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DURO BOTTA E RISPOSTA: NUOVI ELEMENTI, ''DIVISE ADDETTI SICUREZZA TRIBUNALE MINORENNI CAPOLUOGO ABRUZZESE NON IDONEE'', VERTICI AZIENDA, ''DIPENDE DA FORNITORE, ABBIAMO GIA' INTRAPRESO AZIONI IN MERITO''

VIGILANTES GROUP: L'AQUILA TERRENO DI SCONTRO TRA SOCIETA' GIULIESE E CONFSAL

Pubblicazione: 10 luglio 2019 alle ore 07:15

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L’AQUILA – Prosegue il botta e risposta tra la società Vigilantes Gruop Srl di Giulianova (Teramo) e il sindacato della Confsal Com-Sia-Fismc L'Aquila.

Tra note, comunicati, repliche e accuse reciproche, la vicenda del “mancato rispetto delle normative contrattuali da parte della società” nella provincia adell’Aquila, come denunciato nelle scorse settimane dal coordinatore provinciale della Confsal Com-Sia-Fismc L'Aquila, Roberto Montagnani, resta terreno di scontro tra i due protagonisti della vicenda.

Il coordinatore aveva sottolineato anche che “nonostante l'attivazione di un conflitto di lavoro nei confronti della Vigilantes Group e vari tentativi di interlocuzione tra il nostro responsabile della categoria sicurezza privata Adelmo Vivarelli e i titolari della società, la stessa Vigilantes continua a violare i propri obblighi nei confronti dei lavoratori” 

Successivamente, sempre in una nota, i dipendenti della Vigilantes Group avevano preso le distanze dalle dichiarazioni dei due esponenti della Confsal Com-Dia-Fismc L'Aquila.

“Rimaniamo sconcertati e sorpresi dalla pubblicazione di quella che appare, con tutta evidenza, una astiosa quanto infondata lesione alla nostra reputazione”, aveva risposto alla nota della Confsal la società, smentendo le parole del sindacato e annunciando un'azione legale “per la tutela della nostra immagine, in sede civile e penale”. 

Lo scontro però è andato avanti e il sindacato, per voce dei propri rappresentanti, in una nota torna a denunciare: “È inverosimile che una società come la Vigilantes Group srl, non potendo smentire con atti ufficiali quanto da noi denunciato, si fa scudo con le dichiarazioni di alcuni dipendenti che rappresentano il 7% dei circa 150 lavoratori, assunti a tempo determinato o neoassunti e quindi fortemente influenzabili e costretti a dire che tutto va bene”.

Alessandro Crosta, legale rappresentante della Vigilantes Group srl, contattato da AbruzzoWeb spiega che “Siamo veramente sconcertati dall’attacco mediatico da parte della Confsal che sta diffamando e calunniando la nostra azienda in modo del tutto forviante. Inoltre, la Cofsal non è un sindacato maggiormente rappresentativo nel nostro settore ed ha solo 3 dipendenti iscritti; non è firmatario del nostro contratto collettivo nazionale di lavoro (Ccnl) che probabilmente disconosce completamente. Accertammo quanto affermato, attraverso uno scambio di corrispondenza avuta  direttamente con il Segretario Generale della Fesica Confsal dottor Mariani, nel novembre 2018”.

La società ad oggi conta 155 dipendenti suddivisi in 4 filiali: 92 guardie giurate, 56 addetti ai servizi fiduciari e 7 amministrativi. 

“Solo 35 sono assunti a tempo determinato di cui solo 15 GpG, guardia particolare giurata, su 92. I dipendenti - aggiunge Crosta -  intervenuti lo hanno fatto senza che noi ne fossimo assolutamente a conoscenza tanto che ne siamo rimasti colpiti e sono quelli assunti alle dipendenze della Filiale dell’Aquila. Su questa filiale abbiamo 27 dipendenti di cui 3 addetti ai servizi fiduciari e 24 guardie particolari giurate, di cui 6 assunte a tempo determinato”.

Sul fatto di farsi scudo con i dipendenti, una percentuale minima rispetto al numero dei lavoratori della società, Crosta sottolinea che “gli articoli di stampa sono usciti e fanno riferimento ai soli servizi presso siti dell’Aquila”, dunque i dipendenti delle altre province non sarebbero state toccate da quanto denunciato.

Nel capoluogo i dipendenti sono 27, di questi 22, pari all’82% come precisano dalla Vigilantes Gruop, hanno firmato il comunicato in difesa della società. 

Su questo Crosta aggiunge: “Sono sicuramente quelli che hanno più di tutti avuto la necessità di smentire l’accusa,  perché i più colpiti da quanto accade proprio su quella filiale. Infatti a causa di alcuni colleghi che all’ultimo momento comunicano di non andare in servizio presso il Tribunale per i Minorenni, sono chiamati a coprire i servizi di corsa,  con grande spirito di unità, impegno e a volte di sacrificio”.

La Confsal sottolinea anche che “le denunce fatte da questo sindacato attraverso il nostro responsabile di categoria Adelmo Vivarelli, rappresentano atti concreti e documentati depositati nel ricorso presentato presso il tribunale dell'Aquila: da una relazione tecnica su alcune buste paga fatta da consulenti del lavoro, esterni a questo sindacato, sono emerse differenze stipendiali di diverse migliaia di euro, dovute a uno stano sistema di calcolo delle ore lavorate dai dipendenti in cui tutte le ore eccedenti le 173 ore necessarie a maturare lo stipendio verrebbero mascherate con la flessibilità al solo scopo di non retribuire il lavoro straordinario”.

“Noi rispettiamo quanto previsto dal Ccnl in pieno”, risponde Crosta, che prosegue: “Più volte abbiamo risposto alle contestazioni da parte della Confsal in questo senso. Abbiamo chiesto un incontro con il sindacato, ma è stato rifiutato”.

Altro punto motivo di discussione tra le due realtà è il fatto che, secondo la sigla sindacale, “risulterebbero lavoratori a cui verrebbe richiesto di svolgere doppi turni di lavoro senza il previsto riposo e percorrenze chilometriche in palese violazione delle vigenti normative. Inoltre, l'azienda stravolgerebbe in continuazione le ferie e i riposi ai dipendenti applicati al Tribunale e alla Procura per i Moinorenni del capoluogo abruzzese, negando agli stessi i permessi in palese violazione del Ccnl e dell’articolo 2109 del codice civile”.

“Come dicevo prima, purtroppo ci sono alcuni dipendenti che settimanalmente e congiuntamente comunicano, con neanche un’ora di preavviso, che non si recheranno al lavoro. Non potendo lasciare scoperte le postazioni di servizio e dare disservizi ai nostri clienti, siamo obbligati a chiedere ai colleghi una rapida sostituzione”, risponde Crosta.

Infine dalla Confsal spiegano che “da parte della Vigilantes srl verrebbero operate sovente sostituzioni del personale applicato presso il Tribunale dell’Aquila, in contrasto con l'articolo 30 legge numero 122 del 2016 della tutela del cambio d'appalto che per motivi di sicurezza prevede, da parte della società che vince l'appalto, la garanzia che presso la postazione lavorativa verrà applicato lo stesso personale per tutta la durata dell'appalto stesso”.

Secca la risposta della società: “Probabilmente ignorano quanto prevede la normativa, altrimenti saprebbero che non esiste alcun obbligo nei confronti di un nuovo appaltatore ad impiegare lo stesso personale presso lo stesso cliente”.

“La clausola sociale di cui all’articolo 50 del D.Lgs. 50 del 2016 Codice dei contratti  e la salvaguardia occupazionale che il nostro Ccnl ci impone (articolo 24 e seguenti), obbliga la garanzia di assunzione con passaggio diretto ed immediato, senza periodo di prova del personale precedentemente impiegato, con il  mantenimento dell’anzianità convenzionale, degli gli scatti di anzianità maturati nel precedente rapporto di lavoro. Costantemente il nostro Istituto di Vigilanza rispetta le previsioni contrattuali in qualsiasi cambio appalto effettuato - aggiunge Crosta.

L’articolo 30 della Legge 122 del 2016 testualmente recita: “All'articolo 29 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, il comma 3 è sostituito dal seguente: ‘3. L'acquisizione del personale già impiegato nell'appalto a seguito di subentro di nuovo appaltatore dotato di propria struttura organizzativa e operativa, in forza di legge, di contratto collettivo nazionale di lavoro o di clausola del contratto d'appalto, ove siano presenti elementi di discontinuità che determinano una specifica identità di impresa, non costituisce trasferimento d'azienda o di parte d'azienda’”.

 “Non troviamo riferimenti su quanto a loro dire, la norme ci impone e che contrastiamo. Le linee guida Anac numero 13 come tutte le norme o Sentenze emesse da Tar e Consiglio di Stato non in ultimo il Parere di quest’ultimo in adunanza della Commissione speciale del 26/10/2018, non impongono mai l’impiego del personale uscente sulla stessa postazione ma confermano la ‘libertà imprenditoriale’ richiamata dall’art. 97 della Costituzione Italiana”, precisano dalla Vigilantes Group srl.

Ma in realtà il sindacato contesta altri elementi alla società: “Quanto da noi asserito rappresenta una parte delle inadempienze della Vigilantes e faremo valere le nostre ragioni nelle sedi opportune. Quello della vigilanza privata è un settore delicato, che svolge attività di sicurezza ai confini con la sicurezza pubblica, è un settore privato, ma regolamentato dal Testo Unico di Pubblica Sicurezza. Proprio per questo, la categoria, necessita di regole certe, sia sul piano legislativo che contrattuale e le istituzione, a cominciare da Ministero degli Interni e del Lavoro, sono chiamati a intervenire e a mettere un freno alla giungla che si sta creando, anche a causa di politiche sbagliate sugli appalti e accordi da parte di alcuni sindacati aziendalisti”, spiegano.

Sull’annuncio di una battaglia legale, però, Crosta preferisce rispondere con un semplice “No comment”.

Ma c’è un’altra battaglia che il sindacato sta portando avanti, quella per le divise nuove, poiché quelle indossate dalle guardie giurate “sono usurate, non più idonee in alcuni casi hanno addirittura dei buchi”.

Come si evince dai documenti inviati a corredo della denuncia della Confsal, il sindacato ha scritto diverse richieste di vestiario: la prima, mandata direttamente alla società, ad aprile.

Il 13 maggio la Vigilantes Group srl risponde che “entro l’entrata in vigore dell’obbligo di vestire la dotazione estiva, entro cioè il 2 giugno 2019, saranno forniti polo e pantaloni”. Questo non avviene e il sindacato, questa volta inviando il documento sia alla società, sia alle Prefetture e alle Questure dell’Aquila e di Teramo, scrive che “quanto comunicato non è stato rispettato”.

Inoltre aggiungono che “è impossibile continuare ad indossare il vestiario in quanto già usurato al primo anno dalla consegna per materiali di confezionamento di scarsa qualità”.

Il rappresentante della Vigilantes Group ammette l’esistenza di questa criticità: “Purtroppo per le divise abbiamo avuto un problema con l’attuale fornitore, sia per il ritardo nella consegna, sia sulla conformità del prodotto e nello specifico nella conformità delle taglie e soprattutto del ricamo sulla pattina del pantalone. È stata intrapresa un’azione nei confronti del fornitore, il quale sta provvedendo a sua cura e spese, alla riparazione della non conformità - come dimostrato con una pec trasmessa al fornitore - Purtroppo sono problemi che  non sempre riusciamo a risolvere nell’immediato, non dipendendo da noi”.

Sul fatto della “scarsità dei materiali di confezionamento”, dalla società ci tengono a precisare che “qualche anno fa abbiamo realizzato un progetto con un noto fornitore, per la realizzazione di  una divisa che puntasse sul massimo standard qualitativo e di immagine tanto che le nostre divise, a differenza della maggior parte di quelle in dotazione ad altri Istituti, è ricamata invece che stampata, investendo non poche risorse”, conclude Crosta.



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