STIPENDIO, LA DENUNCIA DI UNA DOCENTE DI INGLESE A L'AQUILA Abruzzo Web Quotidiano on line per l'Abruzzo. Notizie, politica, sport, attualitá.
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UN ANNO DI LAVORO SENZA STIPENDIO, LA DENUNCIA DI UNA DOCENTE DI INGLESE A L'AQUILA

Pubblicazione: 12 novembre 2018 alle ore 12:50

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L’AQUILA - "La cosa più umiliante è lavorare senza essere pagati! Eagle’s Wings Around the World: storie di quotidiana follia all'Aquila forse con lieto fine?".

AbruzzoWeb ha raccolto lo sfogo di una docente di lingua inglese aquilana, che dopo aver lavorato circa un anno in una scuola nell'Aquilano, ancora non percepisce un euro.

Tutto è cominciato con il lancio l'anno scorso di un progetto finanziato dall’Unione Europea riservato agli esperti di lingua inglese per l’insegnamento ai bambini, denominato "Eagle’s Wings Around the World" e rivolto agli alunni delle scuole d’infanzia, "finanziato con fondi Strutturali Europei che prevedono una durata fino al 2028!", come riferito dalla docente.

Il comune capofila del progetto è quello di Scoppito.

A un anno dal mancato ricevimento del compenso, la donna si è rivolta all’amministrazione comunale e al sindaco Marco Giusti tramite Gilberto Marimpietri, suo amico preside di un'altra scuola, che "si è prodigato senza sosta unitamente al dirigente della scuola per cercare una soluzione purtroppo non facile", chiarisce.

"È stato molto difficile parlare con i responsabili della capitale, il Mef di Roma è un miraggio, inavvicinabile!", lamenta l'insegnante.

I ritardi nei pagamenti spiega, "sono da ricercare come sempre, nella lunghezza della burocrazia tanto che quest’anno soprattutto nei paesi della provincia dell’Aquila, non sono stati emanati nuovi bandi perché nessun docente vi avrebbe giustamente partecipato, non avendo ricevuto un euro l’anno scorso".

"Ho lavorato lo scorso anno duramente e quotidianamente - ricorda - Ero incinta e con la febbre mi sono abbarbicata come Heidi sulle montagne. C’era la neve, non sono aquilana e gli scenari davanti ai miei occhi mi lasciavano incantata".

È stata dura quindi ma la donna si è sentita comunque "fortunata ad aver trovato un lavoro confacente ai miei studi, in un posto da fiaba e per un buon progetto con un fine nobile, quello di portare l’inglese in paesini sperduti dell’Abruzzo".

Questo entusiasmo è stato pian piano smorzato perché, "le poche migliaia di euro che pensavo di essermi guadagnate sono volate via forse con le ali (wings) del progetto!".

"La cosa più triste - aggiunge - è che in questa faccenda tanti bambini hanno continuato a chiedere alle loro maestre perché l’insegnante di inglese non fosse più andata da loro, perché li avesse abbandonati. Uno di loro, mi ha raccontato una maestra, le ha detto: ma è stata colpa nostra? A volte abbiamo fatto casino e la maestra d’inglese si è arrabbiata con noi. Forse per questo non ci vuole più?".

Oggi, secondo quanto riportato dalla docente, sembrerebbe che i soldi siano in transito e che la Struttura tecnica di missione abbia riaperto il dialogo. 



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