Notice: Use of undefined constant HTTP_X_REAL_IP - assumed 'HTTP_X_REAL_IP' in /var/www/abruzzoweb.it/app/controllers/notizie/notizia.php on line 25 VELENI BUSSI: LAGATTA, ''MINISTERO HA LAVORATO PER NON FARE BONIFICA, E MARCOZZI FESTEGGIA PURE'' Abruzzo Web Quotidiano on line per l'Abruzzo. Notizie, politica, sport, attualitá.
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VELENI BUSSI: LAGATTA, ''MINISTERO HA LAVORATO PER NON FARE BONIFICA, E MARCOZZI FESTEGGIA PURE''

Pubblicazione: 21 maggio 2020 alle ore 15:33

BUSSI - “Negli ultimi due anni, e a dieci dalla scoperta della discarica 2a e 2b di Bussi, l'unica idea sulla quale hanno lavorato al ministero sembra essere stata quella di annullare l'aggiudicazione della gara, invece di procedere subuito alla bonifica. Eppure Marcozzi ora festeggia la perdita di 50 milioni, e la mancata rimozione dei veleni”.

È un passaggio della durissima nota del sindaco di Bussi, Salvatore Lagatta, dopo che ieri il presidente della Regione, Marco Marsilio, ha ufficializzato quanto dallo stesso Lagatta anticipato, ovvero che il Ministero dell’Ambiente di cui è titolare Sergio Costa, area Movimento 5 stelle,  ha annullato la gara per la bonifica delle discariche 2a e 2b. Ministero che il sindaco si appresta a denunciare per omessa bonifica.

L’effetto dell’infausta decisione sarà infatti sostiene Lagatta come pure Marsilio, e il fronte ambietalista, l’azzeramento di un iter durato anni, e che era arrivato a definire il progetto, a trovare la compertura nei fondi del post-sisma 2009, per ben 50 milioni, a fare la gara per l’opera integrale di bonifica e di reindustriailizzazione.

Intanto il Consiglio di Stato, ha definitivsamente sancito che la società Edison, che ha operato a Bussi fino al 2012, è la responsabile dell'inquinamento, e su di essa gravano ora i costi dell’intervento.

Con l’annullamento della gara e dunque del progetto di bonifica, si perderanno ora i 50 milioni, i tempi per redarre un nuovo progetto potranno durare anni, e si teme che la Edison farà anzi un intervento al risparmio: non la rimozione ma un semplice ‘capping’ dei veleni”.  Quando invece il Ministero avrebbe potuto già avviare i lavori di bonifica e di reindustralizzazione, firmando il contratto alle imprese aggiudicatarie, usando i 50 milioni già in cassa, per poi farsi risarcire da Edison.

Sara Marcozzi capogruppo M5s in Regione, ha difeso la decisione del ministro Costa, lanciando accuse contro Marsilio e Lagatta per come hanno gestito la partita, e sottolineando che il progetto era lacunoso ed è stato infatti contestato dal Consiglio dei lavori pubblici.

“Constato che il consigliere regionale Marcozzi ed i consiglieri di minoranza del Comune di Bussi "Progetto Bussi" – replica Lagatta nella nota -, prendendo a riferimento e giustificando quanto comunicato dal Ministero dell'Ambiente, attaccano il Comune di Bussi e la Regione per aver rivendicato che si dia subito avvio alle opere di bonifica delle discariche 2a e 2b e soprattutto che non vengano cancellati i 50 mln di euro messi a disposizione con la legge 10 del 26 febbraio 2011. Entrambi dichiarano che la colpa di quanto sta avvenendo è da addebitare al sindaco”.

Ribatte dunque Lagatta: "Il Consiglio dei Lavori pubblici riporta nella sua nota di aver ricevuto il 20 dicembre del 2018 una missiva del Dirigente del Ministero dott.ssa Di Stasa, la quale sottolineava che il precedente dirigente del Ministero (ingegner D'Aprile) non aveva inviato, entro il 30 giugno una relazione al Dipartimento di Protezione civile. Questo non è colpa del sindaco. La nota prosegue e si legge: il 12 febbraio 2018, 5 giorni dopo l'aggiudicazione definitiva, il dirigente ha rassegnato le dimissioni. La Commissione inoltre rileva carenza di approfondimento del progetto. Approfondimento che avrebbe dovuto fare il Ministero e il Committente della gara. In questo caso è sempre il Ministero dell'Ambiente".

E non solo: “Si dovevano fare ulteriori indagini. Compito certamente del Ministero. Non sono state fatte ulteriori analisi. Compito del Ministero. Andava valutare il rischio sanitario, andava delimitata l'area contaminata, le aree di stoccaggio per i rifiuti tossici, i siti dove depositare i rifiuti, l'impermeabilizzazioni del suolo, la volumetria dei rifiuti, i trasporto in discarica”.

Ironizza dunque Lagatta: “di tutte queste attività elencate e omesse, la resposabilita è forse del sindaco? No di certo, tutte queste azioni erano e sono a carico del Ministero dell'Ambiente, tutte opere che erano necessarie e propedeutiche all'indizione della gara e non spettavano certamente a me".

Lagatta ricorda poi che il Comune di Bussi “ha acquisito i terreni su richiesta documentata del Ministero. Acquisizione fatta dopo l'aggiudicazione definitiva della gara. L'aggiudicazione definitiva equivale alla firma del contratto. Il gruppo dirigente del Ministero dell'Ambiente, con l'entrata del Ministro Costa, è notevolmente cambiato ed i nuovi funzionari avevano il compito di completare quanto fatto dai loro predecessori (si chiama continuità amministrativa). Avrebbero dovuto chiedere integrazioni al progetto. Avrebbero dovuto se non soddisfatti passare alla seconda ditta”.

Da qui l’amara conclusione: “Sembra invece che l'unica idea sulla quale hanno lavorato per due anni dall'aggiudicazione, è stata annullare la gara. Dopo dieci anni, dalla scoperta della discarica, questa Amministrazione era riuscita a far approvare il Piano di caratterizzazione, ha fatto presentare il progetto di bonifica dal commissario Adriano Goio. Il Ministero su quel progetto ha indetto una gara, aggiudicata prima in via provvisoria e successivamente, dopo le verifiche (questo recitano le carte), aggiudicata in via definitiva. Tutto è stato vanificato da questa nuova gestione del dicastero dell'Ambiente”.

“Tutto questo non viene rilevato né dalla Marcozzi né da Progetto Bussi che invece festeggiano per la cancellazione dei 50 milioni e l'allungamento dei tempi di bonifica. Solo la magistratura potrà dare una risposta, ad una vicenda la cui gestione complessiva e pesantemente sospetta e viziata da comportamenti incomprensibili”, l’ultima bordata.



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