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PARLA IL RETTORE DELL'UNIVERSITA' SUL PROGETTO DEL CENTRO RICERCHE

UNIVERSITA' L'AQUILA: 'SU CENTRO ENI POLEMICHE PER DISINFORMAZIONE'

Pubblicazione: 08 ottobre 2010 alle ore 16:51

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L'AQUILA – “Sono fiducioso sul fatto che il Consiglio comunale agisca con un interesse collettivo, e credo, quindi, che le polemiche scaturite sulla realizzazione del Centro Eni, in località Casale Calore, siano solo il frutto di una cattiva informazione”.

Queste le affermazioni del Magnifico rettore dell' Università dell'Aquila, Ferdinando Di Orio (nella foto) , durante la conferenza stampa tenuta stamattina con il prorettore, Roberto Volpe e Pierfrancesco Scoccia dell'ufficio tecnico dell'ateneo.

Evidente il riferimento alla polemica sollevata dal Consiglio comunale dell'Aquila sul progetto “Un ponte per l'innovazione” sviluppato a seguito del Protocollo d'intesa siglato tra Università e Eni spa per la realizzazione di un centro di ricerca, con strutture residenziali annesse, in località Casale Calore (L'Aquila).

Infatti, per come ne hanno parlato ieri durante il consiglio, sembrerebbe che i membri non si siano informati a sufficienza, perché la maggior parte delle critiche si riferiscono a quelle parti del progetto che sono state già dichiarate irrealizzabili.

Il Protocollo d'intesa Miur – Eni – Università dell'Aquila, sottoscritto lo scorso 8 maggio, prevede la realizzazione di tre progetti: il primo,  consiste nell'accoglienza per tre anni in strutture del gruppo Eni di 50 dottorandi e ricercatori dell'università, anche attraverso borse di studio e contratti a progetto. Le borse di studio sono già state attribuite, "25 già erogate e le restanti 25 sono in corso di erogazione", ha sottolineato di Orio.

Il secondo, “all'origine delle chiacchiere”, ha aggiunto il rettore,  riguardava lo studio di fattibilità, realizzato congiuntamente con l'ateneo, in vista della eventuale realizzazione di una nuova centrale Eni di teleriscaldamento ad alta sostenibilità ambientale per la fornitura di energia verde in città.

“Era semplicemente uno studio di fattibilità – ha spiegato Di Orio – che dopo l'esito negativo riscontrato, dovuto all'inadeguato intervento tecnico – economico  che non era in grado di garantire una redditività superiore all'1%, ha bocciato l'ipotesi progettuale dell'impianto”.

Il terzo, quello su cui il Ministro dell'istruzione, Mariastella Gelmini, il rettorato e l'Eni puntano per la rinascita dell'Aquila, consiste nella realizzazione di un nuovo Centro di ricerca, dotato indicativamente di 50 laboratori scientifici  e annesse strutture didattiche e residenziali per 100 ricercatori e studenti.

L'Eni si farà carico di tutte le spese connesse per la realizzazione del progetto, che sono stimate in 20 milioni di euro, per un periodo di tre anni.

“Non capisco come si possa essere contrari a una donazione - ha dichiarato il rettore - ieri ho visto che un consigliere comunale ha ipotizzato una nostra speculazione sulla questione degli alloggi studenteschi. Non è vero, perché noi abbiamo proposto delle residenze studentesche, che comunque sarebbero state legalmente fattibili secondo la Legge 388 del 14\11\2000”.

“Abbiamo avuto un pellegrinaggio di  studenti - ha spiegato - venuti per chiedere degli alloggi, dato che gli 8mila pendolari dello scorso anno accademico non ne possono più e non sono intenzionati a iscriversi nuovamente all'Aquila”

“C'è un clima di tensione continua – ha dichiarato – ero stato rassicurato, quando facemmo l'accordo con la Protezione civile, che avremmo avuto disponibili 1000 alloggi. Fino ad oggi abbiamo i 200 posti letto di Campomizzi e i 200 del polo dell'Aquila che sono gestiti dall'Azienda per il diritto agli studi universitari (Adsu), e gli 80 della curia. Dei 250 del campus Pizzoli, che erano affidati alla gestione di Giulio Carnevale e dell'Adsu, grazie a un esposto dell'associazione Italia nostra, 66 verrano ritirati martedì prossimo”.

“Abbiamo avuto il plauso dei ministri Gelmini e Matteoli  - ha continuato - che ci hanno incoraggiato con una project financing, ma ci siamo resi conto che i soldi chiesti per le spese erano troppi, e la ricerca degli imprenditori che ci avrebbero potuto aiutare non ha portato grossi risultati, quindi abbiamo rinunciato”.

“Non capisco tutte queste polemiche – ha detto Di Orio – noi vogliamo fare della ricerca applicata, e questo,  grazie all'Eni, sarà ancora più semplice, perché la società ha deciso di fare propri i futuri brevetti che usciranno dal centro”.

“Il progetto mira a risollevare la città, costruendo, così, un polo di eccellenza per la ricerca scientifica e   tecnologica – spiega - la richiesta dell'Eni e dell'Università riguarda la realizzazione di questo su una parte della proprietà dell'università  a Casale, non c'è alcun intervento speculativo ma anzi questa è una grande risorsa per la nostra città”.

“La progettazione richiede una superficie di 14.934 metri quadri, e la delibera per il cambio di destinazione agricolo non è commerciale, sono carte vecchie. I terreni di proprietà dell'università si estendono su una superficie di 67 mila metri quadri circa. Di questi, 2,5 ettari sono menzionati nella variante e di questi, 2 sono per i capannoni. I restanti 25 mila metri quadri resteranno oggetto di future espansioni”.

“Il progetto  - spiega Roberto Volpe - era stata presentato ufficialmente in Comune,e aveva ottenuto la massima disponibilità da parte degli uffici competenti e dell'assessore”

“ Anche altre città abruzzesi, come Teramo e Chieti, hanno dichiarato di essere interessate al polo di ricerca. Oggi – conclude Di Orio - scade il termine per la ratifica della firma del Comune del protocollo d'intesa. Abbiamo scongiurato l'Eni di aspettare fino a lunedì”.



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