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SISMA L'AQUILA, LUNEDI' NON RIPARTE RICOSTRUZIONE PER CONFUSIONE E IMPOSSIBILITA' DI SODDISFARE RICHIESTE. BIONDI NEL MIRINO DI COSTRUTTORI DI TERAMO E APINDUSTRIA. NON BASTA ACCORDO ANCE CAPOLUOGO-ZOOPROFILATTICO

VIRUS: CAOS TAMPONI, SALTA RIAVVIO CANTIERI FASE 2, VINCONO POLEMICHE, RITARDI E PAURA

Pubblicazione: 02 maggio 2020 alle ore 21:44

L'AQUILA - Confusione, ritardi imbarazzanti, scontri istituzionali anche tra costruttori, polemiche politiche con il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, di Fratelli d’Italia, responsabile della salute pubblica ed in odore di crisi di maggioranza, come unico bersaglio, e, non ultima, la pressione della cittadinanza e dei medici a fare attenzione ad una impennata di contagi con il ritorno di migliaia di operai da ogni parte d’Italia. 

I cantieri della ricostruzione all’Aquila e nel cratere del sisma non riapriranno lunedì prossimo con l’avvio della fase due della emergenza coronavirus: come invece annunciato dal sindaco Biondi, nel rendere nota due giorni fa la ordinanza con cui dispone, oltre alle misure di sicurezza, l’obbligo di tamponi alle maestranze. 

Il rinvio a data destinatarsi: è maturato in seguito al caos normativo ed organizzativo, legato alla impossibilità di fare test in così poco tempo, innescato dal provvedimento del sindaco, sfiduciato da gran parte della sua maggioranza, e dalle roventi polemiche politiche contro la sua ordinanza divampate in un territorio che, essendo tra i meno colpiti d’Italia e da giorni a contagio zero, ha espresso il timore per il ritorno di migliaia di maestranze provenienti da fuori città e fuori regione. 

Addetti non tutti soggetti ai tamponi perché operanti anche negli altri comuni del cratere. 

Secondo quanto si è appreso, a determinare però il rinvio soprattutto una nota ufficiale dell’Ordine degli ingegneri della provincia dell’Aquila che ha contestato competenze e responsabilità sulla sicurezza nei cantieri attribuite nella ordinanza sindacale, impedendo  di fatto alle poche imprese pronte di riprendere i lavori. In quello che viene definito il cantiere più grande d’Europa operano circa 4.200 addetti. 

Con il quadro attuale di conflittualità ed incertzza, non si possono fare previsioni e in tal senso sono preoccupate le maestranze coperte ancora per sole due settimane dalla cassa integrazione. 

“Sarà una ripartenza molto graduale e contingentata, sarà effettiva nel giro di un mese – spiega a questo giornale il presidente dell’associazione nazionale costruttori (Ance) della provincia dell’Aquila, Adolfo Cicchetti, - E si ripartirà prima con le maestranze locali che potranno fare i tamponi all’istituto zooprifilattico sperimentale Abruzzo e Molise con il quale oggi abbiamo firmato un protocollo per i test ad addetti delle nostre imprese che operano al 30 per cento della ricostruzione post terremoto”. 

L’intesa prevede 500 tamponi e test sierologici al giorno con i risultati consegnati in massimo 36 ore: la operazione, finanziata dai costruttori che poi chiederanno il ristoro delle somme alle stazioni appaltanti (c’è un rischio contenzioso), si svolgerà nello spazio del presidio sanitario di Collemaggio dove saranno montani gazebo e dove i prelievi saranno effettuati da personale messo a disposizione dalla Asl provinciale dell’Aquila. 

In tal seno, lunedì è previsto un incontro tra i costruttori e il direttore generale, Roberto Testa. 

E’ stato proprio l’obbligo di fare i test alle maestranze stabilito a ridosso della riapertura dei cantieri a creare un autentico caos: non a caso, la maggioranza di centrodestra, eccezion fatta per Fdi, il partito di Biondi, e le opposizioni, nella seduta del Consiglio comunale di giovedì, hanno duramente attaccato il sindaco per aver firmato frettolosamente senza preparare il campo, una ordinanza che norma solo il comune aquilano quindi con il resto dei comuni del cratere fuori dagli obblighi, approvando all’unanimità un documento nel quale si chiede al governatore, Marco Marsilio, di Fdi, di varare una ordinanza più restrittiva che normi l’intero territorio regionale. E, a quanto filtra, nonostante le pressioni delle ultime ore in tal senso, il presidente non ha alcuna intenzione, al momento, di normare la vicenda, con apposita ordinanza, per tutto l’Abruzzo. 

Contro il provvedimento di Biondi intanto oggi si sono schierati l’associazione nazionali costruttori (Ance) della provincia di Teramo e Apindustria L’Aquila. 

“A rischio la ripresa dei cantieri a L’Aquila il 4 maggio con la ricostruzione al palo con la ordinanza del Comune dell’Aquila – attacca il presidente di Ance Teramo, Ezio Iervelli,- questo impedirà la ripresa delle attività”. 

L’imprenditore parla di “un fulmine a ciel sereno con una iniziativa tardiva e isolata che non ha alcun precedente giuridico e che quantomeno necessitava di regolamentazione da parte della Regione, data la sua delega sanitaria. Abbiamo interessato anche l’Ance nazionale ed i Ministeri. Ora valuteremo tutte le iniziative da mettere in campo non escludendo alcuna opzione; del resto ci stiamo avviando rapidamente verso il caos per la sovrapposizione disordinata dei vari poteri nazionali e locali, con il rischio concreto di una paralisi totale. Non è tollerabile perché è a rischio default tutto il tessuto produttivo e occupazionale”. 

Parla di discriminazioni il segretario generale di Apindustria, Massimiliano Mari Fiamma: “Nel nome del popolo di Facebook la politica aquilana si è ritrovata quasi sulle stesse posizioni sull’ennesima azione condotta a scapito delle imprese coinvolte nella ricostruzione – si legge in una nota - L’ordinanza calata dall’alto con l’imposizione dei tamponi, della tracciatura degli operai (già presente in Prefettura dal 2012 con un protocollo condiviso), dell’assunzione di una responsabilità da parte dei medici competenti e delle committenze è un’autentica vessazione senza alcun risvolto positivo nemmeno per la sicurezza tanto decantata”. 

Ance L’Aquila invece continua a fare sponda con il sindaco.

In una nota l’associazione informa che il presidente Adolfo Cicchetti ed il coordinatore della Commissione Covid, Eliseo Iannini, "stanno offrendo tutta la loro collaborazione, in rappresentanza delle imprese del territorio, al Comune dell’Aquila per allineare i cantieri alle ultime disposizioni, in tempo utile per una efficace ripartenza". La nota dà conto dell’accordo con l’istituto Zooprofilattico a Teramo “che ha assicurato la possibilità di processare un elevato numero di tamponi al giorno”

“La situazione – commenta Cicchetti - benché con tempi ristrettissimi che hanno generato apprensione tra gli imprenditori, potrebbe evolvere verso una soluzione positiva se tutti gli enti faranno responsabilmente la loro parte. Ance L’Aquila sta offrendo tutta la propria collaborazione per rispettare i tempi dati dai decreti governativi e a cui tutti hanno riprogrammato l’attività, pur fra immaginabili difficoltà”.  

E come se non bastasse ad un quadro così confuso e conflittuale si aggiunge il fatto che secondo quanto si è appreso, che in seno all’Ance dell’Aquila serpeggia malcontento per più di un imprenditore che avrebbe voluto riavviare subito i cantieri. Considerando che in questa pandemia che ha bloccato la economia, all’Aquila ci sono commesse con soldi già sul conto.  

Ed in queste ore si fa largo un’altra incognita: chi avviserà tutti gli imprenditori “forestieri” che la ricostruzione non riparte e che coloro che arrivano senza tamponi verranno messi, come spiegano fonti della Asl dell’Aquila, in quarantena.  

A proposito di tamponi, chiede Mari Fiamma:  “A 24 ore dalla riapertura (dato che da giovedì 30 a lunedì 4 c’è solo un sabato lavorativo di mezzo), si scaricano tutte le paure e le proteste dei social sulle imprese imponendogli tamponi utili solo a sfamare la voglia di sangue dei leoni da tastiera.

I complimenti e gli osanna giunti via internet alla mossa del Comune sembrano non tener conto che un operaio negativo ad un tampone oggi, dovendo lavorare ed interagire in cantiere e fuori, può diventare positivo domani vanificando ogni rilevazione di 24 ore prima”. 

 



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