Notice: Use of undefined constant HTTP_X_REAL_IP - assumed 'HTTP_X_REAL_IP' in /var/www/abruzzoweb.it/app/controllers/notizie/notizia.php on line 25 UNIVAQ: TIBERTI VS VISCONTI SU ERA DI ORIO ''EROE DIMENTICATO''. ''PARLANO SENTENZE'' Abruzzo Web Quotidiano on line per l'Abruzzo. Notizie, politica, sport, attualitá.

POLEMICA TRA I DUE PROF SU RILETTURA STORICA DELLE SCELTE DELL'EX RETTORE DOPO SISMA 2009. SCIENZIATO METEOROLOGIA: ''VICENDE GIUDIZIARIE PERSONALI''. DOCENTE DISCAB: ''ATENEO SALVATO DA IMPEGNO CORALE''

UNIVAQ: TIBERTI VS VISCONTI SU ERA DI ORIO ''EROE DIMENTICATO''. ''PARLANO SENTENZE''

Pubblicazione: 15 aprile 2019 alle ore 00:20

L'AQUILA - E’ polemica dopo l’intervista rilasciata in occasione del decennale del sisma al quotidiano Il Centro dal docente dell’università dell’Aquila Guido Visconti, scienziato di fama internazionale nel campo della meteorologia, che nel commentare la lunga stagione al comando da parte dell’ex rettore, Ferdinando Di Orio, lo ha definito "tra i tanti eroi dimenticati", in riferimento al futuro dell’ateneo dopo il terremoto del 2009.

E questo anche a causa di "vicende giudiziarie del tutto personali", sottolineando come sia stato "quello che più si è adoperato per la sopravvivenza dignitosa dell’Università".

La rilettura storica di Visconti non è andata giù al suo collega Sergio Tiberti, per il quale Visconti "confonde la cronaca con la storia", con l’evidente riferimento alle vicende giudiziarie che, a suo avviso, sono strettamente collegate all’attività dell’università.

Dalle denunce del professor Tiberti, medico chirurgo ed epidemiologo, nonché nome noto tra gli esperti di medicina del lavoro, all’epoca del terremoto consigliere di amminstrazione dell’ateneo di nomina ministeriale, sono partiti i guai giudiziari dell’ex rettore che proprio in seguito ad una condanna per induzione indebita nei confonti dello stesso prof, è stato sospeso dall’insegnamento e dallo stipendio per via della legge Severino.

"Ho letto con interesse, e non nascondo anche con stupore e disappunto, l’intervento del professor Guido Visconti, con cui l’illustre professore celebra l’ex rettore dell’Università dell’Aquila come eroe dimenticato del post terremoto – spiega in una nota Tiberti -. Il professor Visconti è un accademico di rilievo ed è tra i riconosciuti esperti di fisica terrestre e meteorologia".

"Se è pur vero che gli scienziati meteorologi sono esperti in previsioni, talora difettano in analisi storica e retrospettiva, e questo sembra proprio il caso. Visconti dipinge uno scenario in cui l’uomo solo al comando avrebbe salvato l’Università dalla dispersione e dalla chiusura, dimenticando che fu l’azione e il sacrificio di tutto il corpo docente e del personale a rendere possibile la continuità della missione istituzionale dell’Ateneo, oltre a un consistente accordo di programma con il governo che garantì all’Ateneo un finanziamento costante per 6 anni dello FFO".

"Come consigliere di amministrazione, di nomina ministeriale, nell’epoca del post terremoto sono testimone diretto che l’impegno fu corale e anzi non poche iniziative assunte dal rettore furono discusse, inclusa la forzatura che portò a una proroga di ben due anni del suo mandato scaduto nel 2011", scrive ancora Tiberti.

Le differenti vedute innescano l’ennesima puntata sul giudizio dei mandati dioriani che va ad aggiungersi alla lunga querelle legale e giudiziaria che ha visto Tiberti, che in passato ha avuto buoni rapporti con l’ex rettore, e Di Orio fronteggiarsi in tribunale per anni, a colpi di denunce reciproche e comunicati stampa al vetriolo.

Oltretutto il nuovo scontro che cade nel decennale del sisma si consuma nel pieno della campagna elettorale per il nuovo rettore in programma nel prossimo mese di giugno che vede sfidarsi i professori del Dipartimento di scienze cliniche applicate biotecnologiche (Discab), Edoardo Alesse, ordinario di Patologia generale, e Carlo Masciocchi, ordinario di Radiologia, direttore del reparto di diagnostica per immagini dell’ospedale San Savatore dell’Aquila e prorettore vicario uscente.

E secondo quanto si è appreso, Visconti e Tiberti avrebbero due visioni anche sul futuro rettore: il primo appoggerebbe Alesse, il secondo Masciocchi.

"Il richiamo che fa il professor Visconti alle vicende private dell’ex rettore è davvero molto inopportuno – scrive Tiberti -, come se i pronunciamenti di condanna in corte di appello a Roma e in tribunale a Rieti non fossero rilevanti nella ricostruzione storica e nella valutazione d’insieme. Il mio modesto suggerimento è di non scomodare le eroiche virtù se non sia veramente dovuto, evitando di confondere la storia con la cronaca”.

La dura diatriba ha portato alla condanna dell’ex rettore, poi sospeso dall’insegnamento accademico e dallo stipendio per la legge Severino, a 3 anni di reclusione da parte del tribunale di Roma per induzione indebita a dare o promettere utilità (ex concussione) su una denuncia di Tiberti, pena ridotta a 2 anni e mezzo dalla Corte di appello di Roma per alcuni reati andati in prescrizione.

E ancora una serie di querele, l’ultima per diffamazione, presentate dall’ex rettore nei confronti di Tiberti: una legata ad un esposto in cui si faceva riferimento a una presunta evasione fiscale dell’ex rettore, l’altra alla comunicazione per email della sentenza di condanna da parte del tribunale a Roma di Di Orio, trasmessa proprio da Tiberti, all’attuale rettrice, Paola Inverardi. In entrambe Tiberti è stato assolto.

L’ex rettore è stato condannato anche dal tribunale a Rieti insieme all’ex sindaco di Antrodoco, Maurizio Faina, a quattro mesi per abuso d’ufficio nell’ambito della vicenda del progetto di trasferimento di alcune attività dell’Ateneo, sempre dopo il sisma, nel comune di Antrodoco.

Di Orio, invece, insieme all’ex direttore ammistrativo, Filippo del Vecchio, è stato assolto dalla Corte dei Conti dagli addebiti contestati dalla Procura Regionale per il presunto danno patito dall'Università per presunti "affitti gonfiati" riferiti al contratto di locazione per l'ex Optimes stipulato nel post-sisma con la "società Gallucci" per ricollocare alcune facoltà. Il procuratore regionale aveva promosso il giudizio di responsabilità in relazione al processo penale che poi è terminato con l’assoluzione “perché il fatto non costituisce reato”, procedimento comunque avviato alla prescrizione.

Nella sua lunga riflessione, Visconti sottolinea: "Sembrerebbe non contare affatto quello che Ferdinando ha ottenuto nella gestione dei momenti più drammatici della crisi e tantomeno le altrettanto tragiche vicende della sua famiglia: i media lo hanno semplicemente cancellato come se fosse contagioso per un male indicibile. Il rettore di allora, invece, è forse quello che più si è adoperato per la sopravvivenza dignitosa dell’Università".

"Ha trasferito il quartier generale del rettorato inizialmente nell’atrio di Scienze a Coppito. Ha giustamente valorizzato e utilizzato i locali della Reiss Romoli (oggi in rovina), dove ha trasferito tutta l’amministrazione. Ha avuto l’intuizione di utilizzare la ex Optimes e locali adiacenti per il trasferimento di Ingegneria".

"Non è stato un compito facile e si è assunto tutta le responsabilità di certe scelte che andavano fatte rapidamente per salvare l’università che vedeva già movimenti centrifughi verso i laboratori del Gran Sasso o addirittura la costa. I suoi contatti con un governo, del quale non condivideva le idee, lo hanno portato a ottenere l’attenzione dell’Eni e dell’Ocse. Queste iniziative - aggiunge Visconti - che dovevano portare al finanziamento di un laboratorio per l’ambiente e a una scuola superiore sono subito diventate la diligenza assalita dall’establishment accademico che ha approfittato della ingenuità e timidezza scientifica di Ferdinando di Orio".

"Il risultato finale più clamoroso è stato il dirottamento dei fondi per il laboratorio per la ricostruzione di Collemaggio e qualcuno se n’è addirittura vantato senza chiedersi magari dove fosse il contributo del Vaticano. In definitiva, è deprimente che una persona che tanto ha fatto per la sopravvivenza dell’Università venga trascurata in questo modo", conclude Visconti.

Sul caso Eni ribatte con fermezza Tiberti. "Con riferimento alla vicenda Eni cui accenna il professor Visconti, va ricordato che il tentativo dell’ex rettore Di Orio di utilizzare i fondi Eni per l’ennesima cementificazione con consumo di territorio, per realizzare un progetto di dubbia utilità tra Coppito e Preturo, fu fortunatamente sventato da una incisiva azione di colleghi all’interno dell’Ateneo, tra cui il sottoscritto, consentendo così per fortuna della Città che i fondi andassero al restauro della basilica di Collemaggio, oggi tornata al suo splendore".

"Eppure il professor Visconti se ne lamenta, unico credo in tutta L’Aquila, spolverando un anticlericalismo di altri tempi e chiedendo dove fossero i soldi del Vaticano! Peraltro, la gestione dell’accordo Eni Università per la costruzione di 4000 metri quadrati di laboratori consistenti da parte di Eni solo della costruzione del manufatto senza apparecchiature e nessuna assunzione, come invece all’epoca la governance dell’Ateneo fece credere. Infatti non fu possibile portare a compimento la pratica in quanto il terreno dell’Università, guarda caso ipotizzato come base per la cementificazione era stato affittato dall’Università stessa per circa 90 anni ad un agriturismo tuttora esistente".

Secondo l’ex consigliere di amminstrazione, "giusta fu la decisione dell’Eni dopo 3 anni di tira e molla di abbandonare il progetto e destinare i fondi al restauro della Basilica di Colle Maggio.

A pensar male si fa peccato ma nel progetto dell’Università erano previsti anche supermercati e la giunta Cialente si oppose a cotanto ardire. Peraltro è bene ricordare che nessuno voleva la fine dell’Università dell’Aquila. Infatti lo stesso ex rettore pluricondannato anche in secondo grado per gravi reati dislocò alcune facoltà al di fuori del Comune dell’Aquila".



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